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La riforma

Governo, via libera al ddl sul Senato

Governo, via libera al ddl sul Senato

Matteo Renzi è in un vicolo cieco. La riforma del Senato si sta trasformando in un Vietnam per il governo del rottamatore. Gli attacchi piovono da tutte le parti, dallo stesso Senato con il giudizio critico di Pietro Grasso e dal governo con lo stop imposto al premier dal ministro Giannini. Così al termine del Consiglio dei Ministri dedicato alla riforma del Senato, Renzi si presenta in conferenza stampa e rilancia il suo spot: "Nella settimana di Pasqua saranno varati i decreti che permetteranno gli sgravi di 80 euro in busta paga per i meno abbienti". Resosi conto che i famosi "80 euro in busta paga" non sono il tema del Consiglio dei ministri, Renzi corregge il tiro e parla della riforma del Senato: "La riforma del Senato varata dal Cdm "mette la parola fine a una discussione trentennale".

Riforma a Palazzo Madama - "Noi - ha spiegato Renzi - approviamo un ddl che intende superare il bicameralismo perfetto con quattro paletti: no al voto di fiducia, no voto sul bilancio, no elezione diretta dei senatori, no indennità per i senatori". Insomma a quanto pare il premier vuole tirare dritto.  Il consiglio dei ministri ha dato il via libera al disegno di legge costituzionale che prevede tra l’altro la riforma del Senato, ovvero la sua trasformazione in camera non elettiva composta da rappresentanti di Regioni e Comuni. La riunione dell’esecutivo è durata poco meno di due ore ed era stata anticipata da alcune polemiche per prese di posizione critiche o contrarie all’interno della stessa maggioranza. Renzi dunque va avanti per la sua strada e avvisa: "Se la politica fa il suo mestiere e cambia è tutto più semplice, se la politica mette la testa sotto la sabbia come lo struzzo" è chiaro che "tutta la classe politica deve andare a casa". Renzi poi rivolge un appello a tutti i parlamentari di Palazzo Madama: "Non ci saranno senatori che non colgono questa opportunità. Torna la speranza che le cose cambiano, sono certo che la maggioranza dei senatori non potrà cacciare questa speranza", ha spiegato il premier sottolineando ancora: "Non c'è alternativa al futuro". Intanto il ddl per la modifica del Senato introduce alcune novità importanti. 

Come cambia il Senato -  Tra le novità c’è il nome: la nuova camera si chiamerà Senato delle autonomie. Resta dunque il riferimento alla denominazione originaria, che in un primo tempo si era pensato di abolire, ma viene enfatizzato il ruolo degli enti locali. Sono poi state definite le linee con cui sarà determinata la composizione dell’assemblea: i senatori saranno 148, compresi i 21 tra senatori a vita e personalità nominate dal capo dello Stato.

"Il Pd mi seguirà" - Insomma la riforma passa in Consiglio dei ministri, ma il vero banco di prova è quello del Senato. Lì sarà battaglia senza quartiere e Renzi prova a serrare i ranghi del Pd per evitare imboscate: "La tenuta del Pd sulle riforme? Non sono preoccupato, so che cosa pensa il Pd nei suoi organismi eletti, so che cosa pensa la base del Pd e soprattutto la posizione storica del Pd sul superamento del bicameralismo perfetto. La posizione del Pd sarà di condivisione di questo progetto".

La risposta a Berlusconi - Infine Renzi risponde a Silvio Berlusconi che nelle ultime ore aveva espresso dubbi sulla lealtà del Pd proprio sulla Riforma del Senato: "Ribadisco che gli impegni presi con il leader di Forza Italia saranno rispettati". Insomma pare che Renzi voglia lanciare un messaggio al Cavaliere che suona come un "#silviostaisereno". L'ultima volta lo aveva detto a Letta. Questa volta al Cav... Le riforme faranno la stessa fine dell'ex premier?

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Commenti all'articolo

  • and2974

    31 Marzo 2014 - 22:10

    e pensare che lo stesso renzi nel 2006 quando ci fu il referendum della lega sulla devoluzione VOTO' NO....................buffo visto che le cose che dice ora erano già scritte nella devolution. ipocrita

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  • UNGHIANERA

    31 Marzo 2014 - 21:09

    BLU521...mi sorprendi amico mio,sei convinto che questa riforma andrà a buon fine?Hai calcato il palazzaccio per anni e dovresti possedere il cinismo necessario per diffidare!Insomma prova ad immaginare che i senatori o quelli che tali vorrebbero essere decidano di auto castrarsi eliminando il Senato con una legge costituzionale!..CON VOTO PALESE O VOTO SEGRETO????

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    • blu521

      01 Aprile 2014 - 06:06

      Un altro problema è la composizione del nuovo Senato. Su 148 componenti 21 li sceglie il PdR, e nelle leggi costituzionali sono una forza decisiva. Cambi l'art 138, delegando tutto alla Camera, ed il partito che ottiene il 37%, con il premio di maggioranza, con la Costituzione ci fa quello che gli pare. Ciao, ma occhi aperti!

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    • blu521

      01 Aprile 2014 - 06:06

      Unghia, mi spiace che tu sia caduto nell'equivoco: era solo ironia. Il voto è con procedimento elettronico senza registrazione di nomi. Il punto, per me, è un altro. Risparmio? Allora dimezziamo Camera e Senato. Celerità? Se c'è la volontà politica approvi la legge in una settimana, oppure, con una sola Camera, la mandi in commissione in sede consultiva, meglio nota come porto delle nebbie. Segue

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  • gregio52

    31 Marzo 2014 - 20:08

    Diffido, enormemente diffido di questo soggetto. Mi fa rammentare un vecchio detto : meglio un morto in casa che un marchigiano dietro la porta. ( vedi gabellieri del papa )

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  • blu521

    31 Marzo 2014 - 19:07

    La riforma del Senato mette fine a una discussione trentennale. Dunque renzusconi ha cominciato a parlarne quando aveva appena fatto la prima comunione. Ma tra amici, perché nessuno ne sapeva niente

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