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Elezioni europee

L'armata degli incompatibili con il doppio incarico: gli eletti a Strasburgo con un piede a Roma

L'armata degli incompatibili con il doppio incarico: gli eletti a Strasburgo con un piede a Roma

Stabiliti i nomi degli eletti a Strasburgo è tempo del possibile effetto domino tra parlamentari italiani e assessori regionali usciti vincitori dalle elezioni europee. La carica di parlametare nazionale è incompatibile con quella da europarlamentare, stesso discorso per gli assessori regionali. Per questo lo scacchiere della politica nazionale vedrà spostarsi qualche pedina con immediati scossoni negli equilibri interni ai partiti.

Al governo tutti fermi - Nessun rimpastino nella squadra di ministri di Matteo Renzi. Su sponda Nuovo centrodestra non sono bastate le oltre 33 mila preferenze del ministro della Salute Beatrice Lorenzin per ottenere un seggio nella circoscrizione Centro. Ce l'ha fatta invece Maurizio Lupi, ministro dei trasporti, eletto nel Nord ovest: al suo posto a Strasburgo subentrerebbe Massimiliano Salini.

Giro di valzer nel Pd - Partiranno quasi certamente per il Belgio le quattro capolista elette già parlamentari democratiche. Al Sud Pina Picerno lascia il posto a Camilla Sgambato, prima dei non eletti nel collegio Campania 2. Nel Centro la vittoria europea di Simona Bonafé apre le porte di Montecitorio l'ex senatore Paolo Rossi, non proprio un signor nessuno visto che il politico varesino è fra i testioni dell'accusa nel processo per corruzione che vede imputato a Napoli Silvio Berlusconi per la presunta compravendita di senatori. Nel Nord Ovest libera un posto la deputata Alessia Mosca a favore del consigliere regionale lombardo Francesco Prina. Alessandra Moretti eletta nel Nord est fa spazio a Vanessa Camani nel collegio della Camera Veneto 1. A Palazzo Madama arriverà daal Frili-Venezia-Giulia Laura Fasiolo nel caso la senatrice Isabella De Monte scelga Strasburgo. il vuoto lasciato dal dalemiano Massimo Paolucci alla Camera, eletto in Europa al Sud, sarà colmato da Anna Maria Carloni, moglie dell'ex presidente della Campania Antonio Bassolino. Dovrà scegliere se rimanere a Roma o partire anche Enrico Gasbarra. Fanno le valige per un seggio da europarlamentari anche le assessore regionali pd Renata Briano dalla Liguria ed Elena Gentile, assessore civatiano nella giunta Vendola in Puglia. Da vedere se manterrà i due incarichi Nicola Caputo, eletto al Sud e già consigliere regionale del Pd in Campania, in caso di sua rinuncia subentrerà Giosi Ferrandino. Stesso discorso per il consigliere regionale dem in Toscana Nicola Danti: rimanesse a Firenze sarebbe già disponibile Francesco De Angelis.

Fuga Italia - Scambio di poltrone anche in Forza italia. Alessandra Mussolini, eletta al Centro, lascerebbe il posto a palazzo Madama a Domenico "Mimì" Auricchio, già ideatore del simbolo del Pdl e fedelissimo del Cav. Il secondo più votato d'Italia (284.645) Raffaele Fitto potrebbe mollare il suo posto alla Camera a favore del pugliese Nicola Ciracì. Eletto nelle Isole, dovrà decidere che fare anche Salvatore Cicu, deputato Fi: dovesse rimanere a Roma, sarebbe ripescato Gianfranco Micciché. Nella Lega il sindaco di Verona Flavio Tosi ha conquistato un posto a Strasburgo, ma dovesse rinunciare c'è già pronta Mara Bizzotto prima dei non eletti al Nord est. Chissà se porterà il suo "estro" scenico anche a Strasburgo il leghista Roberto Buonanno, in caso contrario espatrierebbe al suo posto Mara Bizzotto. Primo degli eletti nel Ncd, Lorenzo Cesa potrebbe rinunciare a favore di Filippo Piccone, primo dei non eletti al Sud.

 

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Commenti all'articolo

  • numetutelare

    30 Maggio 2014 - 19:07

    Insomma é il solito minestrone in salsa furbetta... comunque la buona nuova é che se ne va la Picierno ... una demente che con 80 euro fa la spesa per due settimane meglio levarcela dagli zebedei subito, antipatia visiva ed eloquio querulo a parte. Non ha chiarito la scopettina renziana che lei la spesa la fa alla Buvette dove non si paga oltre il 20% del valore dei prodotti.

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  • giampeo44

    28 Maggio 2014 - 07:07

    Ma che bel sistema! Uno va a votare per una persona che stima e poi si ritrova ad aver contribuito ad eleggere un'altra che non sa neanche chi sia. E poi si meravigliano del perché dell'astensionismo.

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  • oasis77

    27 Maggio 2014 - 19:07

    Ovviamente rimarranno in italia, perché vedrete che in 60 giorni dovranno approvare la legge elettorale, la riforma del titolo V, conflitto d'interessi, falso in bilancio, titolo V, tagliare tutti gli sprechi, ed infine tagliarsi gli stipendi. Perché il pd e' dalla parte dei cittadini. Ora che hanno il 40% del 50% faranno tutto. Ahahaha

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