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Le condizioni

Matteo Salvini: "O Forza Italia ci segue, o addio centrodestra"

Matteo Salvini

Matteo Salvini non ha dubbi: il centrodestra deve ripensare sé stesso e la propria offerta politica. Pena la scomparsa. «Il dato devastante dei ballottaggi è la bassissima affluenza al voto», spiega a Libero il segretario federale della Lega Nord, «soprattutto per il centrodestra fare un’elezione con 40 gradi all’ombra è demenziale. Bisogna ripensare la legge elettorale: ci sono alcuni comuni in cui ha votato meno del 40% degli elettori. Stiamo parlando di sindaci di nessuno… Detto questo il comune più importante in cui si votava era Padova e siamo strafelici di averlo strappato alla sinistra anche perché si tratta di una città simbolo. La era per loro, la sarà per noi. Certo il bilancio per il centrodestra non è positivo».

Parliamone…
«Inutile nasconderlo: il centrodestra è in evidente difficoltà. Sono arrivate delle sconfitte francamente inaspettate…».

Quali in particolare?
«Pavia e Bergamo. La prima soprattutto. Cattaneo era in vantaggio di dieci punti al primop turno. È stato il sindaco più amato d’Italia».

Fra gli amministratori locali di centrodestra alcuni fra i non eletti lamentano l’effetto Forza Italia: col partito di Berlusconi puoi soltanto perdere. Lei cosa pensa?
«Penso che in questo momento di confusione un centrodestra che non è né carne né pesce è perdente. E sarà così anche in futuro se non cambia. Oggi (ieri per chi legge, ndr) ho lanciato il congresso che si terrà il 20 luglio. So bene che è una cosa un po' da matti perché di solito per quella data la politica è in vacanza. Ma noi vogliamo utilizzare questo mese e mezzo per riempire il centrodestra di contenuti».

Quali?
«Una tassazione minima uguale per tutti, il lavoro, la famiglia, la burocrazia. Tutti temi su cui negli ultimi anni il centrodestra ha fatto da spalla alla sinistra. Penso ai governi Monti, Letta e Renzi. Queste scelte le paghi anche a livello territoriale, perché la gente, i tuoi elettori, poi non vanno a votare».

Sta dicendo che l’area dei moderati deve darsi una proposta politica nuova, di rottura rispetto al passato recente?
«Manca una proposta chiara, efficace. L’ultimo sondaggio Swg non lascia dubbi. Gli elettori rimproverano a questo schieramento proprio di non essersi rinnovato nei programmi ma neppure nelle persone. Pensi, il segretario della Lega Nord é ritenuto il leader più affidabile del centrodestra. Qualcosa non va…».

In che senso?
«Se ci ritengono i più affidabili vuol dire che la linea della Lega è quella giusta. Ma noi siamo molto connotati territorialmente e come programma. Il sondaggio mette a nudo il vuoto politico esistente in quest’area. Un vuoto che noi proveremo a riempire».

In che modo?
«Al congresso del 20 luglio arriveremo dopo aver tenuto le assemblee nelle cinquanta province del Nord. Parleremo di tasse, immigrazione, lavoro, burocrazia con programmi alternativi a quelli di Renzi. Mentre in questi anni il centrodestra è spesso stato subalterno. Pensi che l’Ncd di Alfano sta governando assieme al Partito democratico. Serve un programma chiaro, alternativo a quello della sinistra che è a base di tasse. E ci presenteremo al congresso con una alternativa di programma, insomma».

Quanto può aver inciso nella disfatta elettorale la scelta di Forza Italia di rimanere nel Partito popolare europeo della Merkel?
«Temo parecchio. Sono convinto che in fondo anche lo stesso Berlusconi sappia che la moneta unica, ma soprattutto il pensiero unico imposto dalla Germania a tutti i paesi europei siano sbagliati. Noi dobbiamo batterci per le diversità. L’unicità è un tema della sinistra: tutti uguali, tutti a pensare le stesse cose. Il centrodestra dovrebbe difendere le diversità, in agricoltura, nel turismo, nelle economie. Moneta unica e pensiero unico fanno rima con Merkel. Forza Italia è alleata con la cancelliera. I tedeschi sono stati geniali nel saper imporre a tutta Europa una moneta e un sistema econonico che fa comodo soltanto a loro. Se li sostieni poi gli elettori ne tengono conto».

Se pensate di svolgere un ruolo propulsivo per l’intera area dell’elettorato moderato, siete interessati alle primarie di coalizione?
«No. Non ci interessano in alcun modo».

Ma allora a cosa pensa? Una nuova casa dei moderati?
«L’importante è non farsi tentare dalla nostalgia e pensare alle vecchie alchimie: Lega più Forza Italia, più Udc, più Fratelli d’Italia...Non è l’aritmetica elettorale ciò di cui abbiamo bisogno. Serve un progetto nuovo e persone nuove. Alla Lega ci sono entrambi. Spero che Forza Italia sappia fare altrettanto. Alternative non ce ne sono» .

intervista di Attilio Barbieri

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Commenti all'articolo

  • antonimo

    18 Settembre 2014 - 13:01

    Bisogna uscire dall'euro prima che crolli. La Germania, sicura che a breve l'euro crollerà da solo, si è già attrezzata con la Merkel ha già deciso di dimissionare Draghi dalla Bce e sostituirlo con un tedesco che possa gestire la fine dell'euro senza danni per le Germania.

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  • ilsennodipoi

    06 Luglio 2014 - 21:09

    SALVINI ha ragione, l'economia italiana non migliorerà finchè non usciamo dall'euro!

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  • Devogu

    10 Giugno 2014 - 19:07

    Sccc! Taci, la cagnetta abbracciata al suo maschio dorme e riposa sopratutto dopo che un'équipe di specialisti si sta occupando di una cimice che la sta disturbando e al momento non può dare alcun abbaio di sapiente suggerimento politico a parte le invettive contro il grillo e le sleppate di lingua al super arci galattico compagno renzuccio.

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  • miraldo

    10 Giugno 2014 - 19:07

    Salvini unica persona che può guidare il centro destra.

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