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Lotta al Nazareno

I renziani contro Renzi: "L'Italicum così non va bene"

I renziani contro Renzi: "L'Italicum così non va bene"

Matteo Renzi ha salvato l'accordo col Cav per la riforma sulla legge elettorale e ora dovrà fare i conti con i suoi fedelissimi che a quanto pare non digeriscono il nuovo assetto dell'Italicum tarato solo sulla Camera. E così arrivano i primi malumori di parte renziana. A sparare sul nuovo accordo tra Silvio e Matteo è il dem Roberto Giacchetti: "La riforma solo per la Camera non ha senso, è una frenata”. Paolo Gentiloni invece ha già detto la sua alla riunione del gruppo: “Questo accordo mi sembra più debole del precedente". Ma la truppa dei "renziani dissidenti" comincia ad estendersi. Qualcuno si confida all'Huffingtonpost: "L’Europa chiede una finanziaria lacrime e sangue, Matteo non ha più la carta di elezioni anticipare con questa legge elettorale, nei gabinetti che governano la macchina ci sono i funzionari di Letta, e Alfano è il vero vincitore. Si è incastrato”.

I malumori - Insomma la ferita è aperta. I renziani cominciano a spaccarsi e per Matteo questo è di certo un campanello d'allarme da non sottovalutare. Da quando i rottamatori sono arrivati a Roma contestano a Renzi di aver perso quel messaggio innovatore che aveva propagandato prima della scalata a palazzo Chigi. E così Matteo ha cominciato a fare un po' di pulizia. Fuori dai quattro del giglio magico tra i renziani della prima ora, appunto, montano le perplessità. Matteo Richetti, per anni il volto del rinnovamento renziano si è inabissato. Voleva un posto in segreteria ma Matteo gli ha preferito il bersaniano Bonacini. Appare più defilata anche Simona Bonafè, con Richetti il volto di punta del renzismo ai tempi della Rottamazione. Insomma con le polemiche interne che cominciano ad agitare il fronte renziano, gli intoccabili restano la Boschi, Lotti e Delrio. Per tutti gli altri Renzi ha riservato una posizione nell'ombra e dopo le critiche per il nuovo accordo con Silvio, Renzi potrebbe anche decidere di cambiare qualcuno nella segreteria.

Teste che saltano - Renzi, da chi lo conosce bene, viene descritto come un divoratore di staff e di collaboratori. E' già accaduto con Gori, Giuliano Da Empoli e con tanti altri. Nardella braccio destro di Matteo, si è messo da solo al riparo a Firenze. Parecchi altri renziani della prima ora lasciano trapelare la loro delusione perché, di fatto, scaricati dal Capo. Insomma, qualcosa di profondo è cambiato negli equilibri del Pd renziano. Speranza i giovani turchi sono tornati in maggioranza col letticidio e portando Renzi a palazzo Chigi. Gentiloni, Giachetti, Tonini, e anche i renziani della prima ora si sentono all’opposizione. In tv per il Pd va la Moretti che fa la spola tra "L'Arena" e "Ballarò". Segno che anche i renziani puri sono stati banditi dal piccolo schermo. I malumori per la legge elettorale sono il segnale che una crepa potrebbe aprirsi proprio nell'inner circle di Matteo. Una crepa che potrebbe portare presto Matteo sull'orlo del baratro come è accaduto a Letta. 

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Commenti all'articolo

  • Garrotato

    06 Marzo 2014 - 08:08

    Buon per Renzi, e per tutti i politici nostrani, che gli Italiani son fatti d'altra pasta rispetto, per dirne una, agli Ucraini. Perché altrimenti, stufi di questi inconcludenti (e criminali) giochetti, gli Italiani si sarebbero già muniti di nodi scorsoi per dare il fatto loro a questi arrivisti che pretendono di governare il paese con le canzoncine di benvenuto degli scolaretti...

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