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L'ex Responsabile

Forza Italia, Domenico Scilipoti: "Non voterò la riforma del Senato, a meno che..."

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Domenico Scilipoti

Quando la barca naviga in cattive acqua, il primo a scappare è sempre Domenico Scilipoti. Che il clima in Forza Italia, soprattutto dopo il turbolento vertice della vigilia, fosse molto teso non è certo un mistero. Il partito è spaccato sull'appoggio alle riforme di Renzi, a quel patto del Nazareno che Sivlio Berlusconi vuole rispettare. E tra i dissidenti ecco spuntare Mimmo. Le voci sul suo svicolare dalla linea imposta dal leader si rincorrono da settimane, ma ora vengono a galla, senza indugi, confermate da lui in persona. "Mi sembra che sia il 14 dicembre del 2010 - afferma, ricordando l'imboscata di Gianfranco Fini al Cav, il voto di fiducia per il quale mollò l'Idv per sostenere il governo -. Allora ho preso una decisione molto forte...".

Questione di scranno - Dal salone Garibaldi di Palazzo Madama, dove continua il dibattito sulle riforme istituzionali, l'ex Responsabile continua: "Speravo di non trovarmi più in quella situazione e invece...potremmo essere chiamati a scelte che non sono in linea con quello che pensa la maggioranza. Bisogna fare quello che ci dice la coscienza nell'interesse del Paese e questa riforma così non è accettabile". Insomma, il senatore Scilipoti non vuole perdere lo scranno, e annuncia urbi et orbi il suo nuovo "tradimento": la riforma del Senato, lui, non la voterà. Nonostante i diktat di Berlusconi e nonostante quel futuro "sulla croce" che si è auto-profetizzato. Mimmo poi si giustifica aggiungendo che "gli emendamenti approvati in Commissione hanno stravolto il testo. Questa riforma - chiosa solenne - è un mostro".

Il delirio mistico - Scilipoti prosegue poi nella sua intemerata tirando in ballo addirittura il "sacro". Sottolinea che "le riforme vanno fatte con la testa e con criteri", per poi ribadire che ogni parlamentare deve rispondere alla propria coscienza: d'altronde "anche il Papa ci ha richiamato a fare l'interesse del Paese". Insomma, il tradimento a Berlusconi nel nome del Pontefice. Lascia solo uno spiraglio, Scilipoti: "Se voterò la riforma? Se ci saranno delle modifiche", risponde il senatore che, da par suo, ha presentato circa 60 emendamenti. "Berlusconi - conclude - ha detto che le riforme vanno fatte e gli impegni mantenuti, non ha detto che se ci sono cose che vanno contro il Paese vanno votate".

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Commenti all'articolo

  • elea6001

    17 Luglio 2014 - 10:10

    quando una persona è responsabile la gente maligna gli dà addosso. Che mondo di ipocriti.

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  • ubidoc

    ubidoc

    16 Luglio 2014 - 19:07

    Quando si comincia a tradire non la si finisce più !

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  • pinodipino

    16 Luglio 2014 - 15:03

    Scilipoti, uomo di niente, proprio tu ci parli di rispondere alla propria coscienza, tu che non c'è l'hai mai avuta! Tu non hai più, fortunatamente, un futuro politico e come te tutti i peones che si trovano in Parlamento perché c'è li hanno messi e non certamente perché hanno i voti per essere eletti, fatevene una ragione e cercatevi un lavoro se ne siete capaci. LA PACCHIA E' FINITA!!!

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