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Il comizio

M5s, Grillo a Roma: "Renzi mi fa pena"

M5s, Grillo a Roma: "Renzi mi fa pena"

L'M5s sceglie piazza San Giovanni a Roma per il comizio di chiusura della campagna elettorale. Una piazza gremiti di grillini ascolta l'intervento di Beppe Grillo. Il "caro leader" comincia subito il suo comizio accendendo i toni e punta il dito contro Pd e Forza Italia "Mettete giù le bandiere, noi non facciamo come loro che portano gli sbandieratori", esordisce. Poi alla piazza che gli urla "Tutti a casa!", replica: "Il problema è che loro hanno tante case". Poi aggiunge: "Non avrò mai una carica istituzionale". La piazza resta in silenzio poi Beppe chiarisce: "Dicono che io sono un delinquente, ma io sono un delinquente che non ha cariche istituzionali nè mai ne avrà". Insomma Grillo dopo le polemiche degli ultimi giorni su quell'incidente dell'81 fa un passo indietro e rifiuta qualunque incarico di governo. Eppure nei giorni scorsi Casaleggio era pronto ad entrare in governo pentastellato con un posto da ministro in compagnia di Beppe. Chiarito il suo futuro, Grillo dà il via allo show.

Attacco alla Casta - "Non c’è un partito, non c’è un leader. C’è un fluido che ci unisce - grida-. Siamo oltre la speranza, mi avete donato una gioia e una felicitá che non conoscevo, me l’avete tirata fuori voi". "Staremo qui fino a mezzanotte -dice- mica siamo venuti fin qui per parlare una mezzoretta". Poi il programma per l'Europa: "Ridiscuteremo tutto, anche il tetto del 3 per cento del tetto deficit-pil. E se non saranno d’accordo lanceremo un referendum sull’euro. Il popolo deciderà la sovranità economica, monetaria e culturale" ha gridato Grillo dal palco di San Giovanni.

Botta per Renzi -  A questo punto arriva la stoccata contro Renzi: "Mi fa anche pena questo ragazzo qua, che ieri era lì a piazza del Popolo senza il popolo, che gridava, lui, gridava con le vene del collo rosso gridava, lui, il moderato" E poi: "E diceva “vinciamo noi2, io vorrei rivolgermi non a Renzi, ma al padre di Renzi, adesso il suo bambino ha bisogno di lei, lei deve abbracciarlo, da padre a figlio, e dirgli “basta è finita, andiamo a casa”. 
Picche alla Rai - Infine il leader pentastellato annuncia il suo no alla Rai per partecipare alla ntribuna elettorale prevista da Rai Parlamento. Sono già lontani i tempi delle ospitate da Vespa, Beppe teme un altro autogol e così evita il confronto tv. La piazza senza contraddittorio è il terreno più agevole per il leader pentastellato. 

Casaleggio e Berlinguer - La serata è stata chiusa da un Casaleggio visibilmente commosso. Cha ha attaccato il premier: "Berlinguer è stato uno dei pochi a riempire questa piazza. Quando ieri Renzi ha detto a Grillo di sciacquarsi la bocca non sapeva di cosa parlava. Chiederei a tutti voi di urlare "Berlinguer", così lo sentono fino a Palazzo Chigi. Ecco, adesso Renzi deve chiedere a voi di sciacquarsi la bocca".

Come Papa Giovanni XXIII - Infine, l'appello finale del guru: "Quando tornate a casa fate una carezza a chi non è venuto, ditegli che questa è la carezza del Movimento, ditegli che il vostro futuro dipende anche da loro. Se non ce la facciamo questa volta rischia che non ce la faremo per un decennio".

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Commenti all'articolo

  • ilsognodiunavit

    25 Maggio 2014 - 18:06

    oggi ho letto della signora che ha ricevuto una querela per avere scritto in un blog su renzi un epiteto che grillo ripete da sempre sia in televisione che nei giornali, mi chiedo, ma perchè questa querela moltiplicata per mille non le ha ricevute anche grillo? poteva sfuggire quella scritta in sordina dalla signora e magari neppure in forma offensiva ma il tono di grillo non poteva passare inos

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