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L'editoriale

L'analisi del voto di Senaldi in 7 punti

L'analisi del voto di Senaldi in 7 punti

1) Il vincitore assoluto è Renzi, che porta la sinistra dove non era mai arrivata. C’è in pratica un monocolore rosso. Vince grazie agli 80 euro e alle altre promesse fatte ma non ancora mantenute, che lo consacrano come un leader populista, il vero erede di Berlusconi. Vince perché è un padre padrone che ha messo ordine nella sinistra, portandola oltre i conflitti interni Veltroni-D’Alema-Bertinotti-Cgil-Bersani che l’hanno dilaniata in questi 20 anni. Ce l’ha fatta contornandosi, di mezze figure. Il problema è ora chi lo aiuterà a governare. La sua è una vittoria generazionale, ha compattato tutte le anime del Pd in uno scontro contro i vecchi padri, che non sono neppure riusciti a guadagnarsi la fedeltà delle loro creature. Vince malgrado i pessimi candidati, e questa è una doppia vittoria. Vince perché gli italiani non lo percepiscono solo come un leader di sinistra, ma come un capo indipendente che  basta a se stesse prima che come il capo del Pd. E’ stato bravo a non far capire agli italiani che chi votava lui votava Schultz, un tedesco a capo dell’Europa.

2) Grillo è tra i grandi sconfitti. Perde perché non ha capito che negli ultimi 12 mesi l’Italia è cambiata più che negli ultimi 12 anni. Ha ripetuto la campagna elettorale che lo aveva fatto trionfare l’anno scorso, ma allora si batteva contro Berlusconi, Bersani, Bossi e Maroni, Monti e Casini, Vendola, in buona sostanza il vecchio. Oggi aveva contro Renzi, che non ha mai messo piede in Parlamento. Difficile attaccarlo comr membro della casta. Ha perso anche per i toni troppo violenti, sgradevoli e usati palesemente per coprire un vuoto di contenuti. Fallimentare la politica delle porte aperte agli immigrati, che gli ha fatto perdere voti a vantaggio della Lega e troppo poco convinta la campagna contro l’euro e la Merkel, i cui toni cambiavano ogni giorno. Essendo il partito meno strutturato, è quello ora che più rischia lo sfaldamento. Aveva detto che in caso di sconfitta si sarebbe ritirato, ora qualcuno dei suoi potrebbe ricordarglielo.

3) Berlusconi non sparisce, ma ottiene il minimo risultato che gli consente ancora di essere vivo. Il suo potere di condizionare Renzi è affievolito non tanto dal risultato di Forza Italia quanto dal successo del Pd. Inevitabile ora si apra una fase di ripensamento. Qui Silvio si gioca il futuro. Se avrà il coraggio di aprire il partito a uno scontro in cui possa emergere chi vale di più, Forza Italia sopravviverà. Se proverà a fare ancora il padre padrone, rischia di scendere ancora rapidamente. Certo è stato un errore col senno di poi la rottura con Alfano e i volti nuovi non hanno reso quanto si sperava. Una volta fatta però, doveva avere più coraggio e non parlare solo di dentiere e cagnolini. Probabilmente bisogna allargare il cerchio e ripartire da chi in Forza Italia ha dimostrato di avere consenso personale. Fitto avanza la sua candidatura poiché è l’unico big che ha retto ma forse è solo un capo locale. Un errore certo è stato parlare poco di Europa e sostenere l’uomo di Angela, Juncker, alla presidenza della Commissione Ue.

4) Il grande Pdl (Ncd e Fratelli d’Italia) va male. Alfano supera lo sbarramento, ma i voti non sono suoi. Al sud sono quelli di Casini, al Nord sono quelli di Lupi e Formigoni. In buona sostanza, ha dimostrato di non avere il quid del leader. Non ha distinto il suo messaggio né da quello di Berlusconi né da quello di Renzi, quindi gli elettori hanno preferito votare gli originali. Paga l’aver voluto restare ministro degli Interni ma non essere stato capace di gestire la bomba immigrati. Fratelli d’Italia ha fatto il suo, ma non poteva andare oltre. Gli spazi sono quelli. Paga il boom della Lega, che si è impadronita dell’immagine della Le Pen e la batatglia no euro e lo sfaldamento del gruppo dirigente di Alleanza Nazionale. Non riesce a diventare forza europea, restando di (faticoso) respiro nazionale. Entrambi sono coinvolti nel crollo del centrodestra , ma Fratelli d’Italia sembra avere maggiori possibilità di recupero di Ncd.

Guarda il videoeditoriale di Pietro Senaldi:
l'analisi del voto in sette punti 

5) La Lega è il secondo grande vincitore. Sei mesi fa era morta e si parlava del salva Lega, oggi è il quarto partito e la prima forza anti-euro. Abilissimi nell’accreditarsi in Europa con la Le Pen, formeranno un gruppo molto combattivo con gli inglesi di Farage, gli ungheresi, gli scandinavi e le molte forze contro un’Unione a guida tedesca. Merito del nuovo leader Salvini, che ha azzeccato la battaglia per eliminare l’euro, per la difesa del lavoro agli italiani e dei ceti più deboli e per un fermo no agli immigrati. I cavalli di battaglia della Lega spiegati con toni fermi ma pacati. A questo punto sembra impossibile che in caso di eventuali Politiche la Lega torni alleata di Berlusconi, un leader ormai troppo debole per catalizzare il consenso di forze così diverse dalla sua. Unico neo: Salvini si candida a eterna forza d’opposizione, con questa politica difficilmente il Carroccio avrà ancora in Italia poltrone che contano.

6) Monti sparisce ed è giusto così. Il bacio della morte glielo ha dato Fini, con l’endorsemente a suo favore. E’ il simbolo dell’Europa delle banche, dell’austerità e di tutto quello che gli italiani non vogliono. La sua bocciatura è emblematica degli errori di tutta l’Unione, che ha risposto alla crisi mondiale nel peggore dei modi. Mentre gli Usa aumentavano il debito e l’Estremo Oriente investiva, l’Europa a guida tedesca si chiudeva in una politica depressiva. Per cinque anni abbiamo fatto il goco della Merkel, strangolati da un supereuro che fa comodo solo a Berlino e senza il coraggio di far fallire neanche una banche, malgrado gli istituti di credito abbiano fatto una politica aziendale e monetaria fallimentare.

7) L’Europa vuole voltare pagina. Con Le Pen-Farage rinasce l’asse anglo-francese contro le ambizioni egemoniche della Germania. La Le Pen ha dichiarato che gli europei sono stanchi di essere governati da leggi che non hanno votato promulgate da persone che non hanno eletto. Questa è la chiave del boom degli anti-Ue ovunque, anche in Italia, dove costituiscono quasi la metà dei votanti e più di metà degli astensionisti. Il dramma è che l’Europa reagirà chiudendosi. Gli eurocrati e i leader politici tradizionali mostrano facce preoccupate ma al no al Pse di kapò Schultz (la sinistra vince solo in Italia) e al Ppe del compare della Merkel Juncker, candidati alla presidenza della Commissione Ue, rispndranno con una grande alleanza inciucio. Il potere centrale europeo non terrà conto della volontà delle urne e i nuovi ministri dell’Europa saranno scelti tutti dai tedeschissimi Merkel e Schultz.

di Pietro Senaldi

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Commenti all'articolo

  • flikdue

    26 Maggio 2014 - 18:06

    L'analisi è presto fatta, i Komunisti (vetero o post non vi è alcuna differenza) vanno sempre a votare, sono i più fideizzati, quelli di centrodestra vanno al mare . Le prossime elezioni fatele a Novembre.

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  • UNGHIANERA

    26 Maggio 2014 - 18:06

    ROCAMBOLE-2 illustrissimi uomini politici ebbero modo di sentenziare ciò che siamo come cittadini e come nazione,uno si chiamava Benito ed è ben nota la sua conclusione su ciò che siamo come popolo,facile da governare ma inutile farlo!L'altro,Silvio Berlusconi,fu ancora più sintetico con la sua affermazione la quale raccoglieva tutto ciò che siamo come popolo e nazione,disse:Italia paese di merda!

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    • marino43

      26 Maggio 2014 - 19:07

      La larva della mosca, uscendo dal bozzolo nel lettamaio disse: che paese di merda!

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    • marino43

      26 Maggio 2014 - 19:07

      L'Italia è un po' più grande del posto in cui abiti tu che se non erro è Bardolino! Ma anche in quel bellissomo paese c'è gente brava. Certo che se uno "se come e suche che gira....gira...gira ma e resta sempre nell'orto" e el pensa che el mondo sia l'orto se logico chel pensa che el paese dove chel vive sia un paese de merda. ehehehehe.....ehehehehe....eheheheh

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    • marino43

      26 Maggio 2014 - 19:07

      L'Italia è un po' più grande del posto in cui abiti tu che se non erro è Bardolino! Ma anche in quel bellissomo paese c'è gente brava. Certo che se uno "se come e suche che gira....gira...gira ma e resta sempre nell'orto" e el pensa che el mondo sia l'orto se logico chel pensa che el paese dove chel vive sia un paese de merda. ehehehehe.....ehehehehe....eheheheh

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  • rocambole

    26 Maggio 2014 - 15:03

    Ma vi rendete conto che in ambito Europeo solo l'Italia e la Grecia hanno visto trionfare le sinistre. In tutti i grandi Paesi Europei le sinistra hanno subito batoste clamorose. E poi c'è qualcuno che si meraviglia se all'estero considerano gli Italiani un popolo di cialtroni.

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  • tontolomeo baschetti

    26 Maggio 2014 - 14:02

    marcolelli3000 - No "amico mio", via gli evasori, via i corruttori, via i truffatori, via i papponi. A proposito tu dove sei?

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    • marcolelli3000

      26 Maggio 2014 - 22:10

      concordo in pieno : in pratica lei ha elencato tutti gli impiegati statali (in blocco) . Adesso mi dia del lei e mi spieghi che cazzo gliene frega dove sono io? Per ottenere questa informazione lei deve produrre : una foto, deve essere femmina, giovane, possibilmente bionda, carina. Una volta provveduto con queste informazioni considerero' senz'altro il rilascio dei miei dati personali.

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