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Commissione Ue, il piano del governo per evitare la manovra

Matteo Renzi

Nei fatti dalla Commissione europea è arrivata la richiesta di una nuova manovra: l'Italia deve adottare "misure aggiuntive, già nel 2014" per puntellare i conti pubblici. Una bocciatura alla politica economica di Matteo Renzi, che però strappa lo slittamento al 2016 del pareggio strutturale di bilancio ed evita l'apertura di una procedura d'infrazione per l'eccessivo debito. Pericolo evitato, ma soltanto per ora. I conti, infatti, si faranno in autunno, quando la rinnovata Commissione europea potrebbe imporre un nuovo piano di lacrime e sangue al Belpaese.

Stangata in vista - Una nuova manovra, dunque, che secondo il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, non ci sarà: lo ha spiegato in una nota ufficiale, sottolineando che il governo è sicuro delle stime di crescita e giudica invece quelle di Bruxelles troppo basse. Già, perché tutto, o quasi, ruota attorno al Pil: per il governo italiano quest'anno crescerà dello 0,8% e dell'1,3% nel 2015. Stime che non vengono condivise dalle istituzioni continentali: per Bruxelles, nel 2014, al massimo la crescita sarà dello 0,6 per cento. Per rispettare gli obiettivi di risanamento imposti dall'Europa, il governo Renzi scommette anche su altre condizioni: taglio della spesa pubblica, privatizzazioni, spread e tassi d'interesse sotto controllo. Una lunga serie di "se", una fiducia eccessiva nei "mitici 80 euro" (che dovrebbero spingere il Pil). Degli azzardi, insomma, che potremmo pagare cari: se non arriveranno i risultati attesi - in autunno - l'Italia finirebbe nuovamente in zona infrazione, e a quel punto la procedura - che fuori dal burocratese significa "manovra" - sarebbe inevitabile.

Stime ballerine - Gli ultimi dati sul Pil, per inciso, non autorizzano alcun ottimismo. Nel primo trimestre 2014 è calato dello 0,1% (era prevista una lieve crescita), mentre per il secondo trimestre l'Istat stima una ripresa tra lo 0,1 e lo 0,4 per cento. Ammesso e non concesso che la stima Istat sia centrata (i precedenti non fanno ben sperare) è comunque difficile ipotizzare che nel 2014 la crescita complessiva del Pil raggiunga lo 0,8%: servirebbe una netta accelerazione nella seconda parte dell'anno, un'accelerazione che gli 80 euro non possono innescare. Anche in questo caso, in puro stile-Renzi, è lunga la lista dei "se": il governo, infatti, confida negli effetti della prima parte della riforma del lavoro (decreto Poletti), nell'edilizia scolastica, nel pagamento dei debiti, nelle nuove misure su giustizia, pubblica amministrazione e Fisco. Nella maggior parte dei casi, tutte riforme ancora da scrivere e incardinare.

La scommessa - Renzi e Padoan, dunque, scommettono sul futuro dell'Italia. Una scommessa azzardata, in un contesto di continua crescita del debito pubblico: per finanziare l'azzardo il debito nel 2014 salirà al 134,9% del Pil rispetto al 132,6% dell'anno precedente. Per il ministro le stime di Bruxelles sono troppo basse perché "non tengono conto di alcune voci relative alle minori spese pianificate ma non ancora specificate nel dettaglio e ai maggiori introiti, come quelli attesi dalle privatizzazioni". Un altro "se", dunque, a corollario di un piano che dovrebbe servire ad evitare una nuova manovra ma che, ad oggi, pare avere contorni molto poco definiti. Una situazione simile a quella in cui versano i "mitici 80 euro", dei quali lo stesso Padoan s'è fatto garante per il 2015. Anche per gli 80 euro c'è un piano: per il finanziamento si punta in primis sulla spending review. Se gli obiettivi del piano non venissero raggiunti, spiegò Padoan, potrebbero scattare delle "clausole di salvaguardia". Altre tasse, insomma. Proprio come, al tempo del governo dei "se", potrebbe arrivare un'altra manovra...

di Andrea Tempestini
@anTempestini

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Commenti all'articolo

  • asfodelo13

    03 Giugno 2014 - 19:07

    Ormai in questi ultimi tre anni non si e' fatto altro che stangare e mettere nuove tasse per rimanere nell'area euro e continuera' di questo passo anche negli anni a venire se non cambia veramente il sistema e si faranno i tagli dove veramente devono essere fatti.(ma non avverra' mai) Paghero' di TASI il 500%(avete letto bene 500 %)in piu' di quanto pagavo di IMU poiché il comune in cui risiedo ha

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  • Imbriani

    03 Giugno 2014 - 17:05

    Liraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa, dove sei ??

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  • Tobyyy

    03 Giugno 2014 - 15:03

    Toby - Perché dovremmo pagare noi le eventuali inefficienze di una sinistra incapace e corrotta ? Chi ha vinto paga e lo faccia coi suoi soldi.....!

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  • Tobyyy

    03 Giugno 2014 - 15:03

    Toby - Al mio paese si dice che i debiti chi li fa li paga....e se Renzi andrà fuori bilancio, i suoi debiti, li pagheranno chi lo ha votato...! Visto e considerato che i comunisti si sono sfiatati di addossare su Berlusconi la rovina del Paese, scordandosi che fu il compagno Prodi a sbatterci nell'euro, oltre ad aver malgovernato per 11 anni su 20, ci mostri ora il compagno quel che sa fare...!

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