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Nota ufficiale

Alessandra Moretti: "Bisogna guardare alla competenza delle ministre e non alla loro bellezza"

Alessandra Moretti e Maria Elena Boschi

La bellezza abbaglia, offusca. Tanto che, qualche volta, guardare oltre sembra impossibile. Alessandra Moretti, deputata eletta tra le fila del Partito Democratico, rivendica in una nota il diritto delle donne a essere giudicate per le loro competenze: "È una settimana che si è insediato il nuovo governo, eppure l’attenzione di alcuni media sembra concentrarsi unicamente sui dettagli fisici delle neoministre". L'affondo, firmato insieme alla collega Michela Marzano, è rivolto ai media: "Dal web a ad alcune trasmissioni televisive è tutto un fare allusioni a sfondo sessuale su donne chi ricopre ruoli istituzionali: tutto questo è inaccettabile". La critica, molto probabilmente, è rivolta alla sfilza di apprezzamenti e commenti che si sono sollevati intorno alla figura di Maria Elena Boschi: titolare alle Riforme e ai Rapporti col Parlamento per il primo esecutivo Renzi

Il caso Boschi -  La giovane toscana, 33 anni appena compiuti, è finita nell'occhio del ciclone dopo aver sfoggiato un attillato tailleur blu elettrico nel giorno del giuramento. La sua bellezza, inutile negarlo, ha da subito attirato l'attenzione dei giornalisti e del pubblico maschile. Che il giuramento sia destinato a trasformarsi in un'occasione legata al costume più che alla politica, d'altronde, è una prassi che dura da decenni. In molti hanno usato la rete per postare i loro commenti: alcuni si sono limitati a esprimere apprezzamenti, mentre altri - a giudizio della Moretti - "si sono spinti decisamente oltre". 

Più brave che belle - La dem richiama tutti a una presa di responsabilità: "Messaggi come quelli che abbiamo visto in questi giorni sono avvilenti non solo per chi li riceve, ma per una intera generazione di donne che sta prendendo spazio in un territorio storicamente maschile come è la politica". Che dire? Le donne, ormai, non vogliono più sentirsi dire che sono belle: preferiscono essere valutate per la bravura. Pretesa innegabilmente legittima. Occhi puntati, allora, sul contributo politico che le neoministre sapranno a dare al Paese. Nella speranza che la loro avvenenza sia solo l'ultima delle loro qualità: staremo a vedere.  

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Commenti all'articolo

  • ilsennodipoi

    05 Marzo 2014 - 17:05

    Eh......no! Non+brave che belle............semmai il contrario.......+ bone che brave! Chi vivrà, vedrà!

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  • dulbecco2

    05 Marzo 2014 - 17:05

    chi si loda si imbroda..modeste ...leministre ahhh

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  • erikus

    01 Marzo 2014 - 14:02

    Condivido, ma se all'una si abbina l'altra non credo che ci sia niente di scandaloso. Anzi.......In Italia siamo degli specialisti nel creare falsi problemi e riusciamo, complici i media, a cavalcarli sino alle estreme conseguenze, soprattutto se riguardano la parte politica a noi avversa.

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  • arwen

    01 Marzo 2014 - 14:02

    Caro Giorgio, io ci ho pensato su e continuo ad essere della mia opinione. Se qui stiamo parlando delle forme delle citate ministre e onorevoli è semplicemente perché, facendo riferimento alle signore in argomento, non c'è altro di cui parlare. Esse rappresentano il vuoto assoluto e non perché donne e per di più piacenti, ma solo perché non hanno, come singoli individui ed esponenti politici, nulla da dire.

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