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Laura difende la scorta alla figlia: "Non è un privilegio, è una prigione"

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Laura Boldrini

Laura Boldrini non ci sta ad essere messa sotto accusa per gli agenti che seguono a vista la figlia. La scorta, per lei, non è un privilegio. Anzi, è una prigione. In una intervista a Repubblica si dice offesa delle tante polemiche che ha suscitato la notizia di un casting per la scelta delle guardie del corpo rivelato dall'Espresso.
"Questa polemica è offensiva", tuona, "non si sa se più per la polizia o per me e la mia famiglia. Non è un privilegio avere la scorta, è un enorme sacrificio e una fortissima limitazione della libertà, farci dell’ironia sopra è inaccettabile. L’esigenza nasce da una serie di messaggi agghiaccianti, dall’acido in faccia ad esplicite minacce di morte".
E sui poliziotti carini, giustificati dall'Espresso per non dare troppo nell'occhio, risponde piccata: "Ma come può venire in mente una cosa del genere? È un chiaro tentativo di delegittimare la mia persona e il rischio stesso. È una polemica montata ad arte che mette ancora di più in pericolo me e la mia famiglia". E infine lo sfogo: "Dopo un anno di vita sotto scorta posso dire che mi sento in libertà vigilata. Altro che privilegio".

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Commenti all'articolo

  • Laima

    31 Maggio 2014 - 05:05

    i figli dei deputati inglesi non hanno di certo la scorta!

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  • esasperata49

    14 Aprile 2014 - 15:03

    Vedo che siamo in tanti ad avere la stessa idea "nessuno la vuole". La signora potrebbe anche togliere il disturbo così non dovrà temere più nulla per lei per compagno e figlia. Ma poi che la conosce la figlia!

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  • aresfin

    aresfin

    14 Aprile 2014 - 13:01

    Povera....!!!! scappa dalla prigione, vai il più lontano possibile e non tornare ma più, tutta l'Italia te ne sarà grata.

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