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Ncd minaccia la crisi su Scalfarotto

Ncd minaccia la crisi su Scalfarotto

Il numero dei sottosegretari sarà superiore a quello preventivato. Matteo Renzi aveva posto come condizione che fossero meno di quelli di Enrico Letta, ma gli appetiti dei “piccoli” e la necessità di blindare la maggioranza di governo, rischiano di impedirgli di centrare anche questo record. Questa mattina il consiglio dei ministri nominerà non meno di quarantacinque tra sottosegretari e viceministri. A rendere più complesse le trattative condotte da Lorenzo Guerrini e Luca Lotti con la minoranza Pd innanzitutto e poi con gli sherpa di Ncd, Scelta Civica, Popolari per l’Italia e Udc è stato il numero molto basso di donne indicate per ricoprire quei ruoli.

Il neo premier, infatti, avrebbe voluto anche il “sottogoverno” composto per la metà da donne, ma, evidentemente, in Parlamento non ce n’è ancora un numero sufficiente. Al centro di un fuoco di sbarramento preventivo - con annessa minaccia di crisi - è stato però un uomo. Da giorni, infatti, si rincorrevano le voci di una nomina di Ivan Scalfarotto come sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega alle Pari Opportunità. Deputato piddino e autore del testo contro l’omofobia, già presidente Pd e fondatore dell’associazione Parks che si batte contro le discriminazioni, sarebbe il primo uomo a ricoprire quell’incarico. Scalfarotto, ex manager e renziano della prima ora, è apprezzato anche da una fetta del centrodestra, e poteva essere il “colpo a sorpresa” della nuova tornata di nomine. Contro questa ipotesi, però, si è scagliato preventivamente Carlo Giovanardi. Ex sottosegretario alla Famiglia del governo di Silvio Berlusconi, eletto con il Popolo delle libertà ma passato al Ncd, ha posto il veto del suo partito: «Se dovesse avere le deleghe ai Diritti, alle Pari opportunità e alle Tossicodipendenze il governo finirebbe ancora prima di iniziare». Il destinatario dell’attacco, che potrebbe comunque diventare sottosegretario ed occuparsi di altro, non ha risposto. Ma il premier, nel corso della Direzione Pd, lo ha difeso senza risparmiarsi una battutina al senatore Ncd. «Un abbraccio a Ivan, che sospetto si sia messo d’accordo con Giovanardi. Inizio a sospettare che tra i due vi sia del tenero...», ha scherzato, alludendo all’omosessualità del primo e all’intransigenza sul tema del secondo.
Sul resto della squadra non ci saranno grosse novità. Venticinque saranno i sottosegretari piddini, venti quelli degli altri partiti. Innanzitutto la delega all’Editoria potrebbe essere tolta a Giovanni Legnini, che sarebbe spostato altrove, e attribuita al fedelissimo del sindaco Luca Lotti. All’Economia, invece, il premier confermerà il sottosegretario uscente Pier Paolo Baretta e il viceministro di Ncd, Luigi Casero.

Entreranno al governo l’ex governatore della Basilicata Filippo Bubbico all’Interno e Claudio De Vincenti allo Sviluppo Economico, e se la delega ai Servizi segreti dovesse rimanere come pare a Marco Minniti, potrebbe essere nominato sottosegretario al Viminale Emanuele Fiano. Per ricucire con la minoranza “lettiana” e “cuperliana” ed incrementare il numero di donne saranno recuperate Paola De Micheli e Cinzia Velo. L’Ncd incassa la promozione del capogruppo a Montecitorio Enrico Costa a viceministro della Giustizia, la nomina a sottosegretario di Giuseppe Castiglione e la conferma di Simona Vicari, Gioacchino Alfano e Sabrina De Camillis. Possibile la promozione di Barbara Saltamartini. Sc incassa la nomina a viceministro dell’Economia per Benedetto della Vedova, mentre restano malumori dentro Per l'Italia di Mario Mauro. L’ex ministro potrebbe ripiegare su un ruolo da viceministro agli Esteri. Resta il nodo della delega alle Comunicazioni, che interessa anche al Cavaliere. Renzi dovrebbe nominare un suo fedelissimo del Pd. Ancora ieri nessuno aveva avvisato Cecile Kyenge sul suo destino e l’interessata provava a resistere: «Non riproporre un ministero dell’Integrazione sarebbe un passo indietro davanti all'Europa e al mondo».

di Paolo Emilio Russo

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Commenti all'articolo

  • ramadan

    01 Marzo 2014 - 12:12

    da ramadan per luigi ma cosa ci vede di tanto strano se abituiamo i nostri bambini a considerare tutti gli individui uguali tra loro con gli stessi diritti e doveri ? se lei è cattolico non dovrebbe sapere che siamo tutti figli di dio ? e tutti uguali nella vita e nella morte ? lo sa che l'organizzazione mondiale della sanità ha definito l'omosessualità una normale variante del comportamento umano ? si rende conto che il suo modo di ragionare è razzista ?

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  • claudionebridio

    01 Marzo 2014 - 09:09

    Cè poco da fare dell'ironia: Scalfarotto aveva tentato un vero e proprio blitz in maniera subdola e senza alcun dibattito per far passare come leggi di Stato i diktat laicisti europei in materia di sessualizzazione dei bambini fin dalle elementari. Nei famosi codici di comportamento per insegnanti e bidelli c'era la raccomandazione di non dire frasi come "Mario da grande si sposerà con una donna " perché secondo l'ideologia gender questo sarebbe un "condizionamento culturale" in quanto gli individui "debbono poter scegliere da soli, 'da grandi' a quale sesso appartenere"! Inoltre, altro esempio, nei compiti di aritmetica evidenziare che Anna, accompagnata DAI SUOI PAPA' , compra tre scatole di tè tot lire cadauna, quanto spende? Per non parlare poi della propaganda omosessualista e gender che arriva a organizzare teatrini scolastici con gli alunni chedebbono dichiarare "il loro amore" per il compagno di banco, maschi con maschi e femmine con femmine. E, purtroppo, molto altro

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  • vincentvalentster

    28 Febbraio 2014 - 18:06

    Effettivamente affidare il delicato incarico delle pari opportunità a questo Scalfarotto mi sembra una forzatura ed una assurdità.

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  • ramadan

    28 Febbraio 2014 - 16:04

    ma possibile che dobbiamo ancora sentir parlare di un Giovanardi ?

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