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Le sanzioni

L’Europa boccia Renzi sui debiti dello Stato

L’Europa boccia Renzi sui debiti dello Stato

 I conti dello Stato non sono proprio a posto? La Ue sta per recapitarci l’ennesima procedura d’infrazione per il ritardato pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione alle imprese? Bene, secondo il lessico renziano, squadernato dal premier in maniche di camicia nello studio di Palazzo Chigi durante l’intervista con il direttore di Sky Tg24, Sarah Varetto, è tutta colpa di Renato Brunetta e Antonio Tajani. Il primo sbaglia sui conti, l’altro sui tempi. In entrambi i casi per Renzi è una buona occasione per dare la colpa ad altri, avendo sempre ripudiato questo metodo. Essendoci di mezzo la Ue tutto torna utile.

Il «caso» del commissario europeo Tajani, che ha annunciato l’avvio di una procedura d’infrazione nei confronti del nostro Paese relativamente ai debiti della Pubblica amministrazione, è da manuale. Il presidente del Consiglio è stato tranchant nell’attaccarlo: «Tajani è molto simpatico, dal 6 giugno il pagamento sarà immediato con la fatturazione elettronica, sarà un cambiamento radicale», dice il premier gonfiando il metto e mostrando metaforicamente i pugni al nemico, «Tajani ha una emergenza, quella della campagna elettorale e ha bisogno di attenzione mediatica». Bè, chi non ce l’ha di questi tempi, soprattutto se un vive di annunci. Giusto il 13 marzo scorso Renzi aveva affermato che «entro il 21 settembre tutti i debiti della pubblica amministrazione saranno sbloccati». Ottimo, come mai questo cambio di data allora? Tajani sarà pure in campagna elettorale, ma il governo sembra fare altrettanto. Anche perché lo stesso premier, esattamente il giorno prima (il 12 marzo, ndr) aveva annunciato lo «sblocco immediato e totale dei pagamenti arretrati della pubblica amministrazione grazie a 68 e più miliardi di euro». Che nessuno ha visto. 

Da qui l’azione dell’Unione Europea, che non sembra aver voglia di scherzare, essendoci di mezzo i diritti delle imprese. «La campagna elettorale non c’entra niente», afferma il vicepresidente della Commissione Ue, replicando alle osservazioni di Renzi, «forse il presidente del Consiglio non ricorda che è dall’inizio del mio mandato che mi batto perché le imprese siano pagate puntualmente nonostante le resistenze della burocrazia. È un mio preciso dovere, oltre che un obbligo giuridico». Dal quale non ci può certo prescindere, campagna elettorale o no.

La procedura avviata dalla Ue contro l’Italia per i ritardi nei pagamenti alla Pa, infatti, è solo l’ultima di una lunga lista di contenziosi aperti, che assegnano all’Italia la maglia nera in Europa. In base all’aggiornamento del 23 gennaio, pubblicato dal governo, le infrazioni a carico del Belpaese sono 105, di cui 81 riguardano casi di violazione del diritto Ue e 24 il mancato recepimento di direttive. Sono svariati i settori in cui la Commissione europea ha avanzato azioni contro il Belpaese: in testa troviamo l’ambiente con 22 contenzioni in corso; poi fisco e dogale (14); trasporti (12); lavoro e affari sociali (7) in ex equo con appalti, solo per citare alcune cifre. Le contestazioni interessano casi di ogni tipo, di impatto più o meno grande, dal caso Ilva ai succhi di frutta. Difficile pensare che la Ue abbia deciso di far campagna elettorale contro l’Italia.

Non solo. La decisione di Tajani è arrivata dopo l’incontro con il presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, che ha portato a Bruxelles nuova documentazione. Per esempio, Ance Piemonte segnala 5 mesi in media di tempo per effettuare i pagamenti contro i 30-60 giorni previsti dalla direttiva Ue, mentre Ance Napoli e Ance Calabria indicano 10-12 mesi. Nel lessico renziano tutto ciò come si traduce? Aspettiamo fiduciosi il prossimo 6 giugno e lo scopriremo.

di Enrico Paoli

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Commenti all'articolo

  • Beppe.demilio

    05 Aprile 2014 - 06:06

    Da bravo allievo comunista seguita a fare ciò che gli riesce meglio , prendere per il sedere TUTTI gli Italiani. L'Italia aveva bisogno di un' altro comico ? La sola cosa che ci rimane è la fine indecorosa ben organizzata da infami TRADITORI di quel poco di Italia rimasta. Nei seggi elettorali prima della matita usate bene il cervello perché NOI siamo responsabili del nostro futuro.

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  • spalella

    01 Aprile 2014 - 20:08

    definire i problemi del paese : Ritardi di Renzi, fà sorridere. I RITARDI sono di quel panorama bestiale di burocrazia, di un milione e Mezzo di politici figli di PD e PDL, che infettano TUTTO. Renzi ha sbagliato a Non dare i 10 miliardi per LE ZERO TASSE alla PRODUZIONE per abbassare i Costi, INVECE di incentivare, con gli 80 euro, l'aquisto di merci a basso costo degli schiavi CINESI.

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  • arwen

    01 Aprile 2014 - 17:05

    Da una parte il Regno Unito che ha nei confronti dell'europa un comportamento ambivalente, sta dentro ma sta soprattutto fuori, che da il suo pieno appoggio a Renzi. Dall'altra l'europetta contabile e bancaria che mostra la sua faccia più gretta. In mezzo il demagogo del 21° secolo che non sa più cosa promettere agli italiani e a che santo votarsi. Siamo veramente messi bene!

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  • gigi0000

    01 Aprile 2014 - 17:05

    Un altro SINISTRO BUFFONE!

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