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Verso il voto

Berlusconi pensa a larghe intese anti-Grillo

Berlusconi pensa a larghe intese anti-Grillo

Mancano tre giorni al voto per le Europee e il Cavaliere, seppur «con le mani legate» come ha detto Giovanni Toti, prova a farsi largo. Gli avversari, in questa campagna elettorale anomala, sono due, non più uno, la “sola” «sinistra». I segnali sono poco entusiasmanti, ma non drammatici e lui, in televisione dal mattino (Agorà) alla sera (Porta a Porta) prova a dare un colpo all’uno e pure a quel’altro. «Noi siamo una forza responsabile», manda a dire ai suoi elettori, qualora venisse loro la tentazione di votare il Movimento 5 Stelle. Tanto responsabile che, ammette clamorosamente, «di fronte al pericolo di un regime autoritario qualunque soluzione alternativa deve essere seguita».

Il riferimento è al possibile sorpasso dei grillini su tutti gli altri e all’eventualità di una partecipazione di Forza Italia ad un nuovo governo di larghe intese: «Non si può escludere niente, siamo pronti anche ad un patto con il diavolo se applica il programma di Forza Italia». Il Cavaliere è pronto ad entrare in maggioranza pur di evitare quello «che sembra Hitler», colpevole di avere lanciato un’opa sui suoi elettori, e, cosa ben più grave, «ucciso tre persone nell’88». Certo «pure il premier ha deluso». Matteo Renzi gli piaceva molto, agli inizi. «Ma anche lui è caduto nella solita mania di non dire la verità, lui che non è nato comunista, ma lo è diventato», accusa il leader di Forza Italia. Al presidente del Consiglio, il suo predecessore riserva un’accusa tutt’altro che leggera, se si considera il sistema dei valori berlusconiani: «È stato abile, ma è uno che non ha mai lavorato, avendo sempre fatto politica». Il presidente degli azzurri abbassa i toni coi «cugini» dell’Ncd, «eletti con il simbolo del Pdl, con i voti dei nostri elettori, che adesso, fanno esattamente il contrario di quello per cui sono stati eletti», forse perché le rilevazioni degli ultimi giorni danno Angelino Alfano ad una soglia che gli azzurri considerano «non preoccupante». Di certo, dice, «la ripresa economica in Italia in queste condizioni è impossibile» e qualcosa bisognerà pur fare. Berlusconi rassicura però il governo che «l’esito delle elezioni non influirà sulle riforme». Si pente semmai di avere dato il via libera mesi fa all’introduzione del ballottaggio nell’Italicum: «Per per noi è la fine perché i voti di Grillo, dei No Tav e così via andranno sul Pd», ha spiegato a Bruno Vespa.


Sarà che il voto è ormai prossimo, fatto sta che il Cavaliere rompe anche l’ultimo tabù, quello della critica ai magistrati che l’hanno condannato, cosa che potrebbe costargli gli arresti domiciliari: «Sanno tutti che quella contro di me è stata una sentenza costruita e politicizzata, voluta perché la sinistra riuscisse a espellermi dal Parlamento con 6 anni di incandidabilità». Dei magistrati, però, non parla soltanto male. Anzi. Al presidente della Vigilanza Rai, il grillino Roberto Fico, che lo aveva accusato di un patto con il governo su Raiway a favore di Mediaset, fa sapere che è un «buffone» e che questa mattina i suoi legali andranno a depositare una querela, che sarà un magistrato a dover decidere chi ha diffamato chi. Visto che dal punto di vista politico le rivelazioni dell’ex segretario all’Economia Usa Timothy F. Geithner e prima ancora dell’ex premier spagnolo Luis Zapatero non stanno producendo le conseguenze sperate, cinque parlamentari di Forza Italia hanno pensato di rivolgersi alla Procura della Repubblica di Roma. Michaela Biancofiore, Augusto Minzolini, Francesco Giro, Lucio Malan ed Emilio Floris hanno sottoscritto un esposto contro ignoti per «attentato agli organi costituzionali italiani». Nel mirino ci sono i registi e gli esecutori del «complotto» che causò le dimissioni del Cavaliere nel 2011. «E se sarà necessario per fare piena luce su questa vicenda gravissima, non escludo di avanzare una richiesta di impeachment nei confronti di Giorgio Napolitano», avverte l’ex direttore del Tg1.

Paolo Emilio Russo 

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Commenti all'articolo

  • encol

    22 Maggio 2014 - 16:04

    Destra e Sinistra perderanno, GIUSTAMENTE dico Io, una valanga di voti. Sbagliando e con estrema miopia hanno voluto caratterizzare la campagna elettorale maggiormente improntata alla politica di casa nostra. La miopia, chiamiamola così , si paga e speriamo a carissimo prezzo. Questo voto sarà assolutamente trasversale moltissimi che in passato votarono F.I. o PD ora voteranno M5S x protesta.

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  • gigi0000

    22 Maggio 2014 - 10:10

    Chiarezza va fatta nelle sedi istituzionali, visto che tra i cittadini, almeno quelli pensanti autonomamente, le idee sono molto chiare. L'unico problema è la discrezionalità dei giudici, che potrebbe insabbiare, o almeno dilatare sine die il procedimento., che invece, stante l'ipotesi d'attentato alla sicurezza dello stato, o l'alto tradimento, dovrebbe avere priorità assoluta.

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