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Bagarre alla Camera

Italicum, slitta il voto. I punti dell'accordo tra Renzi e Forza Italia

Italicum, slitta il voto. I punti dell'accordo tra Renzi e Forza Italia

La vittoria inconfessabile sulle quote rosa potrebbe costare molto caro a Matteo Renzi. Il premier poco o nulla ha fatto per "blindare" gli emendamenti alla legge elettorale sulla parità di genere sostenuti dalle deputate con vigore bipartisan. Lui, il segretario Pd, si è limitato ad affidare il verdetto a Montecitorio, che come prevedibile è stato negativo grazie al voto segreto e alla maggioranza preponderante di onorevoli di sesso maschile. Risultato: proteste alla Camera, urla e insulti in Transatlantico, donne dem scatenate contro il governo. "Non avete rispettato i patti", è la frase più sentita. E Rosy Bindi ha evocato gli ormai epocali "101 franchi tiratori" che affossarono la candidatura di Romano Prodi al Quirinale.

Gli accordi con Forza Italia - Per ora, quel che importa a Renzi, al di là delle battaglie ideologiche, era portare a casa il malloppo. Molto più importante, dal suo punto di vista, la tripletta incassata sempre in questa giornata tumultuosa. Con Forza Italia è stato raggiunto l'accordo sui collegi, ridotti dai 148 iniziali a 120, con il governo che ha 25 giorni per presentare la ripartizione. Sì a un massimo di 8 multi-candidature, mentre da piazza San Lorenzo in Lucina il coordinatore azzurro Denis Verdini ha ritirato i cosiddetti emendamenti "salva-Lega", quelli cioè che consentivano ai partiti ad alto radicamento territoriale di entrare in Parlamento anche senza superare lo sbarramento nazionale del 4,5 per cento. "Salva-Lega" o "Salva Cosentino", come qualcuno maliziosamente a sinistra aveva sussurrato, prospettando trame avallate dallo stesso Renzi. Come andrà a finire si scoprirà martedì, dopo il rinvio della votazione finale sull'Italicum resosi necessario dall'ira di molti dem. E non erano solo donne. La vendetta non arriverà a Montecitorio, ma potrebbe essere servita fretta, a Palazzo Madama, dove i senatori non garantiscono coesione e maggioranza necessaria per blindare alcunché.

di Claudio Brigliadori

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Commenti all'articolo

  • Chry

    11 Marzo 2014 - 12:12

    L'unico asse tra Matteo e Silvio è quello che Renzi ha piantato nel deretano a Berlusconi.

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