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Lo scacchiere azzurro

Forza Italia, incontro Verdini-Fitto: restano le diffidenze

Denis Verdini

In una Forza Italia più polarizzata che mai, dove dopo la brusca frenata alle elezioni Europee impazza la discussione su leadership e primarie, si cerca di trovare la quadra. O una tregua. Le due principali "fazioni" sono quella impersonata da Raffaele Fitto, che tenta la sua scalata al partito chiedendo le consultazioni per scegliere una nuova guida, e Silvio Berlusconi, preoccupato ed amareggiato per aver visto affrancarsi da lui elementi di spicco come Mara Carfagna. Ora, si cerca una mediazione. Così allo stesso tavolo si sono seduti proprio Fitto e Denis Verdini, esponente di punta degli azzurri e uomo storicamente vicinissimo al Cavaliere, da cui dopo il vertice di ieri a palazzo Grazioli ha ricevuto il mandato di provare una negoziazione con l'ex governatore della Puglia. L'obiettivo è evitare che la riunione del comitato di presidenza, previsto dopo i ballottaggi, si trasformi in una battaglia.

I nodi - Secondo quanto si è appreso l'incontro è stato interlocutorio, piuttosto teso, e avrebbe segnato un sostanziale stallo: restano i nodi, restano le diffidenze, restano le distanze tra le due posizioni e le due fazioni. Fitto continua a insistere su un nuovo metodo di selezione della classe dirigente, mentre Verdini sposta la linea di Berlusconi, ossia quella di procedere con i congressi e il cosiddetto "scouting", ossia l'individuazione di volti totalmente nuovi con cui lanciare la sfida alla sinistra di Matteo Renzi. In prima fila nella ricerca di nuovi talenti c'è Alessandro Cattaneo, il "formattatore" sindaco di Pavia, le cui quotazioni nel partito crescono giorno dopo giorno. Niente primarie, dunque. Almeno per ora. Per il Cav, oggi come oggi, servirebbero a poco e nulla: semmai se ne potrebbe parlare quando si avvicineranno le elezioni politiche e quando per forza di cose si dovrà parlare di alleanze.

Lo scenario - Dunque, da Berlusconi arriva un'apertura ad eventuali e futuribili primarie di coalizione, mentre resta il secco "no" a una consultazione interna al partito, bollata come controproducente. Fitto, però, non arretra: vuole primarie a tutti i livelli, dai dirigenti locali e fino ad arrivare a un ipotetico candidato premier. Il vertice con Verdini non è quindi servito a riavvicinare le due fazioni. Fitto, comunque, ha ribadito di non voler andare allo scontro totale e di voler cercare una soluzione consensuale e serene. Ma l'ex governatore, ha ripetuto, non è disposto a cambiare la sua idea sulla necessità di procedere a un cambiamento radicale del partito. Lo scontro totale, dunque, resta sinistramente sullo sfondo.

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Commenti all'articolo

  • wilegio

    wilegio

    05 Giugno 2014 - 11:11

    Facciano un po' quello che vogliono all'interno di F.I., tanto non li voterò mai più. spero invece nelle primarie di coalizione, per incoronare chi effettivamente merita di più "oggi" e non solo per il suo glorioso passato, che non tornerà mai più.

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  • tingen

    05 Giugno 2014 - 11:11

    Assurdo che un signore che ha fatto il sindaco a Pavia, improvvisamente si metta a selezionare la classe politica di Forza Italia da Biella a Palermo, saremmo veramente al ridicolo per il centrodestra.

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  • Pinkalikoi

    05 Giugno 2014 - 08:08

    Con una scoperta alla settimana di pubbliche amministrazioni che si trasformano in associazione a delinquere, è lecito concludere che l'Italia sia retta da una cleptocrazia anziché da una democrazia. Ovvio allora che una buona parte del potere politico sia insofferente alla magistratura e proponga di sottoporre la magistratura requirente all'autorità politica, cioè dei ladri.

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  • geompiniliberoi

    05 Giugno 2014 - 07:07

    intanto che litigate, pinocchio non aiuta le famiglie ,voi non ne approfittae facendo opposizione dura sull argomento , bravi e intelligenti. non avete alcun contatto anche mentale, con i problemi della gente , basta sentire le cazzate di Micciche , ma insomma uno decente non esiste...solo arroganti

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