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Il retroscena

Renzi pensa al voto in autunno

Renzi pensa al voto in autunno

"Per quanto mi riguarda io voglio andare avanti fino al 2018", ripete il premier. Tuttavia si fa strada, sopratutto negli ambienti dem, un'ipotesi che ha il sapore di una exit strategy: quella delle elezioni ad ottobre. Voci, riflessioni, considerazioni che si susseguono e che potrebbero diventare qualcosa si più dopo il voto di domenica prossima alle europee. Queste elezioni sono forse più che altre un test per l'esecutivo (che non è legittimato dal voto popolare) e che potrebbero ridisegnare la mappa della geografia politica. Per il Pd il pericolo numero uno è Grillo. Il timore sempre più crescente che si riproduca in modo ancora più deflagrante il successo che i grillini hanno messo a segno nelle scorse elezioni politiche. Grillo ha detto chiaramente che se ciò dovesse accadere, lui è pronto a presentarsi dal Presidente Napolitano per chiedere il governo. Ma al di là delle mosse dell'ex comico, bisognerà capire quanti voti andranno a Forza Italia e al Pd. Il punto è che un'incetta di voti da parte di Grillo significherebbe che Forza Italia sarebbe relegata a terzo partito. Il primo effetto - come sottolinea Repubblica - sarebbe l'allontanamento di Berlusconi dal "patto del Nazareno" e la prima vittima sarebbe l'Italicum. Perché l'ex premier non potrebbe più accettare il ballottaggio tra i due grandi partiti, consacrando quindi la sua ininfluenza. Salterebbe pure la riforma del Senato. Ed è anche per questo che Berlusconi prova a ricucire con Alfano, sperando di poter unire i voti di Ncd, Fratelli d'Italia e Lega. 

La manovra - Ma tra i dem si fa strada anche un'altra considerazione. In autunno, quando dovrà essere approvata la legge di Stabilità jil governo dovrà fare un'altra spending review per 19 miliardi. E ci si domanda se sia possibile per un governo incidere sulla spesa in modo così incisivo senza essere stati legittimati dalle urne? La risposta che molti si danno è che bisognerebbe incassare il consenso delle urne, ecco quindi che si fa strada l'idea del voto a ottobre. Ma tutto passa delle elezioni europee. 

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Commenti all'articolo

  • gigi0000

    17 Maggio 2014 - 18:06

    Per eliminare definitivamente il rischio Grillo al potere, basterebbe una legge elettorale senza premi di maggioranza ed invece con sbarramenti atti ad eliminare tutti i partitini, nonché il vincolo di mandato in costituzione e, finalmente la rivalutazione della democrazia (decisioni a maggioranza obbligatorie per la minoranza) nella necessaria coalizione oltre a qualche altra cosuccia. Kaput!

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  • arwen

    17 Maggio 2014 - 13:01

    Tutto dopo il semestre europeo. quando il pinocchietto fiorentino ci racconterà che, a causa dei gufi e della burocrazia lui non è riuscito a far nulla e che ha bisogno del popolo. Un po' la stessa trama che imbastì B. che non riusciva a fare riforme per colpa di Follini, Casini, Fini ecc. 70 giorni di governo e un flop grande come una casa.

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