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Le tre pitbull

Pd, Renzi si affida a Serracchiani, Moretti e Bonafè per ripulire il partito

Pd, Renzi si affida a Serracchiani, Moretti e Bonafè per ripulire il partito

Tre tricoteuses tutte insieme, apparentemente intente a sferruzzare sui tre giornaloni amici, ma pur sempre assetate di sangue dietro l’arietta da brave ragazze, mandate da Matteo a sferrare colpi che Marco Travaglio in confronto sembra un mite garantista, mandate da Matteo a parare il colpo pesante contro il nuovo che avanza, sono una visione degna. Complimenti alle Serracchiani, Moretti e Bonafè, in ordine sparso scatenate a chiedere pene sempre più esemplari, e discontinuità tutta da dimostrare negli affari, e nuova etica che in soldoni diventa un sonoro «chi se ne frega anche del primo grado di giudizio», su Corriere, Stampa e Repubblica; sono tre killer di prima classe, non fosse che nell’ansia di pulizia, anzi di terrore, dimenticano un po’ troppe cose, compreso il fatto che essere così disponibile a comando non è mai bello per una signora.

C’era una volta Tangentopoli e loro, si chiamavano Pds, mi pare, appena cambiato nome del Pci, anche allora non c’entravano niente, e l’accordo sembrava funzionare così bene che mentre gli altri partiti finivano sotto lo schiacciasassi delle procure, loro intoccati si organizzavano in gioiosa macchina da guerra. Oggi il metodo non è che sia cambiato anche se è palesemente cambiata la realtà dei fatti, da Greganti a Penati, sempre la stessa è la reazione, è quel noi siamo un partito pulito, al massimo c’è qualche mela marcia e comunque non è mica iscritto, un po’ come il sindaco di Venezia, Orsoni, del quale pure campeggiano fotografie con il braccio alzato in segno di vittoria e il simbolone del pd alle spalle, assieme a Pierluigi Bersani. Ma è proprio quel tipo di immagine a scatenare le renziane fervide di prima linea. È roba del passato, spiegano, il nostro è il nuovo Pd, e così sperano di ottenere il multiplo e audace risultato di chiamarsi fuori dalla gestione di un partito nel quale invece da tempo sono dirigenti, di assestare un calcio finale alla cosiddetta vecchia guardia che nella struttura è ancora forte, di atteggiarsi a giustizialiste forcaiole così si attirano un altro po’ di voti grillini, infine di ottenere elezioni in Veneto e soffiarlo al centro destra. Triplo salto mortale con avvitamento, ma le ragazze di Renzi sono pronte a tutto, un po’ perché, se esitano, il boss ci mette un secondo a emarginarle, un po’ perché quel che resta del centro destra che di governo fu è assente - quasi completamente e molto pericolosamente - dal dibattito politico, figurarsi se pensa a difendersi dalla storiaccia di mazzette del Mose,a ricordare che se Galan è già il mostro per i giornali e tv non può, come d’incanto ed in sol colpo, far dimenticare tutti gli altri indagati quali: il sindaco di Venezia Orsoni, il consigliere regionale Pd Giampiero Marchese, il consigliere regionale del Pd Lucio Tiozzo. Ma no, quella dell’inchiesta Mose, argomenta Laura Puppato, «è la vecchia guardia, noi con Renzi stiamo voltando pagina da tutto questo». Dico, la Puppato, un’altra che a Renzi gli faceva la guerra nel nome dei lavoratori e della falce e martello, e oggi dice "noi", oggi fa la tricoteuse, sia pur di terza fila.

Mi tolgo subito il dente del sospetto sul Veneto. Achille Variati, sindaco renziano della città di Vicenza, e subito dopo in una nota congiunta, l’interno gruppo regionale del Pd in consiglio: «Chiediamo che il presidente della giunta Zaia tragga le necessarie conseguenze politiche dai fatti di oggi, facendosi da parte per dare spazio a una nuova stagione per il Veneto». E democratici come Giorgio Orsoni, sindaco di Venezia, o Giampietro Marchese, consigliere regionale? Chi se ne frega, guai ai vinti. Per Palazzo Chigi conta che due delle Regioni più produttive d’Italia siano guidate da un partito politico che, a Roma, non nutre più particolari interessi e non fa accordi, e contino di un mondo produttivo più propenso alla protesta che alla politica centralista di Matteo Renzi. Il governatore Zaia deve certamente rispondere per la sua squadra di governo, ma fretta e forzatura nelle dichiarazioni di chi ne chiede la testa sono la conferma delle voci che circolavano da mesi.

I nuovi politici che, cavalcando l’indignazione, chiedono di bloccare tutto, e minacciano nuove leggi, nuove commissioni, pene durissime, ingannano in modo vecchio i cittadini. Alle tricoteuses di prima fila Bonafè e compagne, quelle che «non è solo una questione anagrafica. Siamo un gruppo di dirigenti nuovi, convinti che ci sia un modo diverso di fare politica», quelle che «abbiamo un mandato molto chiaro, siamo stati eletti anche per cambiare volto a questa politica», quelle che «sulla legalità il nostro nuovo Pd non fa sconti a nessuno», quelle che adesso arriva il commissario e «una riforma globale della giustizia, il ddl anticorruzione, e la normativa sugli appalti», ha risposto il magistrato a capo dell’inchiesta, uno specchiato, indipendente, riservato come Carlo Nordio: «In Italia la corruzione continua perché le leggi sono troppo complesse e farraginose. A nulla serve aumentare le pene e inventarsi nuovi reati». A nulla, tantomeno a farle le famose opere pubbliche che solo da noi sono marce prima di essere inaugurate.

di Maria Giovanna Maglie

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Commenti all'articolo

  • guifra35

    03 Agosto 2014 - 17:05

    Le donne vanno bene ma in un contesto dove gli uomini politici capaci ed onesti trovino i loro spazi. Affidare la politica in mano a solo donne, per giunta giovani e non sufficientemente esperte, si corre il rischio di peggiorare l'attuale situazione creata da una classe politica, composta prevalentemente da uomini corrotti, incapaci e disonesti.

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  • Piccolapatria

    12 Giugno 2014 - 12:12

    Avanza esaltata la brigata donnesca e non fa neppure "ridere" perchè c'è solo da piangere. Serracchiani è governatora del Friuli Venezia Giulia ma sembra essere dedita a fare altro pur essendo stipendiata dai macacotti di lassù . Moretti, bellina belloccia, è diventata "renziana" anima e corpo dopo essere salita sullo scalino alto di Bersani e aver sputacchiato il ragazzotto per mesi. ecc...

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  • giacomolovecch1

    09 Giugno 2014 - 14:02

    All'appello manca la Picierno........che sprizza senno da tutti i pori.

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    • allianz

      06 Febbraio 2015 - 04:04

      Quella l'hanno mandata a gestire la "Nuova cassa del Mezzogiorno".

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  • gregio52

    09 Giugno 2014 - 09:09

    Per pulire il PD non bastano queste donne in quanto il marcio ormai trasuda da tutte le parti. In ogni caso il primo passo ? Mandare questo governo a casa e far votare gli Italiani. Non interpretare come sempre a proprio piacere il voto dandogli quei valori che non c'entrano. Il PD ha vinto alle EU ( con il 43% di astenuti), bene ma non vuol dire legittimare Renzi.

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