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Grillo ai margini

Senato, intesa tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi: ecco i punti dell'accordo

Senato, intesa tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi: ecco i punti dell'accordo

Il tentativo di Beppe Grillo di irrompere al tavolo delle riforme ha finito per rinsaldare l'asse tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Un asse limitato, circoscritto alla riforma elettorale e a quella del Senato, accordi permettendo. Accordi che però, ora, sembrano più vicini. Dopo una lunga giornata di trattative le posizioni si sono avvicinate. Forza Italia - con Paolo Romani e Denis Verdini in prima linea nelle trattative con Maria Elena Boschi - è riuscita a limare il testo e a renderlo più digeribile.

Le funzioni - Nello specifico il nuovo Senato della Repubblica recupera molte delle funzioni che Renzi avrebbe voluto eliminare, eccetto quella di poter dare o togliere la fiducia al governo. Addio al bicameralismo, insomma, ma senza rendere Palazzo Madama una sorta di "dopo lavoro", come diceva Berlusconi. La nuova aula avrà competenze sulla legislazione regionale e su quella europea, inoltre co-eleggerà il presidente della Repubblica, il Csm e i giudici costituzionali. Ma soprattutto il futuribile Senato recupera voce sulle leggi elettorali e quelle costituzionali.

La composizione - Poiché mutano le funzioni, muta anche la composizione. Il premier ha dovuto rinunciare all'idea di un Senato dei sindaci: pochi i primi cittadini, che saranno invece circondati da una stragrande maggioranza di consiglieri regionali-senatori. Nel dettaglio il premier avrebbe voluto un terzo di sindaci e due terzi di consiglieri regionali, ma Forza Italia ha avuto la meglio nella trattativa strappando un sindaco per ogni regione. Alla fine, dunque, le quote sono più vicine a un quarto di sindaci e tre quarti di rappresentanti regionali, una miscela che tranquillizza il centrodestra, timoroso di un'eccessiva rappresentanza del Pd nella Camera alta.

Gli altri punti - Tra Forza Italia e il Pd in ballo, però, non c'è soltanto il Senato. Si continua a trattare anche sulla riforma elettorale, dove la prima opzione resta l'Italicum di Silvio e Matteo, con il Democratellum dei grillini destinato a restare soltanto un'ipotesi. E ancora, sullo sfondo, Berlusconi fa spuntare l'idea del presidenzialismo, per il quale ha proposto un referendum. L'elezione diretta del Capo dello Stato, però, per il Cav non è una condizione assoluta per portare a compimento le riforme, ma piuttosto uno spunto per riunire i moderati e il centrodestra. Anche perché, a sinistra, la misura viene osteggiata.

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Commenti all'articolo

  • fossog

    19 Giugno 2014 - 17:05

    Non pensino berlusconi e renzi di poter tenere fuori i 5 stelle. La proposta al Pd di discutere sulla legge elettorale è d'obbligo Ora che la legge a 5 stelle è pronta, altrimenti non avrebbe avuto senso costruirla. Ma Renzi, col suo MOMENTANEO 42%, non risuscirà a diminuire lo spreco statale, non troverà PURTROPPO le risorse per investimenti e riforme, ed allora ci rivolgeremo ai 5 stelle.

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  • antonioguido58

    19 Giugno 2014 - 16:04

    Riforme si ma non con la macete. Sulle Province pensate che Renzi e stato Presidente della Provincia DI Firenze e parlava bene sulle Province , ora le vuole abolire ma parla con due bocche questo signore Le Province stanno in tutto il territorio e lavorano il DDL di Delrio e solo in casino enorme lui e stato Sindaco e non capisce un tubo Sulle Regioni il Governo e cieco sia di cs che cd

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  • rossodisera

    19 Giugno 2014 - 14:02

    Verdini incontra Ranzi e gli dice, "Mi manda Silvio per gli ultimi accordi sulle riforme" (intanto ritira i moduli per iscriversi al PD) si sa quando la nave affonda i sorci come lui si adeguano, e Renzi, con una espressione interdetta in viso risponde "Silviooooo chiiiiii?" AhHAAHHAHHAAHHHAHAH HAHA AHAH

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  • agostino.vaccara

    19 Giugno 2014 - 13:01

    Egregio alk......, perchè non ha l'intelligenza di trovarsi un nickname decente? le vorrei, comunque, ricordare che è compito del governo in carica trovare soluzioni per l'economia non di FI! In ogni caso tutto ciò che si farà per le riforme avrà un esito positivo non solo sulla governabilità del paese ma anche sulla sua economia. Non mi sembra troppo difficile da capire!!!

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