Cerca

Verso le Europee

Renzi apre la campagna elettorale del Pd con una supercazzola

Renzi apre la campagna elettorale del Pd con una supercazzola

Il Partito democratico ha aperto al PalaIsolzaki di Torino la campagna elettorale per le europee e le amministrative di maggio. Davanti agli oltre 300 candidati sindaci provenienti da tutta Italia e alle cinque capolista del Pd alle elezioni europee il segretario del Pd Matteo Renzi ha dettato la linea. "La sinistra che non cambia diventa destra", ha detto il premier, "noi cercheremo di cambiare la sinistra anche in Europa. Siamo in prima linea sulla frontiera del cambiamento". "Noi che siamo l’Italia che rispetta tutte le regole europee", ha aggiunto, "e non si può dire altrettanto per
altri Paesi, noi che ci siamo stufati di andare a Bruxelles a prendere la lezione, noi rispettando le regole europee andiamo in Europa per cambiarle". "Andiamo in Europa per cambiare le regole", per far sì che l’Europa sia quella "delle famiglie e non quella delle banche e della burocrazia". E ancora: "Se l’Europa continua ad essere guidata da una visione angusta e tutta limitata al rigore e non basata sulla crescita e sull’innovazione non ha futuro". Renzi ha spiegato poi come "gli uomini e le donne del Pd che andranno in Europa dal 1° luglio, quando guideremo la Ue, non saranno solo parlamentari europei ma sentinelle  di un cambiamento che è fondamentale". Il premier ha quindi sottolineato che "chi dice di uscire dall’euro perchè così poi si starà meglio dice un’assoluta falsità dal punto di vista economico, ma sta anche cercando di allontanare le persone dalle istituzioni e di far credere loro che queste siano irriformabili".

Assegno minimo garantito - Il comizio di Renzi ha toccato vari argomenti: dalla scuola all'agricoltura, dai tagli agli stipendi dei dirigenti pubblici ("Chiedere un sacrificio ai dirigenti pubblici non è un atto di punizione o un tentativo di affermare chissà quale desiderio redistributivo. È dare un piccolo segnale) alle pensioni e ai disoccupati. "Il 2015 deve essere l’anno degli interventi sulle pensioni per chi guadagna meno di mille euro", ha detto il presidente del Consiglio aggiungendo che è giusto un assegno universale di disoccupazione. Sul lavoro "c’è bisogno di dire che il modello che ci ha portato fino a qui non ha dato garanzie". Secondo il premier, sul lavoro il centro sinistra non deve parlare di idee diverse che vengono dal passato «ma deve discutere e litigare sul modello del futuro. È di sinistra o di destra dire che dare tutele a chi non le ha mai avute, come la maternità, è un’assoluta priorità? O dire che gli under 35 a tempo indeterminato sono una percentuale ridicola?". Allora "è giusto - ha aggiunto Renzi- parlare di assegno universale di discoccupazione non solo per chi ha la cassaintegrazione o altri sistemi di sostegno ad hoc. Il sistema di garanzie lo deve realizzare lo Stato" che "deve garantire solidità stabilità certezze e garanzie a chi perde il posto di lavoro, ma facendo assumere le
persone non mettendo barriere all’entrata".

Sul Senato non si tratta - Riguardo alla riforma di Palazzo Madama Renzi ha assicurato che non si torna indieto. "Entro il 25 maggio", ha detto, "dobbiamo arrivare al superamento del bicameralismo perfetto, superarlo è  sempre stata la posizione del nostro partito, se adesso qualcuno ha
cambiato idea è un problema suo. Noi siamo pronti a discutere nel merito ma non a cambiare posizione".

Pd litigioso - Renzi ha poi esortato il suo partito a non litigare al suo interno.  "Nei prossimi 45 giorni al lavoro sulle cose che abbiamo deciso, andiamo a vincere per i nostri comuni e dopo discuteremo insieme che futuro ci aspetta". Poi ha spiegato : "Noi siamo a palazzo Chigi solo se possiamo cambiare l’Italia, se non possiamo farlo cambiamo mestiere". "Tutti", ha aggiunto, "sappiamo che le modalità con le quali io e la mia squadra siamo arrivati a Palazzo Chigi sono modalità che avremmo preferito non avere ma proprio per questo diciamo che siamo lì per cambiare l’Italia". "Noi non abbiamo firmato un contratto, stiamo a palazzo Chigi solo se si può cambiare l’Italia, altrimenti si fa un altro mestiere", ribadisce.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • filder

    13 Aprile 2014 - 15:03

    D Alema vuole riprendersi la barca:pardon il partito

    Report

    Rispondi

  • arwen

    13 Aprile 2014 - 10:10

    parole, parole, parole. Intanto, mentre Renzi è così impegnato a fare promesse, elettorali, il paese continua nel suo declino che nessuno cerca di fermare. Il DEF è solo il libro delle buone (vaghe) intenzioni, mentre le riforme, variamente annunciate, rischiano di fare più danni che altro. Mi dispiace x i nostri amici di sx, ma Renzi nonostante gli annunci, in 2 mesi, nn ha ancora combinato nulla

    Report

    Rispondi

  • gianni modena

    13 Aprile 2014 - 10:10

    questo qui continua a fare promesse elrttorali , quando non sa dove trovare i soldi !! e'starno che non cominci a tagliare i costi della politica per trovare un poco di soldi per mantenere le promesse che fa molte volte a vanvera . per forza poi altri cambiano odea sugli accordi , in quanto lui li cambia in suo favore , e dopo ha la sfacciataggine di dire che gli altr cambiano idea bel pagliaccio

    Report

    Rispondi

  • egenna

    13 Aprile 2014 - 09:09

    Come volevasi dimostrare : sò cattocomunisti,...tutti uguali.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog