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Fisco, ecco i nuovi strumenti anti-evasione

Fisco, ecco i nuovi strumenti anti-evasione

Il redditometro non basta. Il Fisco adesso vuole mettere le mani nelle tasche degli italiani puntando tutto sulla tracciabilità di pagamenti e fatture.  
Secondo quanto racconta il Sole 24 Ore, il nuovo rapporto "sulle strategie di contrasto all'evasione fiscale" che secondo il decreto Irpef (che chiede appunto i 2 miliardi) il Governo avrebbe dovuto presentare alle Camere entro fine giugno è  pronto, e certificherà l'esigenza di un cambio di passo rispetto a un 2013 piuttosto deludente. In sostanza il redditometro è stato un vero e proprio fallimento. Palazzo Chigi è con l'acqua alla gola. Renzi e Padoan cercano fondi freschi per dare ossigeno alle coperture per il bonus Irpef da 80 euro.

I nuovi strumenti - Le coperture in parte potrebbero arrivare dalla lotta all'evasione ed è per questo motivo che l'esecutivo ha studiato nuove misure da applicare subito. Il filone considerato più promettente, anche alla luce dell'uscita del redditometro dalla rosa degli strumenti anti-evasione è la tracciabilità di pagamenti e fatture. Nella cassetta degli attrezzi del fisco c'è già una norma scritta nel decreto del Fare (articolo 50-bis del Dl 69/2013), ma ancora da definire sul piano attuativo, che consentirà alle partite Iva di comunicare quotidianamente alle Entrate, dal 1° gennaio prossimo, le fatture di acquisto e vendita, in cambio di un pacchetto corposo di semplificazioni sugli altri obblighi fiscali. Con questo strumento dovrebbe ripartire la sfida per far riprendere ritmo a una lotta all'evasione che ha mostrato qualche segno di stanchezza.

Il fallimento del redditometro - Sul banco degli imputati da parte dell'Agenzia delle Entrate c'è il redditometro fortemente voluto da Attilio Befera. Sempre secondo quanto racconta il Sole 24 Ore, il flop è dovuto alle modifiche prodotte dai rilievi del garante della Privacy, che hanno portato per esempio a escludere dal nuovo accertamento sintetico le spese correnti determinate solo con la media Istat . Ora l'Agenzia sta gestendo un altro strumento di pressione sugli evasori, l'archivio dei rapporti finanziari, da cui molto invece ci si attende. Intanto è stato ultimato da parte di banche e intermediari finanziari l'invio dei dati dei conti correnti e degli altri rapporti finanziari intestati ai loro clienti nel 2011 e nel 2012. Si tratta di informazioni dai quali l'Agenzia sulla base di determinati indici di anomalia potrà estrarre liste di contribuenti sospetti da sottoporre a controllo.

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Commenti all'articolo

  • bruno osti

    21 Luglio 2014 - 18:06

    "Il Fisco adesso vuole mettere le mani nelle tasche degli italiani": cattivoni!!!!! Tutti i "Fischi" di tutto il mondo mettono le mani nelle tasche dei loro contribuenti. E a chi dovrebbero prenderli, ai contribuenti di un altro Stato?

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  • bruno osti

    21 Luglio 2014 - 18:06

    Chi è il padre del redditometro? In una lettera al "Corriere della sera" l'ex ministro Tremonti prova a negare la sua paternità del redditometro. Ma il Corriere non ci sta: "Il decreto del governo Monti di gennaio non fa altro che dare attuazione a una norma del governo Berlusconi di cui Tremonti era ministro dell'Economia. Era il decreto 78 del 2010 e non del 2011".

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  • rossini1904

    21 Luglio 2014 - 17:05

    Certo che pagare le tasse a questo Stato sciupone e scialacquone è come donare il proprio sangue e vederselo buttare nel cesso!

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  • gioch

    21 Luglio 2014 - 15:03

    Altri imprenditori come BIASION,titolare della BIFRANGI,andranno a fare gli imprenditori di successo all'estero.Visto lo Speciale TG1 di ieri sera,è evidente che non c'è speranza per l'Italia mafiosa che ci ritroviamo.Come dice Briatore,solo 8 anni di dittatura a tempo può darci una speranza.

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