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Migrazione in vista

Ncd, un nuovo gruppo per mollare Angelino Alfano

Angelino Alfano

La diversità di vedute tra Maurizio Lupi e Angelino Alfano, il malumore di alcuni esponenti di spicco come l’ex governatore calabrese Giuseppe Scopelliti, le voci sui possibili movimenti dei senatori, che potrebbero dar vita insieme ad alcuni colleghi del Gal, gli autonomisti del centrodestra, ad un nuovo gruppo a Palazzo Madama.

Acque agitate nel Ncd dopo il risultato delle Europee. Il 4,3% uscito dalle urne, sufficiente a superare la soglia di sbarramento, non ha però sopito i malumori nel partito. Anzi, il risultato inferiore alle attese ha dato il via al confronto interno sulla strategia da seguire nei prossimi mesi. L’esito del voto ha evidenziato le fibrillazioni tra Lupi e Alfano. «Il ministro delle Infrastrutture è in piena sindrome da Tanassi», ironizza un senatore che conosce bene i due. Il riferimento è a Mario, il segretario del Psdi degli anni Settanta «che con pochi punti percentuali restava attaccato al carro del governo. Lupi rischia di diventare il Tanassi di Renzi». Una prospettiva che invece Alfano, seppur tormentato dai dubbi, vorrebbe scongiurare cercando un riavvicinamento al centrodestra.

In questo clima si collocano le voci su un possibile cambio della geografia al Senato. Protagonisti della manovra sarebbero i senatori del Ncd meno accondiscendenti con il governo, pronti a unirsi ai fuoriusciti dal Gal - una costola di Forza Italia - per creare un nuovo gruppo a Palazzo Madama. Obiettivo: aumentare il peso contrattuale, grazie ai numeri che al Senato rendono determinante il sostegno del centrodestra, nei confronti di Renzi.

Il senatore Ncd Luigi Compagna ostenta tranquillità: «Non ho sentore di movimenti di senatori. Nella riunione di giovedì, nel gruppo il clima era da scampato pericolo. Abbiamo convenuto di accelerare sulla strada dell’allargamento all’area popolare di Mario Mauro e Lorenzo Cesa». Con Pier Ferdinando Casini defilato. Resta in salita, invece, la ripresa del dialogo con Forza Italia e Lega. «In un’alleanza in cui il perno è Matteo Salvini che guarda a Marine Le Pen, non possiamo starci», taglia corto Compagna. E infatti il capogruppo, Maurizio Sacconi, avverte: «Nulla è scontato: lepenisti e moderati hanno poco in comune». (T.M.)

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Commenti all'articolo

  • volpus

    10 Gennaio 2015 - 00:12

    Era ora, se non lo mollano adesso non lo fanno più.

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  • oenne

    01 Giugno 2014 - 14:02

    vada retro al fini

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  • Amedeo2014

    01 Giugno 2014 - 12:12

    Renzi erede di Berlusconi? Fatevi una bella gita a Pavia e poi passate in toscana a Pisa, vi passerà subito la voglia di renzilandia.

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  • marcolelli3000

    31 Maggio 2014 - 16:04

    hanno tradito appena ieri e sono eccitati per tradire di nuovo: ma che gente e'?

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