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Comizio a Palazzo Chigi

Renzi, il magro bilancio degli 80 giorni
Fi: "Tante promesse e poca sostanza"

Matteo Renzi

Doveva fare il bilancio dei suoi primi 80 giorni ma evidentemente non se l’è sentita, per mancanza di materia prima, ed è tornato a fare quello per cui è più portato: slogan. Ha rilanciato sulle promesse, vaghe, superficiali e irrispettose dell’intelligenza della gente. Doveva fare il bilancio dei suoi primi 80 giorni, ma la conferenza stampa di Matteo Renzi a Palazzo Chigi si è trasformato in un comizio elettorale. Il premier ha premesso che «comunque vadano le elezioni, noi andremo avanti. Sulle riforme non mollo di un centimetro. Senza arroganza e con rispetto: l’Italia va cambiata adesso». Andranno avanti con la stessa maggioranza: «Le forze politiche della coalizione di governo stanno in tre famiglie diverse in Ue ma questo però non inciderà, nè oggi nè domani, sulla composizone del govenro che rimarrà quella attuale».

Le slide - «Ottanta euro, giù le tasse, è la prima volta davvero» è lo slogan scelto da Matteo Renzi sulla prima della serie di 10 slides proiettate durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi. Sopra la scritta la foto di una busta paga di questo mese nel quale è stata marcata con l’evidenziatore la riga dell’accredito «ex Dl 66». L’imponibile è di 1849,08 euro. L’elencazione di quanto realizzato prosegue con il tema del lavoro: decreto Poletti, disegno di legge Delega, nuova politica industriale, semplificati contratti a termine e apprendistato, - 10% Irap, accordi aziendali. Le slide sul dl Cultura e poi la scuola. Renzi ricorda il piano straordinario sull’edilizia scolastica: 3,5 mld di investimenti, 10mila nuovi cantieri, 2 milioni di studenti «più sicuri», «sbloccato il patto di stabilità». Tra le riforme avviate Renzi ricorda la legge elettorale, il Senato, il titolo quinto, il servizio civile, le Provincie e il Cnel. Una delle dieci slide è dedicata alla «trasparenza». Si elencano gli abbattimenti dei costi della politica, la lotta alla corruzione, auto blu messe all’asta, gli archivi aperti «sui mestieri d’Italia». Poi la riforma della Pubblica amministrazione annunciata dal ministro Madia «con decine di migliaia di e-mail ricevute, un successo straordinario» commenta il presidente del Consiglio. La sequenza si conclude con «l’Italia protagonista al tavolo con i leader globali: Aja, G7, Energia, Africa». 

Troppi pochi giorni - Riguardo alle riforme ha detto che «Questi 80 giorni» di governo «occorre avere il coraggio e la forza per continuare», questi 80 giorni «non sono sufficienti a cambiare verso», ma «ritengo che sia difficile a trovare altri governi» più produttivi.«È un elemento di sfida, di stimolo, bisogna fare di più, ma c’è un disegno: non ci sono interventi spot, siamo in presenza di una sorta di cornice di un puzzle», un insieme di provvedimenti slegati uno dall’altro, ma rappresentano l’idea di un’Italia che possa tornare alla guida dell’Europa».
Dopodiché è passato alle promesse: «Entro giovedì si presenterà il progetto di concretizzazione della delega fiscale», ha detto Renzi. E ancora: «Voglio fare il presidente del semestre europeo non per sfruttare l’occasione per far dare all’Italia gli aiuti ma per aiutare a cambiare le politiche economiche in Europa. È un progetto difficile ma non bisogna aver paura dei grandi progetti quando l’Italia, se fa l’Italia, è in grado di restituire un’occasione di crescita per tutto il continente».

La replica di Brunetta - Promesse. Tanto che il presidente dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta osserva: «Ha rilanciato sulle promesse, vaghe, superficiali e irrispettose dell’intelligenza della gente» L'azzurro fa notare «sull’estensione del ’bonus Irpef’ a pensionati e partite Iva, per esempio, perchè Renzi non ha detto quanto costa e come lo coprirà? E se i soldi ci sono, perchè questi soggetti non erano inclusi già nel primo ’decreto Irpef’? O, forse, è la solita, l’ennesima, boutade con cui il presidente del Consiglio vorrebbe vincere le elezioni a spese di tutti gli italiani?». 

Il ricatto - E come in ogni comizio da campagna elettorale anche dal pulpito di Palazzo Chigi Renzi ha puntato l'indice contro gli avversari: «C’è chi considera il parlamento un grande set per usarlo a fini mediatici e comunicativi», dice Renzi. «Siamo pronti a non mettere la fiducia se c’è uno snellimento delle procedure  parlamentari e al governo viene garantito il diritto dovere di governare», da puntualizzato il premier. «Noi smettiamo con la fiducia se smettono di fare ostruzionismo o si cambiano le regole parlamentari e si consente al governo di andare in aula e votare, che si sia d’accordo o no. Ma siamo costretti alla fiducia perchè c’è l’ostruzionismo su tutto», ha detto il premier, ricordando in particolare il contestato via libera del Dl lavoro al Senato con le proteste del M5S che definisce «una discutibile sceneggiata».

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Commenti all'articolo

  • pasquino del3mi

    24 Maggio 2014 - 08:08

    Come venditore di tappeti o di articoli insulsi va ottimamente

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  • Delta7

    23 Maggio 2014 - 17:05

    non mi interessa sapere se ci sono o meno le coperture per i famosi 80 euri... so solo che Assolombarda non ha diramato nessuna circolare esplicativa alle aziende sulle modalità di calcolo e di applicazione di tale 'manifesto elettorale'... comunque in Italia esistono migliaia di responsabili paghe in migliaia di aziende...è abbastanza facile che qualche lettore ne conosca uno... si faccia dire...

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