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In tribunale

Brunetta denuncia il vignettista Vauro: "Il suo è un attacco vergognoso"

Brunetta denuncia il vignettista Vauro: "Il suo è un attacco vergognoso"

Renato Brunetta ha deciso di querelare Vauro per le vignette pubblicate dal sito di Sevizio pubblico. "C’è un limite a tutto, e la satira non c’entra con il razzismo, la diffamazione e l’attacco vergognoso alla dignità e all’onore delle persone. Ho dato mandato al mio avvocato affinché questa indecenza di Vauro nei miei confronti, che dura ormai da anni, abbia termine". Queste le parole con cui il capogruppo di Forza Italia ha annunciato di voler passare all'azione. La polemica tra Vauro e Brunetta ha radici lontane nel tempo. Qualche mese fa l'azzurro si era sfogato sul Corriere: "D'Alema mi ha chiamato energumeno tascabile, Furio Colombo mini-ministro. La damnatio di Gino Strada, la "seggiola" di Dario Fo, gli psicologismi d'accatto di Merlo, per cui la mia politica sarebbe frutto del mio complesso... Basta. In queste parole infami c'è lo sguardo che mi è dedicato, ed è profondamente razzista. Fanno come con Balotelli: siccome è un vincente, gli fanno buu. Perché tanta ferocia nei miei confronti? Per la mia altezza? Perché un nano osa pensare e non solo fare la comparsa nei film di Fellini? Osa parlare di tutto e non solo della sua statura? Osa far politica a tutto tondo e con grinta, senza limitarsi a raccontare le discriminazioni subite perché povero e basso nel liceo dei signori?".

Vauro e il "piccolo sgorbio" - Fin qui l'amara opinione dell'ex ministro. Ma a quanto pare la sua protesta non è servita a nulla. La sinistra e i "compagni" hanno continuato a prendersi gioco di lui. Il sito di Servizio Pubblico subito dopo lo sfogo gli aveva fatto un bel regalo. Sul portale di Michele Santoro era apparsa una vignetta animata di Vauro Senesi. Brunetta appariva ovviamente basso e riceveva le avances di una donna molto più alta di lui. Lui correva verso la donna, ma lei andava ad abbracciare il suo "piccolo gatto", lasciando da parte il "piccolo Brunetta". Poi la donna dopo aver preso in braccio il micio si girava e dava un calcio a Brunetta spazzandolo via al grido di "vattene piccolo sgorbio". Nonostante sia lecito il diritto di satira, non dovrebbe mai venir meno il rispetto. L'appello di Brunetta a sinistra è rimasto inascoltato. E ora la questione finisce in tribunale.

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Commenti all'articolo

  • ilsognodiunavit

    10 Aprile 2014 - 11:11

    Non sono neppure divertenti queste vignette, anzi, ti rendono serio e pensieroso su come possa qualcuno divertirsi nel leggerle, pensiamo che dietro quei disegni c'è una persona con tutti i propri sentimenti e umiliazioni.

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  • rouge.prada

    09 Aprile 2014 - 19:07

    La cosa più vergognosa è il modo di interloquire di Brunetta. A uno che continua anche per diversi minuti a ripetere frasi a caso pur di non far parlare l'interlocutore bisognerebbe dare una mazzata in testa per farlo smettere! Siccome non si può fare, non resta che offenderlo sperando che si stanchi...

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    • ilsognodiunavit

      10 Aprile 2014 - 11:11

      Da ignorante che sei,non hai capito che queste frasi che ritieni dette a caso, sono soltanto il modo per entrare nei ragionamenti sconclusionati di che interrompendolo cerca di non farlo parlare. L'unica tua intelligenza è l'aver capito che devi scrivere queste cose perchè ne parlassi con qualcuno, sarebbe come firmare la tua dichiarazione di imbecille, scrivi.

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      • cane sciolto

        18 Luglio 2015 - 18:06

        Condivido pienamente.

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  • Massimo Simon

    09 Aprile 2014 - 17:05

    Volete vedere un letamaio dal vivo?????????????????????? Guardate Vauro.

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  • routier

    09 Aprile 2014 - 13:01

    Il diritto di satira non va confuso con il diritto di offendere. E questo vale per tutti ! "INDIGNATIO FACIT VERSUM" (Giovenale)

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    • Chry

      09 Aprile 2014 - 22:10

      "Canzoncina intonata da Matteo all'alba. Mi sollazzo e mi trastullo, tanto c'è l'Aldo Cazzullo" Brunetta, su il Mattinale, ironizza sul cognome di Aldo Cazzullo

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