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Il futuro del centrodestra

Belpietro: "Alfano telefoni ad Arcore"

Il rischio è quello che Renzi continui a ballare come ha fatto domenica scorsa per altri vent'anni. Lo scrive oggi, nel suo editoriale, il direttore Maurizio Belpietro, per il quale il voto di domenica dimostra in modo inequivocabile come il Nuovo centrodestra di Angelino Alfano sia una forza in grado di galleggiare ma non di avere un ruolo determinante all'interno del governo Renzi. "Chi aveva predetto un rapido suicidio di Alfano e compagni ha fatto male i conti e ora i fuggiaschi dell'Ncd hanno davanti il tempo necessario a consolidare il partito appena fondato". Ma il punto è un altro: che l'area di centrodestra è fortemento dimagrita rispetto alle precedenti tornate elettorali. Un partito (il Pdl) che valeva quasi il 40% arriva ora a fatica al 25 (se si considerano FI, Ncd e Fratelli d'Italia), e poco sopra il 30 se si include pure la Lega. Ma anche dopo la pubblicazione dei risultati delle Eruropee, FI e Ncd hanno proseguito la strategia della diffidenza, quansi che pèer Berlusconi ilo vero nemico sia Alfano e per Alfano ssia Berlusconi. Ma, ammonisce Belpietro, il vero avversario è Renzi e la sinistra: il governo è quasi un monocolore Pd e nei prossimi mesi Renzi farà di tutto per dim ostrare la marginalità del Nuovo centrodestra e del suo 4%. La prima cosa che io farei se fossi Alfano, scrive ancora il direttore di Libero, sarebbe alzare la cornetta e chiamare Arcore. Non per andare lì col capo cosparso di cenere. Ma per mettere da parte i rancori e le incomprensioni sedendosi attorno a un tavolo per raggiungere il risultato comune della rinascita del centrodestra.

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Commenti all'articolo

  • oenne

    01 Giugno 2014 - 14:02

    perplex?? MAI SIA MAI_ i traditori lerci e sciacalli _ tutti costoro vanno costretti al suicidio lasciando i beni ai poveri _

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