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Il crollo

Elezioni Europee, la diretta: M5s al 22 per cento

Elezioni Europee, la diretta: M5s al 22 per cento

Il "vaffa" questa volta arriva per Grillo. Il Movimento Cinque Stelle sbatte sul muro delle europee e perde consensi rispetto alle politiche del 2014. Il tracollo di Beppe che passa dal 25,5 per cento al 22,1 per cento la dice lunga sulla campagna elettorale dei pentastellati scandita da insulti e "vaffa" a Pd e Forza Italia e lascia per strada 2 milioni di voti.  A quanto pare l'insulto, la minaccia di processi di piazza e l'invettiva contro tutto e contro tutti non paga in cabina elettorale. Grillo conserva uno zoccolo duro di elettori e si piazza al secondo posto dietro il Pd ma solo grazie al crollo di Forza Italia. Quello dei Cinque Stelle rischia di trasformarsi in un vero e proprio psicodramma elettorale.

"Non vinciamo noi" - Lo slogan "vinciamo noi" lanciato dai grillini sul web si è dimostrato un boomerang senza precedenti. Il pallone Grillo comincia a sgonfiarsi e con lui anche quella sicurezza pentastellata che da tempo dichiara guerra alla casta. Insomma gli appelli da piazza San Giovanni e il richiamo anche alle etichette della sinistra come quella di Berlinguer da parte di Casaleggio non hanno convinto gli elettori indecisi o astenuti a votare per il Movimento. Nemmeno l'ospitata da Vespa è bastata per lanciare la volata del Movimento Cinque Stelle. Ora i grillini dovranno capire se la loro avventura politica rischia di sciogliersi come neve al sole. Grillo per ora non ride più. Intanto sul web scoppia la rivolta. Sul blog di Grillo e su twitter pioggia di critiche a Beppe: "Vattene" ,"ora molla tutto e vai via", "lascia il Movimento". Poi arrivano le reazioni dei pentastellati. La netta sconfitta del Movimento 5 Stelle alle elezioni europee ha spinto molti parlamentari grillini a riversare sui social network le loro reazioni.

Reazioni grilline - Il duro e puro Alessandro Di Battista scrive sul suo profilo facebook che il "cambiamento culturale è più lento del previsto. Le delusioni possono darti più forza se credi in quello che fai". E poi assicura: "Continuerò a restituire i soldi e a fare il portavoce". La prende male Matteo Dall'Osso: "O l'Italia non merita me o io non merito l'Italia. Io restituisco i soldi perché credo nell'Italia e l'Italia crede agli 80 euro. Basta!". Maurizio Santangelo invece assicura: "Tra pochi mesi le false promesse verranno fuori. Da domani sarà opposizione ancora più dura ed intransigente". Emanuele Cozzolino, invece, non manda giù la sconfitta, e posta sul suo profilo: "In tutta Europa solo in due Stati ha vinto il partito che governa, in Germania che è lo Stato più ricco, e nello Stato dei coglioni, l'Italia, che è lo Stato più povero". Per fortuna c'è Francesco D'Uva a fare un po' di autoironia: "Vinciamo Poi".

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