Cerca

LO SCONTRO

Cgil: "L'autosufficienza del governo Renzi distorce la democrazia"

Cgil: "L'autosufficienza del governo Renzi distorce la democrazia"

Tra Matteo Renzi e Susanna Camusso ormai è scontro aperto. Tra il governo e i sindacati è muro contro muro sulla riforma del Lavoro. Dopo la minaccia del premier ("non ci faremo fermare dai sindacati") arriva la risposta del segretario generale della Cgil: "L'autosufficienza della politica sta determinando una torsione democratica", ma il sindacato non si sente "orfano ma protagonista". Susanna Camusso stigmatizza così la posizione dell'esecutivo e dell'"attuale presidente del Consiglio", mai citato con nome e cognome, nella relazione di apertura del XVII Congresso nazionale. "Contrastiamo e contrasteremo l'idea di un'autosufficienza del Governo, che taglia non solo l'interlocuzione con le forme di rappresentanza, ma ne nega il ruolo di partecipazione e di sostanziamento della democrazia - afferma il segretario generale della Cgil dal Palacongressi di Rimini - Una logica di autosufficienza della politica che sta determinando una torsione democratica verso la governabilità a scapito della partecipazione". 

L'attacco - "Non abbiamo la vocazione al soggiorno nella 'sala verde', se la si considera inconcludente non ci manca la terra sotto i piedi. Ci auguriamo - sottolinea Camusso -, però, che tanta autosufficienza non produca nuove vittime delle leggi di riforma, come gli esodati, figli del disprezzo delle competenze. Con nettezza affermiamo che non ci sentiamo orfani ma protagonisti. La nostra storia, la nostra funzione, le nostre radici, hanno trovato nelle varie fasi le forme per esprimersi, la concertazione è stata uno strumento. Senza non viene meno il protagonismo e la capacità di far valere le nostre ragioni. Non confondiamo rappresentanza con rappresentazione".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • francescos

    07 Maggio 2014 - 09:09

    Usciamo dall'EURO,si puo ed é facile,basta fra il contrario di quando ci hanno costretto il Mortadella e C ad entrarci.La Lira valeva 990 per un Marco,ci costrinsero a 1936,27,che furbo il Mortadella,ora facciamo lo stesso,ce ne fottiamo di tutto,ci valutiamo alla stessa proporzione con l'eventuale"nuovoMarco".Lo so',ma come ho detto ce ne fottiamo.

    Report

    Rispondi

  • francescos

    07 Maggio 2014 - 08:08

    Se non faranno riforme ora,sara la fine, torneranno,comprandosi l'Italia ,i Vandali,i Visigoti i Franchi e per ultimo faranno razzie come storia insegna i Lanzichenechi,cosi la Camusso dovra andare a zappare le patate per mangiare e produrre per i CONQUISTATORI,PROPRIO COME NEL MEDIO EVO.Tanto lo so',siamo solo i Vassali dell'Europa-germanica.

    Report

    Rispondi

  • francescos

    07 Maggio 2014 - 08:08

    I lavoratori devono capire che se le ditte italiane sono fuggite all'estero o fallite, lo devono in primis al governo super tassatore e poi ai sindacati,che sfruttano la forza dei numeri degli iscritti al fine di ottenere potere personale e voti di scambio.Senza fabbriche non ci puo essere lavoro e lo Stato non ha risorse per ASSISTERE TUTTI se non con le poche tasse riscosse.

    Report

    Rispondi

  • francescos

    07 Maggio 2014 - 08:08

    Qualche sera scorsa ho sentito la spocchiosa Serracchiani in una trasmissione,credo la gabbia,comunque su la 7,vantarsi di aver ottenuto piu risultati"loro" in due mesi che Berlusconi in 20anni.Ora spero abbia capito perche non sia stato possibile fare "certe riforme"sul lavoro,quando si mettono di mezzo i sindacati. E quando avranno contro il TAR e giudici vari vedremo.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog