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La rosa dei nomi

Quirinale, il successore di Napolitano in autunno? Ecco chi può essere

Giuliano Amato

Mentre a Palazzo Madama si lavora per riformare le modalità di elezione del presidente della Repubblica, in parallelo continuano a rincorrersi le indiscrezioni sul prossimo inquilino del Colle. Che Giorgio Napolitano non arriverà alla fine del suo mandato-bis è cosa risaputa: lo ha ripetuto lui stesso in diverse circostanze. Ora, il momento del passo indietro, pare sempre più vicino: in autunno, magari, quando le riforme istituzionali sulle quali insiste, dissidenti e barricate permettendo, saranno approvate. Le dimissioni dopo il varo dell'Italicum (o quel che sarà) e della riforma del Senato (o quel che sarà) appaiono più di una possibilità concreta.

Sottili e Mortadelle - Tra i papabili nomi per la successione c'è sempre quello - temutissimo - di Giuliano Amato, il dottor Sottile buono per tutte le stagioni, l'uomo che anni fa, nottetempo, si prese una piccola porzione dei nostri risparmi in banca per consegnarci all'euro e all'Europa. Amato, si sa, è tra i nomi meno indigesti per Silvio Berlusconi, e dunque d'intesa con Matteo Renzi potrebbe convergere su di lui. Nel Pd, però, come sempre c'è chi rema contro al premier: la fronda che spinge per Romano Prodi, già "fucilato" dai suoi nella corsa qurinalizia del 2013, è cospicua (e ai grillini, Mortadella, potrebbe anche andare bene).

Banchieri e Baffini - Nella rosa dei nomi, poi, spunta l'ipotesi più suggestiva: quella di Mario Draghi, che dovrebbe però lasciare la poltrona di presidente della Bce (ipotesi meno probabile dopo che sono tramontate le possibilità di Enrico Letta di ricoprire ruoli di rilievo in Europa: l'ascesa continentale dell'ex premier avrebbe costretto il Belpaese a ridimensionare il suo "potere", magari proprio rinunciando al ruolo di Draghi a Francoforte). Su mister Bce, si sussurra, ci sarebbe l'ok anche di Forza Italia. Inoltre, anche i tedeschi confermano: la Die Zeit sostiene che "l'Italia potrebbe nominare presidente della Repubblica l'attuale numero uno della Bce". Secondo le indiscrezioni raccolte dal settimanale tedesco, Draghi è in lizza per la successione, anche se la scelta è difficile poiché "la sua patria è il mondo finanziario internazionale. E vuole dimostrare ad amici e oppositori che può sconfiggere la crisi definitivamente". Inoltre, ai tedeschi, un Draghi a Roma farebbe anche comodo: a quel punto sarebbe Angela Merkel ad avere il maggior peso specifico nella nomina del successore alla guida della Bce.

Rosso rossissimo - In ballo- Draghi escluso - ci sono molti nomi di sinistra, dunque, ai quali si aggiungono altri nomi di sinistra: in lizza ci sarebbe anche l'ex sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, mentre altri indicano tra i papabili anche Pier Luigi Bersani, anche se non sembra in grado di coagulare i voti necessari per l'elezione. Altro nome della "vecchia guardia" rossa è quello di Walter Veltroni, che potrebbe "riciclarsi" al Colle, anche se ora sembra più vicino alla presidenza della Rai. Non si può poi scordare Massimo D'Alema, anche quest'ultimo un nome sul quale Berlusconi non farebbe opposizione barricadera: le sue quotazioni sono risalite dopo la rinnovata intesa con Renzi. Infine la "quota rosa" che tanto piacerebbe a Renzi: in lizza c'è anche Roberta Pinotti, attuale ministro della Difesa, che potrebbe fare da outsider politico. Piace al premier, ma piace anche all'uscente Giorgio Napolitano.

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Commenti all'articolo

  • maxgarbo

    13 Luglio 2014 - 14:02

    dal male, al peggio: solita italia del cazzo.... gente, siamo un popolo senza palle.

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  • contedileo

    12 Luglio 2014 - 18:06

    gli italiani sono stufi di sentire sempre i nomi dei soliti parassiti....hanno fatto gia troppi danni

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  • salvapo

    12 Luglio 2014 - 18:06

    Per cortesia, non facciamo risorgere gente che per vanità personale ha impoverito questo paese, accettando la sua svendita con l'entrate nell'euro nel momento sbagliato e pagando un prezzo altissimo. Ricordate che con l'entrata nell'euro la ns. moneta è stata svalutata del 100% es. :uno stipendio di due milioni di lire (più che sufficiente per vivere una vita discreta) si è ridotto a mille euro.

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  • gigigi

    12 Luglio 2014 - 12:12

    Di tutti quelli nominati, Draghi e forse anche la Pinotti, potrebbero andare,per un Paese come il nostro! Gli altri, tutti gli altri, NO! ASSOLUTAMENTE NO! Sono un ammasso di carne ed ossa che vegeta, disturba e turlupina gli Italiani, da quando decisero di "fare" politica. NO,PROPRIO NO! L'Italia, qualora dovessero farne uno solamente di questi quì sopra elencati, MORIREBBE DEFINITIVAMENTE. Amen!

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