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Processo Mediaset, il ricorso a Strasburgo resta aperto

Il Cav visto da Benny

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Dalla Fiat un assist a Silvio Berlusconi per mettersi alle spalle la condanna di frode fiscale. Ieri la Corte europea dei diritti dell'uomo ha sanzionato l'Italia per aver processato due volte per lo swap Ifil-Exor Franzo Grande Stevens e Gianluigi Gabetti: bastava la pesante sanzione della Consob, il processo penale non doveva farsi. La Corte europea ha quindi accolto la tesi dei professori Aldo Bozzi, Franco Coppi, Michele Briamonte e Natalino Irti. Ed è lo stesso avvocato Briamonte che ai microfoni di Mix24 su Radio24 che offre una sponda ai legali di Silvio: "La partita alla Corte dei diritti dell'uomo per il caso Mediaset direi, dopo la nostra sentenza, aperta. Non sono nel collegio dei difensori del cavalier Berlusconi però sicuramente c'è un'analogia con il ricorso fatto dal prof. Coppi a Strasburgo per la sentenza Mediaset".

"Casi analoghi" - Poi Briamonte entra nel merito della vicenda giudiziaria: "Penso che il principio sanzionato sia il medesimo e devo dire che sono sicuro che i difensori del cavaliere quando leggeranno il paragrafo 29 della sentenza avranno secondo me un buon argomento dove si dice che l'Italia, come qualsiasi paese dell'Unione Europea, qui chi parla è la Corte Europea dei diritti dell'uomo, quindi una Corte che abbraccia tutte le epifanie territoriali, non può sanzionare fiscalmente un illecito e poi pretendere di sanzionarlo anche penalmente, perché se la sanzione fiscale è aldilà di essere qualificata come solo amministrativa e non penale nell'ordinamento e una sanzione afflittiva questa elimina, consuma il potere di sanzione", ha spiegato Briamonte.

I rischi - Va detto però che tra i due casi ci sono molte differenze. La multa (con interdizione) di un'autorità indipendente come la Consob non si può equiparare ai soldi che Mediaset doveva al fisco. Solo se una sanzione inflitta dall'Agenzia delle Entrate fosse molto severa, si potrebbe avvicinare a una condanna penale. La sanzione Consob è stata inflitta direttamente a due persone fisiche (Gabetti e Grande Stevens), e quindi si può assimilare alla responsabilità penale (che è personale). Nel caso dei diritti comprati da Frank Agrama, era Mediaset che doveva pagare tasse, interessi ed eventuali sanzioni per il mancato versamento. Il procedimento che può scaturire nei casi più gravi di evasione, come quello per frode fiscale, è ben distinto, visto che riguarda le condotte personali di singoli amministratori. Gli avvocati del Cav di certo esamineranno le carte e se ci sarà lo spazio per farlo giocheranno la loro partita. 




 

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Commenti all'articolo

  • rifraf

    07 Marzo 2014 - 01:01

    Scusate ma se l'assioma per condannare Berlusconi nel processo penale era, in pratica, l'evaporazione del velo corporativo, assumendo, in via presuntiva, la conoscenza del fatto criminoso da parte della persona fisica Berlusconi, a maggior ragione la sanzione comminata in via amministrativa alla società deve ritenersi inflitta allo stesso azionista di controllo.

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  • stonefree

    06 Marzo 2014 - 20:08

    Sicuramente c'èstato accanimento giudiziario nei suoi confronti ma il fatto del mancato pagamento delle tasse per diritti televisivi non so quanto possa essere giustificabile.

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  • imahfu

    06 Marzo 2014 - 20:08

    Ormai i bananas hanno perso il pudore. Reato sì, ma uno evita l'altro. In un paese normale e civile, basta un solo reato e l'autore é escluso dal presentarsi in politica perché l'elettore non gli darebbe che rari voti. In periodi di crisi, poi, chi fa pagare gli altri é vituperato, non osannato. Ma questo é il Paese.

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  • senator2006

    06 Marzo 2014 - 18:06

    Ermenegildo, cook,bluf 521:siete solo deo poveri caproni !!!!

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