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Il voto in Commissione Affari istituzionali

Riforme: sì al nuovo Senato

A Palazzo madama ci saranno anche 5 senatori di nomina presidenziale

Riforme: sì al nuovo Senato

Le riforme hanno iniziato oggi il loro percorso parlamentare, con l'esame da parte della commissione Affari costituzionali degli emendamenti al provvedimento approntato dal governo. E tra i via libera c'è stato quello sull’emendamento dei relatori che sostituisce l’articolo 55 della Costituzione sulle funzioni delle Camere.

Il Parlamento si compone, recita il testo, della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (quindi non "Senato delle autonomie"). Ciascun membro della Camera dei Deputati rappresenta la Nazione. Solo la Camera dei Deputati è titolare del rapporto di fiducia con il governo ed esercita la funzione di indirizzo politico, la funzione legislativa e quella di  controllo dell’operato del Governo. Il Senato della Repubblica rappresenta le istituzioni territoriali. Concorre nei casi e secondo modalità stabilite dalla Costituzione, alla funzione legislativa ed esercita la funzione di raccordo fra lo Stato, l’Europa e gli altri enti costitutivi della Repubblica. Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all’attuazione degli atti normativi dell’Unione europea. Valuta l’attività delle pubbliche amministrazioni, verifica l’attuazione delle leggi dello Stato, controlla e valuta le politiche pubbliche, concorre a esprimere pareri sulle nomine di competenza del governo per quello che è previsto dalla legge. Il parlamento, recita ancora il testo, si riunisce in seduta comune dei membri delle due Camere nei soli casi stabiliti dalla Costituzione.

La commissione ha anche approvato la designazione di 5 senatori da parte del capo dello Stato. Dureranno in carica 7 anni. "All’articolo 59 della Costituzione il secondo comma è sostituito dal seguente: il presidente della Repubblica può nominare senatori cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario. Tali senatori durano in carica 7 anni e non possono essere nuovamente
nominati", recita il testo nel quale si prevede che i senatori "di cui all’articolo 59 non possono eccedere in ogni caso il numero complessivo di 5, tenuto conto dei senatori di diritto e a vita e della permanenza in carica dei senatori a vita già nominati alla data di entrata in vigore della presente legge
costituzionale".

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Commenti all'articolo

  • rinaldiangelo

    09 Agosto 2014 - 14:02

    AL GOVERNO E ALLE PARTI POLITICHE Forse dovevate lasciare prima la parola al popolo, considerato che si tratta della riforma del senato del popolo italiano. Ma a cosa servirebbero poi solo 100 senatori inelettivi, di super-casta in magna pompa, per un solo settennato, cinque tra i gran colti? Non era forse possibille dare davvero un significato più concreto alla politica e credibilità alle

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  • bingo bongo

    02 Luglio 2014 - 09:09

    Il Senato no,anzi si;Il senato delle autonomie con senatori nominati dal brontosauro Napolitano presidente della repubblica,ovvero il rappresentante della centralità dello stato; e così via in un valzer viennese dove tutti girano e tutti tornano al punto d'inizio, cambiando in peggio. Una sola camera e senza senatori a vita,Napolitano portatel,impagliato,nel museo della preistoria.

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  • pasquino del3mi

    02 Luglio 2014 - 07:07

    STRAMALEDETTI;il popoplo si muore di fame, e questi si ingrassano, spero che vi vadano di traverso, chi vi ha votato, con quale diritto, spendete il soldi del popolo

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  • raf1943

    01 Luglio 2014 - 17:05

    Il Presidente della Repubblica già ha nominato cinque senatori a vita!Poi ci sono gli ex Presidenti della Repubblica già senatori a vita(tra non molto anche Napolitano!).Il Presidente della Repubblica potrà nominarne altri cinque,sia pure per sette anni!Non sono troppi questi stipendi per un Paese economicamente alla deriva?Sono queste le novità di Renzi e della Boschi?!

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