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Il giallo

Dc, muore la signora Iole: trasferito l'archivio segreto

Dc, muore la signora Iole: trasferito l'archivio segreto

Migliaia di faldoni, documenti, appunti, che coprono un arco di tempo che va dal 1946 al 1993. È l’archivio riservato della Democrazia cristiana, messo in salvo in fretta e furia, grazie a un furgoncino rimediato per l’occasione, da Rocco Buttiglione e Gianfranco Rotondi al momento dello scioglimento della Dc e dell’addio alla storica sede di piazza del Gesù.

Le carte furono allora consegnate a un privato cittadino, la signora Iole, che ha tenuto sotto chiave per vent’anni quel patrimonio. Fino a ieri, quando è morta all’età di novant’anni. E ora dove finiranno quelle tonnellate di carte, che non sono mai state ordinate e catalogate per mancanza di fondi? «Chiederò appuntamento all’amico Roberto Mazzotta, presidente dell’Istituto Sturzo a Roma, penso che sia giusto consegnare tutto alla Fondazione», ha annunciato Rotondi. «Sarei felice se tutti gli eredi decidessero di consegnare alla Fondazione anche lo storico scudo crociato sottraendolo alla contesa elettorale», ha aggiunto.

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Commenti all'articolo

  • capitanuncino

    04 Giugno 2014 - 08:08

    Ho l'impressione che l'archivio ha fatto la fine del Baule Verde del P.C.I....Si è perso durante il trasloco.

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  • zydeco

    03 Giugno 2014 - 20:08

    Per Zuma. Mi hai tolto le parole di bocca. Sono d'accordissimo sul tuo commento. Non ho mai amato la DC, ho apprezzato i socialisti e ho sempre odiato i comunisti. Ma l' Italia del miracolo economico era una cosa seria. Oggi sono dei pagliacci, forse perché non ci sono piu' quegli italiani li'. Viva l' Italia com'era, non com'è.

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  • zuma56

    03 Giugno 2014 - 18:06

    Carte segrete o meno, si stava decisamente meglio quando c'era la DC.. Meno disoccupazione, meno disperazione, più occasioni, più speranza. Col passaggio dalla prima alla seconda repubblica siamo trasmigrati da politici competenti che rubavano soprattutto per i partiti a incapaci incompetenti che rubano solo per loro. Mai ci fù tanta desolazione come ora.

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