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Il ricatto del sindacato

Jobs Act, Irap e Irpef, Camusso (Cgil): "Renzi faccia come diciamo noi o sarà mobilitazione"

Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan

Il metodo Cgil colpisce anche Matteo Renzi. Proprio nei giorni caldissimi in cui il governo rischia di spaccarsi sul "derby" tra taglio dell'Irpef e taglio dell'Irap, è il comitato direttivo del sindacato "rosso" guidato da Susanna Camusso a lanciare un diktat al premier su tasse e lavoro: "Se le nostre richieste non saranno accolte e si andrà in direzione contraria, siamo pronti alla mobilitazione". In altre parole: Renzi faccia quel che dice corso Italia o sarà sciopero generale. 

L'avvertimento di Squinzi - La questione è complicata e pare difficile che il premier si faccia tirare la giacchetta solo da un soggetto, visto che anche Confindustria per bocca del presidente Giorgio Squinzi ha già avvertito che "non si faranno sconti" nel caso in cui il governo preferisca destinare 10 miliardi al taglio dell'Irpef (con coperture difficili da trovare tra spending review e rientro dei capitali dalla Svizzera), regalando da 80100 euro in busta paga ai lavoratori dipendenti, piuttosto che al taglio dell'Irap dando una mano, subito, alle imprese italiane.

Le condizioni della Camusso - Ma è qui che la Camusso alza l'asticella: la Cgil non vuole solo un'intervento per sforbiciare l'Irpef (fin qui, tutto prevedibile), ma detta condizioni precise e molto più dettagliate. Innanzitutto, chiede un intervento sugli ammortizzatori sociali "inclusivo e universale". Su Fisco e Irpef, in particolare, non basta un taglio generale delle aliquote perché, sottolinea il sindacato, il rischio è quello di "premiare gli evasori". Serve, viceversa, un intervento mirato sulle detrazioni per garantire entrate sicure per lavoratori e pensionati. Come andrà a finire si scoprirà mercoledì prossimo, quando Renzi presenterà il tanto atteso Jobs Act: allora capiremo se il piano lavoro del segretario Pd sarà sopravvissuto alla guerra di veti e ricatti incrociati, soprattutto a sinistra.

La "mossa elettorale" di Renzi - Per ora, il premier e il suo braccio destro Graziano Delrio sembrano intenzionati a favorire il taglio dell'Irpef a quello dell'Irap. Squinzi ha definito l'ipotesi una "scelta elettorale" e di certo non sbaglia. D'altronde, Renzi aveva inserito l'idea nel suo manifesto per le primarie democratiche e centrare l'obiettivo (che come detto si tradurrebbe in 100 euro in più in busta paga per i lavoratori dipendenti) dopo un mese dal suo approdo a Palazzo Chigi potrebbe essere un ottimo biglietto da visita da rigiocare quando si tornerà alle urne (già a maggio, alle Europee). Senza dimenticare poi che alle imprese andranno già i 2,6 miliardi di "sconti" sanciti dai governi Monti e Letta. Molti nel Pd vorrebbero una scelta fifty-fifty, per non scontentare nessuno. Mossa anche questa di certo non estranea a calcoli elettorali.

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Commenti all'articolo

  • Beppe.demilio

    13 Marzo 2014 - 05:05

    Mi risulta che la Camusso sia soddisfatta della manovra elettorale di Renzi. Renzi non ha capito che in Italia chi si è fatto una pensione viene derubato anno dopo anno dei suoi diritti. Le pensioni tutti gli anni vengono punite con aumenti da fame. Le pensioni e i pensionati hanno pagato duramente la crisi economica come ha voluto Napolitano. Ora il peggio . Uno schifo

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  • nick2

    10 Marzo 2014 - 13:01

    1/2 - Ritengo che la tassazione per le imprese sia alta e debba essere ridotta, ma nello stesso tempo non debba più essere tollerata l’evasione fiscale. L’Irap non avrebbe senso se le imprese pagassero le tasse, ma è noto a tutti che piccoli imprenditori e artigiani da decenni evadono sistematicamente e impunemente il fisco e denunciano mediamente molto meno dei loro sottopagati dipendenti.

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  • nick2

    10 Marzo 2014 - 13:01

    2/2 Detto questo, a mio avviso, dare subito una mano alle imprese con la riduzione dell’IRAP non risolverebbe la situazione, perchè è la domanda di beni che fa da volano all’economia. E’ inutile incentivare l’offerta se la domanda è in continuo calo. Quindi è corretto che l’urgenza sia aumentare le buste paga dei redditi medio-bassi con un sostanzioso taglio dell’IRPEF… Accidenti ai 400 caratteri!

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  • vercingetorice

    10 Marzo 2014 - 12:12

    Il taglio IRPEF,tanto sognato da tutti i lavoratori e pensionati con reddito sotto i 25 mila euro,senza dubbio è una ottima mossa strategica ed elettorale per Renzi ma èanche e soprattutto un bene per tanto desiderato da questi suddetti lavoratori e pensionati sopradetti.Certo non è molto ma effettivamente è già un buon inizio di un futuro premier se vuole avere il plauso delle categorie pover

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    • Beppe.demilio

      13 Marzo 2014 - 05:05

      Vercingetorice: Mi risulta che i pensionati siano stati dimenticati ,volutamente, dalla manovra puramente elettorale di Renzi perché ,secondo qualche deficiente del governo , siamo stati premiati da una ridicola rivalutazione delle pensioni per il 2014. La mia pensione è inferiore al 2009 anche grazie a Napolitano - Monti. Regione e comune si sono presi la mia rivalutazione. Un ulteriore furto!

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