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L'incubo dell'autogol

Matteo Renzi, per gli elettori del Pd il partito lo farà fuori

Matteo Renzi

Ma Renzi è di sinistra o no? Non è chiaro se quanto stia accadendo all’interno del Pd sia frutto di una vera riflessione politica o più semplicemente di correntismi e lotte interne. Di sicuro, tutto quanto afferisce a Bersani e Letta - non è poco - fa parte sia dell’ideologicamente diverso (post-comunisti e democristiani old syle), ma anche di gruppi dirigenti che hanno avuto l’occasione per governare e che poi l’hanno persa. Ma l’hanno persa per via della loro idea non adeguata, non risolutiva, che li ha resi deboli con la gente, o semplicemente perché hanno perso la faida interna? Lo stesso Civati minaccia la scissione accusando un Renzi che sta consegnando il Paese a Berlusconi; il quale non nasconde il suo apprezzamento per l’ex sindaco. Insomma, Renzi è di sinistra o no? Lo abbiamo chiesto agli elettori del Pd. Che effettivamente, pur lontano dai tatticismi della dirigenza, manifesta dubbi sull’opportunità ideologica di Renzi.

Il parere della base del Pd
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Solo per poco più della metà di essi «le proposte di Renzi non sono in contrasto con l’idea di sinistra». Per il 33%, uno su tre, quella visione del mondo non è quella della socialdemocrazia. Un anno fa la situazione era molto differente. Era ben il 71% a non obiettare su Renzi e Sinistra, mentre solo il 22% era invece di parere opposto. Nel Pd non sono pochi, dunque, coloro che hanno cambiato idea negli ultimi 12 mesi in cui si è potuto capire di più su Renzi: un elettore su 5. E a livello sociodemografico possiamo identificarli in modo abbastanza preciso: sono principalmente giovani e intensamente cattolici. Un profilo somigliante a quello dell’ex sindaco, che invece pare allontanarsi.

Se i mal di pancia interni al partito siano sottesi da un problema ideologico e no, può essere dibattuto. Ciò che appare più chiaro, però, almeno agli elettori Pd, è che Renzi, nonostante sia il segretario del partito, non troverà aiuti al suo interno, piuttosto impedimenti. Per il 65% dei Democratici “la maggior parte dei quadri e dei dirigenti del Pd tenderanno ad ostacolare il tentativo di Renzi”. Ovvero, bloccato dai suoi alla prima occasione utile (è già accaduto nel Pd).

di Arnaldo Ferrari Nasi
Sondaggista

 

 

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Commenti all'articolo

  • alkhuwarizmi

    04 Marzo 2014 - 17:05

    Se Renzi-superstar corre qualche pericolo (eventualità che, oggi, mi sembra più un desiderio della destra, per niente nascosto, che non un'effettiva possibilità), questo gli viene solo dai malumori di varia natura e consistenza all'interno del suo partito. Dagli elettori assolutamente no: al di là di simpatie sul piano strettamente personale, gli elettori di sinistra, ove fossero chiamati domani alle urne, voterebbero in massa per il segretario del PD, perché il loro essere di sinistra (di estrazione popolare o radical-chic), l'identità ideologica che resta di matrice comunista, il radicato senso di appartenenza, sono molto più forti di qualsiasi altro sentimento legato a situazioni contingenti e a specifiche connotazioni di chi guida il partito. Schierati a prescindere, non facciamoci illusioni.

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  • carpa1

    02 Marzo 2014 - 20:08

    Chi farà fuori Renzi? Ma i cittadini alle prossime elezioni, è lapalissiano!

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  • vincentminio

    01 Marzo 2014 - 23:11

    Con Renzi siamo a "Chi la spara più grossa". In un mondo surreale dove nessuno si ribella alle sue incoerenze e dove tutti stanno ad osanarlo, anche se, in fondo, nessuno gli crede. Siamo al solito "cambiare tutto per non cambiare niente". L'importante è guadagnare tempo (sarebbe più esatto dire perdere tempo) per gestirsi e godersi le ricche poltrone (fin che dura).

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