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Forza Italia e i guai del Pd: "Ora costretti a trattare con noi"

Forza Italia e i guai del Pd: "Ora costretti a trattare con noi"

Ringalluzzito dalla bufera scoppiata in casa dem al Senato, Silvio Berlusconi è pronto a ripartire all’attacco: sul territorio, in Parlamento e in Europa. Si è presentato tutto pimpante ieri con Dudù alla riunione con i coordinatori regionali spronandoli a rimettere in piedi Fi precipitata al minimo storico alle Amministrative: «Non è andata proprio benissimo, ma non siamo ancora morti. Siete una gran bella squadra e vinceremo noi al prossimo giro».
«L’incontro è stato utile per delineare la strategia di rilancio del partito», spiega Mariastella Gelmini, coordinatrice della Lombardia, che elenca i temi trattati: sicurezza, fisco, immigrazione, lavoro. «In campagna elettorale non abbiamo avuto una killer application, ammette la Gelmini, «sono mancati i chiodi. La riunione è servita anche da rilancio organizzativo di Fi, Berlusconi sta cercando una sintesi tra le diverse realtà del partito - tesseramenti, club, amministratori locali - per trovarci pronti ad affrontare le prossime sfide». La prima partita saranno le Regionali 2015. Ma la Calabria gioca in anticipo, a novembre. «Sarà il nostro primo test, ragazzi», li ha incitati Berlusconi, «vediamo che campagna elettorale siamo in grado di tirare fuori». La prima a sentirsi interpellata nella chiamata alle armi del Cav è la coordinatrice regionale Jole Santelli. «La Calabria è il successo di un “laboratorio politico”, fondato sull’introduzione di energie fresche, come a Rende dove è stato ottenuto un successo storico». Ma anche Catia Polidori, coordinatrice dell’Umbra, regista di un’altra vittoria storica: quella di Andrea Romizi a Perugia: «Ognuno di noi ha portato a casa dei risultati», sottolinea la Polidori, «facciamone tesoro in vista delle Regionali».


Di questo si è parlato ieri al pranzo dei coordinatori regionali con Berlusconi a palazzo Grazioli col solito menù tricolore a base di pasta pomodoro, mozzarella e basilico, e melanzane alla parmigiana. Si è partiti dall’analisi spietata del voto del 25 maggio, per passare al chiodo fisso del Cav: «I club devono diventare il cuore di Fi, serve nuova linfa, perciò la prossima volta che ci vediamo voglio da voi delle proposte». Con questi compiti a casa, il Cav ha congedato i coordinatori dando loro appuntamento a giovedì prossimo.


Sempre la prossima settimana il leader di Fi vedrà Matteo Renzi per fare il tagliando al “patto del Nazareno”, del quale Berlusconi pretenderà di riscrivere il capitolo sulle riforme. Così si prefigura il tète-à-tète, a sentire le trombe di guerra del Mattinale, la nota politica del gruppo di Fi alla Camera, che reclama un’agenda alternativa a quella del governo. «Renzi sta portando avanti con violenza una specie di riforma del Senato che abbiamo già definito scritta coi piedi, e ora la sta imponendo sempre coi piedi, a calci nel sedere ai suoi alleati e compagni di partito», attacca con riferimento ai 14 senatori dissidenti del Pd che si sono autosospesi dal gruppo dopo la sostituzione dei colleghi Chiti e Mineo in commissione Affari costituzionali. La fronda dem insorta a Palazzo Madama è benzina per il Cav: «Sono indeboliti, soprattutto per il modo plateale con cui hanno sfidato Renzi», gongola il vicepresidente azzurro del Senato, Maurizio Gasparri, «ora devono per forza negoziare con noi». La rivolta dei senatori civatiani ha riacceso il sorriso sulla bocca di Berlusconi, soprattutto perché i pasdaran che si preparano a lasciare il gruppo spezzano l’asse tra Pd e Lega (che conta 16 senatori), disinnescando il piano ordito da Roberto Calderoli e da Anna Fiocchiaro proprio per neutralizzare Fi.


Oggi il Cav ha mobilitato tutto il suo stato maggiore alla manifestazione che si terrà a Napoli, alla Mostra D’Oltremare, dove Toti chiuderà i lavori. Berlusconi sarà confinato a Cesano Boscone, per la sua sesta giornata di volontariato, perciò interverrà solo telefonicamente alla kermesse. Ancora incerta la presenza di Francesca Pascale, mentre Fitto ha confermato che lui non ci sarà. Il Cav riparte alla carica anche sul fronte comunitario, ingaggiando un pool di legali internazionali per la sua difesa davanti alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo dove sono pendenti due ricorsi.

Barbara Romano

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Commenti all'articolo

  • maxgarbo

    13 Giugno 2014 - 10:10

    silvio, più che costretti siete d'accordo. d'altronde o le riforme si fanno o andate tutti a casa.

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  • alfa553

    13 Giugno 2014 - 10:10

    Alla fine sempre e solo i cavoli suoi, vota con renzi, vuole vincere su fitto e procura traditori alla sinistra, quello non capisce più niente.

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  • imahfu

    13 Giugno 2014 - 10:10

    Da un cadavere ambulante sotto il profilo politico, cosa vi. aspettate ?

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  • imahfu

    13 Giugno 2014 - 10:10

    Francesca Pascale for President

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