Cerca

Profezia sinistra

Marco Travaglio: "Dopo Napolitano, al Colle Giuliano Amato"

Marco Travaglio

Relegato in un ruolo di (relativo) secondo piano, con Matteo Renzi che promette di correre a spron battuto sul sentiero delle riforme (a costo di presentare testi discussi e discutibili come quello della riforma di Palazzo Madama), la parabola di Giorgio Napolitano al Quirinale pare essere sul punto di terminare. Il secondo mandato potrebbe interrompersi a breve, anche prima dei due anni, magari subito dopo il definitivo ok all'Italicum, il nuovo sistema elettorale. Dunque, già da settimane, anzi da mesi, anzi dal giorno in cui Re Giorgio fu rieletto, impazza il toto-Quirinale. Chi al Colle dopo l'ex migliorista?

Incubo Sottile - Chi sembra avere un'idea piuttosto precisa sulla successione è il vicedirettore del Fatto Quotidiano. Un'idea che ha condiviso con il pubblico della rassegna letteraria di Roma "Libri al Centro", dove presentava la sua ultima fatica. "Giorgio Napolitano - esordisce Travaglio - si è fatto rieleggere dopo aver promesso per un anno che mai avrebbe accettato un secondo incarico. Questo la dice lunga su quanto vale la sua parole". Il vicedirettore del Fatto, poi, commenta le indiscrezioni su un possibile cambio della guardia. Eppure, al contrario di quel che è il pensiero comune, Travaglio non è così convinto del fatto che Napolitano lascerà prima della scadenza naturale. "Non credo sia così - commenta -. Lui se ne andrà soltanto quando sarà sicuro che il suo successore continuerà la sua opera". E chi potrebbe continuare la sua opera? Travaglio fa nomi e cognomi: "Si sta lavorando alacremente per Giuliano Amato o per qualche altra cariatide di questo spessore". Una profezia horror, quella di Marco manetta, che al Colle più alto ci vede il dottor Sottile, l'uomo della patrimoniale.

Il Colle del Draghi - Non ci sono, però, solo Amato e Travaglio. Proprio in queste ultime ore si è tornati prepotentemente a parlare di un altro candidato, di cui già si sussurra da mesi: Mario Draghi, il presidente della Bce. In corsa per la presidenza della Repubblica c'è anche lui. Il punto è che mister Eurotower, ora, si trova in difficoltà. Nella conferenza stampa che ha seguito l'ultimo board della Banca centrale europea, ha annunciato di essere disposto a "usare ogni strumento" contro la deflazione. Nel dettaglio, secondo quanto riportato dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung, si tratterebbe di un possibile piano di intervento per 1.000 miliardi di euro per l'allentamento monetario. Un colpo di "bazooka" al quale, però, non hanno risposto positivamente le Borse europee, come non hanno risposto positivamente i colleghi delle banche centrali dei Paesi della zona euro, secondo i quali un quantitative easing (un'iniezione di liquidità nel sistema) è "solo un'ipotesi sul tavolo" (il timore degli euroburocrati è che Draghi voglia favorire in primis Francia e Italia).

Un salto possibile? - Insomma, Draghi, oggi, non è più il "dominus" indiscusso della Bce. E ad acuire il suo isolamento, paradossalmente, ci pensano anche i governi teoricamente a lui più favorevoli, proprio quello italiano di Matteo Renzi e quello francese di Francois Hollande, che continuano a insistere nelle richieste di politiche europee di sviluppo. Il risultato? Inasprire le posizioni dei tedeschi - convinti che l'obiettivo di Roma e Parigi sia quello di voler fare nuovo debito - e di conseguenza rendere sempre più scivoloso il contesto in cui l'ex numero uno di Bankitalia è costretto a muoversi. Dunque, alla luce di questi ultimi avvenimenti, un "salto" di Draghi dalla Bce al Quirinale è tutt'altro che fantapolitica.

Mortadella scaduta? - Draghi e Amato, dunque, risulterebbero ad oggi i due candidati più forti. Sullo sfondo, però, resta anche un terzo (sinistro) nome, quello di Romano Prodi, il "fucilato" dal Pd nella corsa al Colle dello scorso anno. Un nome inviso alla destra, ma che potrebbe rispuntare dal cilindro. L'ex premier ha recentemente garantito che la sua corsa al Quirinale è finita per sempre. Fino a nuovo ordine (o fino alla prossima dichiarazione).

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • fossog

    10 Aprile 2014 - 13:01

    Amato ? beh, in questo paese becero gestito come una CLEPTOCRAZIA, qualcuno da mettere sul piedistallo per tirargli pomodori e ciabatte vecchie ci vuole pure.... e Amato di cleptocrazia se ne intende, visto che ci ha RUBATO i soldi dal c/c per BILANCIARE LE TRUFFE/SPRECO DI STATO. Così, Almeno, potremo sfogarci a mandarlo AFFANC....O, no ?

    Report

    Rispondi

  • agostino.vaccara

    10 Aprile 2014 - 13:01

    Non credo che Mario Draghi possa essere interessato a fare il Presidente della Repubblica italiana, almeno non con questa Costituzione. Diverso sarebbe se si facesse una riforma costituzionale che dia più poteri reali al Capo dello Stato, ovviamente con l'elezione diretta dello stesso.

    Report

    Rispondi

  • aranciacasa

    aranciacasa

    10 Aprile 2014 - 11:11

    Se Napolitano è così pessimo bastava non rieleggerlo. Il lamentarsi del suo secondo mandato da parte dei politici che l'hanno rieletto è la prova evidente della loro manifesta incapacità mentale.

    Report

    Rispondi

  • marino43

    10 Aprile 2014 - 11:11

    @@@ Anna 17 @@ Lei ha ragione quando chiede che siano i cittadini a scegliere, ma forse lei non si ricorda che i CITTADINI hanno detto no ad un referendum indetto dal ladro. Si potevano fare le riforme ma in quel disegno c'era la faccia del criminale che voleva più potere e i CITTADINI HANNO DETTO NO! Elimini il ladro definitivamente e allora forse si potrà anche fare quello che lei si auspica.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog