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Il retroscena su Renzi e il ministro Orlando

Il retroscena su Renzi e il ministro Orlando

La prima riunione è stata ieri mattina alla presidenza del Consiglio. Al termine il ministro della Giustizia è sgaiattolato dal retro di Palazzo Chigi seminando i cronisti desiderosi di particolari sulla riforma della giustizia, riparandosi a Montecitorio. All’ora di pranzo però ne è uscito, trovandosi di fronte il cronista di Libero. Orlando spiega subito che un testo di riforma non ci sarà: «Approviamo le linee guida e poi fra un mese dopo tutta la discussione i testi». Scelta voluta dallo stesso presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e su cui le opinioni non erano propriamente convergenti. «Fosse stato per me», ha spiegato Orlando, «almeno qualche testo lo avrei varato subito oggi». Ma almeno il testo delle linee guida sarà disponibile? «Quando l’avranno approvato i pm», dice di istinto Orlando, che poi sorride correggendosi: «Che lapsus freudiano! Quando l’avranno approvato i ministri questa sera in consiglio...». E se lo stesso Orlando chiama «lapsus freudiano» quella approvazione dei «pm», abbiamo capito benissimo quale riforma della giustizia ci attende. La stessa di sempre...

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Commenti all'articolo

  • Garrotato

    02 Luglio 2014 - 16:04

    Di una cosa possiamo essere assolutamente certi: la riforma della giustizia si limiterà a qualche provvedimento cosmetico di pochissimo conto, lasciando le cose come stanno o peggiorandole. Renzi non brilla certo per coraggio, ha lingua sciolta ma tutto finisce lì. Accetto scommesse.

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  • madas

    02 Luglio 2014 - 07:07

    Parlare di riforma della giustizia è come innescare una bomba ad orologeria. I giudici non rinunceranno mai allo status quo. Azzardo (mica tanto) una previsione: se Renzi metterà mano sulla riforma della giustizia, sarà incriminato e dovrà dimettersi. Ma i magistrati sanno che il buon Presidente del Consiglio è un clamoroso bluff e continuerà a fare ciò che ha fatto finora. Cioè nulla.

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  • arwen

    01 Luglio 2014 - 09:09

    Un governo di mezze figure, portaborse, veline e uomini immagine. L'esecutivo più inutile degli ultimi 70 anni. Ma come si fa a pretendere che questi tizi possano cambiare il paese? Se a questo si aggiunge che il loro condottiero è solamente un venditore di pentole e materassi porta a porta, allora stiamo freschi. Ecco l'evoluzione del berlusconismo. Ecco il vuoto ideale e di capacità gestionale!

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