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M5S nel caos

Grillo, tutti i nomi dei grillini che lasciano il M5S
pronti ad andare con Renzi e Civati

Grillo scatenato

Beppe Grillo visto dal nostro Benny

Dovevano andarsene in quattro, rischiano di essere molti, molti di più. Una decina di senatori, altrettanti deputati dissidentì pronti a seguire, o così minacciano in queste ore di tensione, Luis Alberto Orellana, Francesco Campanella, Lorenzo Battista e Fabrizio Bocchino. Ieri la riunione dove sono volati stracci.  In assemblea il deputato Alessio Tacconi ha chiesto di essere processato insieme agli altri quattro senatori perché d’accordo sulle critiche mosse all’incontro tra Beppe Grillo e il premier incaricato Matteo Renzi la scorsa settimana. La collega Paola Pinna, che ha già in passato sfiorato l’espulsione di un soffio, ha chiesto espressamente che il voto non fosse influenzato "dal blog" e di "superarne il ruolo ambiguo, pubblicando notizie oggettive". Sul fronte delle espulsioni, "bisogna definire fattispecie punibili - ha inoltre sostenuto - in base a i principi di certezza del diritto. No ad personam".

Rottura profonda -  La frattura tra dialoganti e oltranzisti non è mai sembrata così profonda. In transatlantico c'è chi si evita, nega il saluto e tira dritto. "Grillo non è stato l’unico a parlare di soldi - lamenta una deputata - guardatevi la bacheca Fb di Di Battista. Pietà". Ma i fedelissimo di Grillo e Casaleggio ostentano sicurezza. "Chi non si senta in linea con i principi del M5S è libero di andarsene", ribadisce Manlio Di Stefano. Qualcuno scherza: "Se ne vanno tutti? Meglio!". "Occhio - ricorda qualcuno dallo staff - anche Battista, quando l’espulsione di Gambaro era sul tavolo, disse che avrebbe lasciato il gruppo semmai Adele fosse stata espulsa. Eppure Battista è ancora qui, almeno fino alle 19".

Nomi eccellenti - Altro forfait è stato dato oggi dal deputato Ivan Catalano che ha lasciato il gruppo M5S alla Camera per iscriversi al Misto. Catalano ieri su Facebook aveva espresso la sua contrarietà all’espulsione dei 4 senatori dissidenti. Sicuramente il nome che impressiona di più è quello del sindaco grillino Federico Pizzarotti. " Lo dico con estrema buona fede ai nostri deputati e senatori: dateci elementi sulle colpe dei quattro senatori espulsi; convincetemi su quest’azione così forte e che non concede appello, perché io non l’ho capita. Non ho capito che cosa è stato commesso, e se ciò che è stato commesso riguarda la violazione precisa del vostro regolamento", lo sfogo si legge sul profilo facebook del sindaco che aggiunge: 
"Ho verificato le restituzioni - aggiunge - e sono allineate con quelle degli altri senatori. Ho controllato l’attività di questi senatori su OpenParlamento, e oltre ad essere superiore alla maggioranza dei rappresentanti degli altri partiti, sono in linea con l'attività dei nostri altri rappresentanti. E’ stata citata la sfiducia dei territori, ma senza documentare quali sono state le modalità delle deliberazioni, le motivazioni e i votanti. Per il resto mi guida un unico pensiero: sono convinto che il confronto sia molto più funzionale dello scontro". La chiusa è molto chiara e marca definitivamente la distanza da Grillo: "Quando ci si sposta dai contenuti a favore dei giudizi - osserva Pizzarotti - si indebolisce una delle caratteristiche che ci ha sempre contraddistinto. A Parma la forza di questa Giunta e di questa maggioranza è il confronto sulle idee. Un confronto forte e vivo. Ci unisce quello che più ci divide: due idee messe l’una di fronte all’altra ci danno il senso di cosa è giusto e cosa è sbagliato. Per questo non temiamo i partiti: siamo diversi, e abbiamo un’energia che gli altri non hanno. Ieri è stata una giornata che mi ha lasciato con l’amaro in bocca, e sapendo che i problemi degli italiani sono altri, perdere tempo in spaccature e dissidi interni ci indebolisce e delude tante persone che ci sono vicine", conclude.

La scelta - E adesso ci si chiede dovre approderà la pattuglia di senatori dissidenti. Civati ha già pronto il simbolo di Ncs, nuovocentrosinistra e ha detto che potrebbe esserci una nuova maggioranza. Molti potrebbero essere accolti da Pippo, altri potrebbero ricevere l'abbraccio di Renzi ma non è eslcuso che i grillini disobbedienti formino un proprio gruppo. 

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Commenti all'articolo

  • feltroni ve le suona ancora

    27 Febbraio 2014 - 17:05

    Che banda di mentecatti

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  • fossog

    27 Febbraio 2014 - 15:03

    il motivo base di grillo, nesi suoi comizi, è sempre stato : mai con chi ci ha disrutti ! ed è questo motivo base che ha ricevuto Milioni di voti dai cittadini. I cosiddetti parlamentari 5 stelle, invece, hanno ricevuto al massimo un centinaio di voti, in rete, cadauno ed hanno accettato durante la nascita del movimento e nei comizi di grillo il grido di : mai con questi ! ORA NON GLI VA' PIU' BENE ? troppo tardi per cambiare e per fare i PROPRI giochini, no ? infatti grillo NON perde consensi nei sondaggi.

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  • Tobyyy

    27 Febbraio 2014 - 15:03

    Nuovo centro destra prima , nuovo centro sinistra ora, io uno li riunirei invece in uno unico e lo chiamerei " Nuovo centro traditori " e li farei correre, loro avanti ed io dietro, a fucilate sui polpacci ed avanti a tutti metterei quei due imbroglioni lestofanti di Alfango e Grullo...!

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  • noncirestachepiangere

    27 Febbraio 2014 - 15:03

    Addì 7 Ventoso dell'Anno V dalla Rivoluzione Pentastellata, la "sobria dittatura" del (Para)guru miete nuove teste mentre Place della Web-Concorde plaude e ulula.... Ma l'indomito Civati si prepara già ad esfiltrare i dissidenti e a dar loro ricetto in un Nuovo Comitato di Salute pubblica ... sempre che l'intrepida Primula Rosso Pallido fiorentina non riesca a fregargli i transfughi, allettandoli con la più prospettiva di confortevoli e meno rivoluzionarie poltrone. Sarà anche appassionante, sto feuilleton .... ma certi spettacoli preferirei non doverli sempre pagare di tasca mia! Noncirestachepiagere

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