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Le scelte dei partiti

Renzi: il Pd entra nel Pse

Renzi: il Pd entra nel Pse

Con 121 si, un contrario (Fioroni) e due astenuti (tra cui il renziano Richetti) la direzione del Pd ha sancito l'adesione del partito nel Partito Socialista Europeo: "Il dibattito - ha spigato il segretario - è stato ampio ma per definizione il dibattito sull'Europa è un tema che non finisce. Per ciò l'adesione al Pse è un punto di arrivo per tante storie ma anche un punto di partenza". "Il congresso del Pse - ha aggiunto il segretario - che inizia domani pomeriggio sarà una occasione particolarmente interessante. In bocca al lupo".
Unica voce fuori dal coro Beppe Fioroni: "Ribadendo - ha spiegato durante il suo intervento - l'indisponibilità di morire socialdemocratici, auguro a voi tutti di vivere intensamente da democratici". Con l'ingresso nel Pse Renzi lega la sua storia politica a quella di Martin Schulz. 

Il giorno dopo la vittoria delle primarie Martin Schulz si affrettò a fare i complimenti a Matteo Renzi: "Gli euroscettici ed i populisti di ogni tipo avranno tempi duri per digerire il risultato delle primarie del Pd". Il presidente del Parlamento europeo sottolinea i "quasi tre milioni di voti" che sono un "notevole successo di democrazia partecipativa". Ora che Matteo è diventato premier il cerchio si chiude. Oggi, giovedì 27 febbraio, si chiude l'adesione del Pd al Partito socialista europeo nonostante la protesta isolata di Beppe Fioroni che ricorda i patti di sette anni fa su cui era nato il Pd: mai con i Socialisti del Vecchio continente e mai con il Popolari. Ma Renzi va per la sua strada.

In ginocchio dalla Merkel - Per il Pd il futuro numero uno di Bruxelles è Martin Schulz ed è probabile - secondo quanto scrive Repubblica - - che il 25 maggio il Pd metterà il nomo dellos tesso Schulz dentro il suo simbolo. Reenzi dunque "sbarca" in Europa non diventerà subito vicepresidente del Partito socialista solo perché il congresso di Roma non ha i poteri di elezione degli organismi dirigenti. Succederà alle prossime assise ordinarie. Il capodelegazione David Sassoli ha lavorato cinque anni a questo appuntamento e ha riunito anche la componente cattolica del Pd, quella più scettica, guidata da Pierluigi Castagnetti per cui si tratta di una scelta sbagliata per ragioni politiche perché, spiega, il Pd modifica "la sua identità senza precisare per quale strategia europea". Insomma Matteo è appena arrivato a Palazzo Chigi e ha già un piede a Berlino, piegato ai voleri dell'Europa e della Merkel (proprio ieri ha annunciato che il 17 marzo andrà dalla Cancelliera Merkel con il Job Act pronto".

 

 

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Commenti all'articolo

  • bettely1313

    27 Febbraio 2014 - 19:07

    Questo è uno degli errori e pure grosso di Renzi che gli costerà caro. Alle prossime europee il popolo se ne ricorderà e segnerà la fine sulla credibilità del PD.

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  • vedrana

    vedrana

    27 Febbraio 2014 - 17:05

    E ,cambia il governo, ma andiamo sempre dalla culona. Ma a cosa fare?? cosa dire ?? è ora di piantarla delle ingerenze in uno stato sovrano . Mettiamole un po' di sale sulla coda minacciando l'uscita dall'euro. July

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  • Cosean

    27 Febbraio 2014 - 15:03

    Avete dimenticato di pubblicare il mio Post. Forse perche vi ricordavo che dare del Kapò a Shulz è da estremisti? Ma non era Grillo che insultava?

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  • evirvar

    27 Febbraio 2014 - 15:03

    Se è vera la notzia secondo la quale Renzi andrà dalla Merkel a farsi correggere i compiti, dico che l'uomo è senza un briciolo di dignità: qual è il primo ministro di un grande paese che va dalla Merkel ad ossequiarla, a pochi giorni dal suo insediamento? Solo i politici italiani sono capaci di tanta bassezza.

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