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Il verdetto delle urne

Elezioni Europee, il pagellone ai leader: promossi e bocciati

matteo salvini

Un trionfo dalle proporzioni inaspettate, per Matteo Renzi e il Pd, che scollinano oltre il 40 per cento. Nonostante l'affluenza bassa (intorno al 58%) l'assoluto vincitore è lui, il premier non eletto che con questo voto trova una legittimazione popolare. Vince Renzi anche, e soprattutto, perché stacca Beppe Grillo, quasi doppiato nonostante le voci degli ultimi giorni su un serratissimo testa a testa. Certo, il peso elettorale degli 80 euro non può essere sottovalutato: chi paga, vien da dire, vince. Ora, nonostante i numeri, per Matteo la strada non sarà delle più semplici: queste cifre le dovrà mantenere, e governando con una maggioranza "non sua" l'impresa non è delle più semplici. Ora però, almeno per qualche ora, l'uomo da Pontassieve si gode la maxi-vittoria. Il responso delle urne, per Matteo, è da dieci.

M5s - #VinciamoNoi. E invece hanno vinto loro. Una cocente delusione per il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, staccato di quasi 20 punti dal Pd. I grillini si confermano seconda forza nazionale con un importante 21 (abbondante) per cento. Ma le cifre non possono far felici i pentastellati, che speravano nella prima piazza per poi dare una spallata al governo. Certo, non si può parlare di tonfo: i voti sono tanti, seppur il 4% in meno rispetto a quelli presi alle politiche dello scorso febbraio. Ma gli obiettivi erano altri, soprattutto in un contesto europeo che ha visto significativamente crescere un po' ovunque i movimenti euroscettici. Gli obiettivi erano altri anche dopo i molteplici endorsment-vip incassati da Grillo & Co. Un 21% non può valere l'insufficienza, ma per Grillo queste elezioni Europee, in prospettiva, non valgono più di un cinque.

Forza Italia - L'obiettivo era il 20%: obiettivo fallito. Forza Italia si ferma sotto al 17 per cento. Un risultato che costringerà Silvio Berlusconi a una profonda riflessione: sul partito, sui candidati, sui Club, sulla gestione della nuova Forza Italia, sugli scenari futuri, sulle alleanze. Le attenuanti sono molteplici: una campagna elettorale in cui alcuni temi dovevano per forza di "toga" essere evitati, gli spostamenti limitati, le lotte tra le fazioni del partito e, soprattutto, la rottura con Angelino Alfano. Alle ultime politiche il fu Pdl prese qualcosa in più del 21%: il calo dunque c'è, è significativo, ma non siamo a un tracollo. Un voto, questo alle Europee, che per Silvio Berlusconi non vale la sufficienza: cinque.

Lega Nord - Sono le elezioni dei Matteo. Trionfa Renzi, e trionfa anche Matteo Salvini. Per la Lega Nord più del 6%: un risultato impressionante per un partito che veniva dato per morto. Il merito? Tutto di Matteo (Salvini), che ha saputo risuscitare il Carroccio con una campagna elettorale barricadera e convincente, martellante e precisa, esaltante per gli elettori della Lega in cerca di una nuova identità. Via Bellerio è stata tra le pochissime in Italia a prendere una posizione netta e precisa contro l'euro, scordando almeno per un po' il nordismo e pescando così voti un po' su tutto lo Stivale. La Lega Nord - dopo diamanti, trote e "belsiti" - è tornata. Per Matteo Salvini questo voto vale un nove.

Ncd-Udc - Obiettivo: superare lo sbarramento. C'era chi sperava in un 7%, da cui Ncd è lontano. Ma il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano c'è, entra in Europa, prende intorno al 4,5 per cento. Un risultato non scontato, dopo la dura campagna elettorale di Berlusconi contro l'ex alleato, che sconta anche l'appoggio al governo di Renzi in cui pare avere un ruolo residuale. Ncd, grazie anche al contributo dell'Udc, ha posto le basi per un futuro politico (soprattutto grazie ai voti al Sud). Il risultato non era affatto certo: per Angelino Alfano una tornata elettorale che, al netto delle cifre non propriamente esaltanti, vale un cinque al sei.

Tsipras-Vendola - La lista Tsipras se la gioca all'ultimo voto: in Europa dovrebbe riuscire ad entrarci per una manciata di voti. Poco, troppo poco per un movimento dietro al quale si coagulano tutte le sigle della sinistra radicale, che oggi in Italia vivono una profonda crisi d'identità (che già si era manifestata alle politiche del 2013). Un 4% magro magro, anche per l'impressionante mobilitazione di intellettuali in favore del leader greco, che a casa sua ha letteralmente trionfato. Se si deve associare un leader alla lista Tsipras, questo leader è Nichi Vendola. Il voto? Sei meno meno (sufficienza stiracchiatissima solo perché, forse, qualcuno arriverà a Strasburgo).

Fdi-An - La mesta etichetta è quella di trombata: Giorgia Meloni non entra in Europa. Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale restano fuori per un pugno di voti, raccolgono poco meno del 4 per cento. Una bocciatura, dunque. Ma il risultato non è negativo, anzi è forse leggermente superiore alle aspettative (è quasi raddoppiato rispetto alle politiche dello scorso anno). Fuori dall'Europarlamento, ma forse non così insoddisfatti. Per FdI-An esiste un futuro politico. Per Giorgia Meloni, dunque, un sei pieno, nonostante l'etichetta (sbagliata) di trombata.

Scelta Europea - Zero virgola sette per cento. In cifre: 0,7%. Poco più di un anno fa la Scelta Civica di Mario Monti prese più dell'8 per cento. Oggi la Scelta Europea della segretaria Stefania Giannini non raggiunge neanche un punto percentuale. Fine, game over, kaputt. Il centro del Professore non esiste più. Un disastro (annunciato). Ma non per questo meno disastroso: voto, tre.

di Andrea Tempestini
@anTempestini

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Commenti all'articolo

  • marcolelli3000

    27 Maggio 2014 - 05:05

    e basta con questi partitega che non servono: bisogna alzare lo sbarramento e togliere dai piedi i lupi, meloni, i comunisti, la stessa lega : basta con questa democrazaia che e' diventata presaperilculozia. Contano solo il PD, il M5S e FI. e basta

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  • snoopy49m

    27 Maggio 2014 - 00:12

    Berlusconi se avesse dichiarato il suo impegno per le riforme, confermando l'accordo con Renzi senza bizantinismi o tentennamenti, si sarebbe tenuto tutti i suoi voti gli ultimi no o ni all'accordo con Renzi gli hanno fatto perdere voti che si sono spostati su Renzi, come sempre non capisci niente di politica

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  • er sola

    26 Maggio 2014 - 17:05

    Auiguriamoci che Salvini dia del filo da torcere alle pretese europee della nera.

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  • ellemanga

    26 Maggio 2014 - 12:12

    Secondo me non ha vinto Renzi, ha perso Grillo. Molti hanno votato PD per paura di Grillo. Berlusconi ha indirettamente dirottato voti moderati sul PD. Alle politiche il discorso sara' molto diverso. Altro vero vincitore e' Matteo Salvini e ha ottenuto un buon risultato Giorgia Meloni, un cavallo su cui il centro destra dovrebbe puntare. Speriamo che questa volta Berlusconi e soci abbiano capito.

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