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Duello a Palazzo Chigi

Cuneo fiscale, scontro nel governo: sgravi ai lavoratori o alle imprese?

Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan

Ai "vertici" del governo Renzi è già in corso un violento braccio di ferro. Da una parte Matteo e i suoi fedelissimi, dall'altra - stando a quanto riferisce l'Huffington Post - i ministri d'area economica. Si discute sulla platea a cui destinare il corposo - e ipotetico - taglio del cuneo fiscale, che dovrebbe essere di circa 10 miliardi (ammesso che, dopo il "niet" di Bruxelles alla possibilità di utilizzare i fondi europei, si trovino le coperture). L'esecutivo, dunque, è già diviso: soldi ai lavoratori oppure alle imprese? Taglio all'Irpef oppure taglio all'Irap?

Le due ipotesi - Allo stato attuale delle cose, ci sarebbero due ipotesi in campo. La prima: destinare i 10 teorici miliardi agli sgravi ai lavoratori (il tetto di reddito di chi potrebbe usufruirne dovrebbe essere fissato a 25mila euro). La seconda: ridurre di circa il 30% l'imposta regionale sulle attività produttive. Più remota, invece, la possibilità di "spacchettare" l'intervento, rendendolo così meno incisivo su entrambi i fronti. Pier Carlo Padoan, che si trova dunque già in contrapposizione a Renzi, aveva spiegato a Il Sole 24 Ore che sarebbe opportuno "concentrare tutto l'intervento in una direzione, tutto sulle imprese o tutto sui lavoratori". Una posizione condivisa da Renzi. Peccato però che il titolare di Via XX Settembre spinga per gli sgravi alle imprese, il premier invece ai lavoratori.

La fazione - Tra chi sostiene il taglio del carico fiscale che devono sostenere le imprese, oltre a Padoan, c'è il suo vice, Enrico Morando, quindi il ministero dello Sviluppo Economico, in primis con il viceministro Carlo Calenda. Proprio Calenda è intervenuto con una nota ufficiale, che recita: "Concentrare tutte le risorse disponibili sul taglio dell'Irap è fondamentale per rimettere in moto la crescita e l'occupazione. Chiunque abbia mai messo piede in un'azienda - prosegue la nota - sa perfettamente che anche gli incentivi alle assunzioni funzionano solo se un'impresa è messa nelle condizioni di competere e investire, e oggi in Italia non è così". Il ministro Federica Guidi, da par suo, non ha ancora preso una posizione ufficiale. Ma nella polarizzazione che si sta sviluppando in seno all'esecutivo, è facile immaginare che l'ex presidente dei giovani di Confindustria si schieri al fianco di Padoan.

Incubo patrimoniale - Come detto, resta poi il nodo delle coperture. Padoan, nella già citata intervista a Il Sole 24 Ore, aveva ventilato l'ipotesi di ricorrere ai fondi europei, ipotesi cancellata immediatamente da Bruxelles. Così, da Palazzo Chigi, spiegano che i dossier relativi alle coperture sono ancora in una fase di approfondimento. Padoan sostiene che la metà delle risorse necessarie dovrebbero arrivare dalla spending review. Ciò che spaventa, invece, è il piano del ministro per ottenere l'altra metà dei fondi necessari. Padoan, infatti, parla di "misure una tantum", come "il rientro dei capitali" all'estero (il cui peso è ancora da valutare). Quella formuletta - "una tantum" - però si addice con perfezione a quella patrimoniale che il titolare di via XX Settembre non ha mai nascosto di reputare una misura adeguata...

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Commenti all'articolo

  • ltani

    19 Marzo 2014 - 13:01

    Un altro manipolo di incapaci. L'unica cosa che possono tagliare e la loro carriera ed andare a lavorare

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  • agostino.vaccara

    09 Marzo 2014 - 14:02

    Che senso ha incentivare le imprese quando le imprese non possono vendere ciò che producono perchè gli italiani non hanno soldini per comprare??? E' molto più logico favorire la busta paga degli italiani! Tra l'altro sarebbe molto più intelligente usare questi 10 miliardi per diminuire l'Iva: così si incentiverebbero i consumi e ne beneficierebbero sia le imprese che lo Stato!!!

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  • spalella

    09 Marzo 2014 - 12:12

    Il taglio, non sconto, delle tasse deve esser fatto alle imprese per renderle competitive, ed ai lavoratori per dare più paga e far ripartire i consumi e quindi produzione e commercio..... ma per fare queste cose si deve ATTINGERE allo SPRECO ANNUO E STRUTTURALE DELLO STATO/POLITICA, e NON è compito di Padoan ma del governo che deve tagliare MANGIATOIE di PD e DX.. ecco il Problema solito.

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  • cuordileone1

    09 Marzo 2014 - 09:09

    I dittax dell'europa non mi piacciano, non mi sono mai piaciuti. Dicono che se non aumentiamo le tasse non ci danno più un euro: Bene: usciamo dalla zona euro, non sovvenzioniamo più i papponi di Bruselles, ed a casa mia faccio quello che mi pare e piace!

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