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Dopo-Napolitano

Quirinale, la trattativa Renzi-Grillo

Il premier non vuole trovarsi ostaggio dei veti di Forza Italia. E i 5 Stelle possono essere la carta di riserva

Quirinale, la trattativa Renzi-Grillo

Con l'approvazione della legge elettorale e l'abolizione del Senato Giorgio Napolitano potrebbe levarsi di torno. Godersi i nipotini, come aveva auspicato e sognato, prima di ripresentarsi per un secondo mandato che, disse, non avrebbe mai portato fino al termine dei sette anni previsti dalla costituzione. E quindi, dopo il passaggio di consegne a Palazzo Chigi tra Letta e Renzi e chiusa la prima fase delle riforme, potrebbe aprirsi nella politica italiana una nuova grande partita: quella per il Quirinale. Il sito di gossip politico dagospia.com lascia filtrare una indiscrezione-bomba: quella di trattative in corso tra Renzi e Grillo per l'individuazione di un candidato condiviso. Secondo quanto risulta a Dagospia, ci sarebbe anche già stato un primo, riservatissimo incontro tra Gianroberto Casaleggio e un emissario del premier. A smuovere il capo del governo e segretario del Pd e il leader 5 Stelle sarebbero stati i nomi che, con Napolitano in "scadenza" avrebbero già iniziato a circolare per la successione al Colle: come quelli di Giuliano Amato, Romano Prodi e Mario Draghi, ben visti dai "circoli internazionali" che i due leader "antisistema" mirano invece a disinnescare.

Non solo: Renzi, al momento decisivo, non vorrebbe trovarsi ostaggio dei veti del Cavaliere e delle tele che dalemiani e cattolici potrebbero tessere alle sue spalle.

Per questo vorrebbe avere una carta di riserva e l'avrebbe individuata proprio nel Movimento Cinque Stelle. I due partiti, del resto, avrebbero i numeri per eleggersi il prossimo presidente da soli. Il metodo per trovare un accordo - scrive ancora Dagospia - sarebbe stato individuato dallo stesso Casaleggio e sarebbe assai semplice: Renzie propone una terna di nomi e Grillo indica all'interno di questa il personaggio che preferisce. Ovviamente deve trattarsi di un nome in qualche modo di "rottura", come un anno fa era parso che potesse essere quello di Rodotà.

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Commenti all'articolo

  • encol

    25 Marzo 2014 - 06:06

    Si salva Mario Draghi ma per tutti gli altri è meglio stendere un velo pietoso. Sperando che Dio ce ne scampi e liberi sarebbero peggio della crisi.

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