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Tavole della legge

M5S, le regole di Beppe Grillo per chi si vuole candidare in Europa

Beppe Grillo

Mancano pochi giorni, poi Beppe Grillo svelerà tutti i requisiti necessari per candidarsi alle elezioni Europee con il Movimento 5 Stelle. Una sorta di "tavola della legge", un regolamento in una decina di punti che dovrà essere rigorosamente rispettato. Solo successivamente partirà la lunga ed estenuante campagna elettorale, composta da una serie di appuntamenti su tutta la penisola, che inizieranno già il primo weekend di aprile.

Niente vincolo - Anche se ancora le tavole della legge non sono state pubblicate sul blog, già filtrano le prime indiscrezioni, raccolte da Emanuele Buzzi sul Corriere della Sera. Chi si vuole candidare dovrà essere iscritto al Movimento prima del 2013. Dunque ci saranno delle simil-primarie con doppio turno e una prima selezione regionale. Rispetto a quanto accadeva in precedenza, però, cadrà il vincolo di aver già partecipato a una lista a Cinque Stelle. Un escamotage per consentire a chi ha militato sin dagli inizi nel Movimento di poter gareggiare, insomma.

Multa-ricatto - Fonti vicine al M5S, inoltre, spiegano che "i candidati dovranno essere incensurati, mai iscritti alla massoneria e, certo, sarebbe preferibile la conoscenza della lingua inglese, ma non è fondamentale". C'è poi il codice di comportamento, la cui regola più importante è il divieto, una volta eletti a Bruxelles, di cambiare gruppo. La pena-ricatto l'aveva annunciata Grillo in persona durante l'intervista concessa ad Enrico Mentana: chi tradisce dovrà pagare una penale di 250mila euro (qualche migliaia di euro in meno rispetto ai 285mila euro annunciati in tv dal guitto ligure). La multa verrà inserita nella Costituzione pentastellata con un accordo privato che il candidato, prima di essere eletto, dovrà sottoscrivere davanti al notaio. In caso di tradimento e conseguente multa, la cifra, con tutta probabilità, verrà devoluta in beneficenza.

Tetti e alleanze - I candidati, inoltre, disporranno di poche migliaia di euro per la campagna elettorale; in ogni caso, verrà fissato un tetto di spesa. La ratio è quella di garantire pari possibilità a tutti coloro che cercheranno di ottenere un seggio al Parlamento europeo. Inoltre, dopo la vittoria alle "parlamentarie", i candidati dovranno incontrare deputati e senatori grillini per mettere a punto le strategie e la campagna elettorale. Infine, restano i dubbi per quel che concerne le alleanze. Secondo alcune indiscrezioni, già negli ultimi mesi ci sarebbero stati dei contatti con alcuni politici europei. "Non escludiamo future alleanze", spiegano i grillini. Marine Le Pen esclusa, ovviamente (lo ha detto il grande capo). Regolamento alla mano, per creare un gruppo politico nel Parlamento europeo, si deve disporre di deputati eletti in almeno un quarto degli Stati membri, per un totale di 25 pedine. Dunque, saranno almeno altri sei, nel caso, i partiti alleati ai Cinque Stelle

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    27 Marzo 2014 - 08:08

    Genoese English. (English of Genoa) Italian language ? Apprendi l'inglese ma prima l'italiano, caro grillino.

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  • forart.it

    26 Marzo 2014 - 08:08

    Mah, mi sembrano poche semplici - e giuste - regolette da rispettare... dov'è il problema ?

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  • mau340

    25 Marzo 2014 - 12:12

    Come al solito si dà una rappresentazione farsesca del m5s. D'altronde per chi è abituato ad appoggiare berlusconi e il suo sistema medioevale risulta bizzarro sentir qualcuno parlare di regole di ingaggio per dei deputati. Regole di onestà. brrr!!

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