Cerca

Il piano

Il Patto del Nazareno e la clausola anti-Prodi

Il Patto del Nazareno e la clausola anti-Prodi

Il testo del patto del Nazareno esiste oppure no? E' giallo ormai sul presunto foglio su cui è stato siglato l'accordo tra Cav e Renzi sulle riforme. Dentro Forza Italia c'è chi dice di averlo visto come ha dichiarato qualche giorno fa Giovanni Toti, poi c'è chi invece ha smentito la stessa esistenza di un patto redatto su carta. Ma secondo quanto racconta il Fatto Quotidiano un testo esiste e prevede alcune clausole particolari. Il nodo principale del patto è sul Colle, ovvero un accordo tra Pd e Forza Italia per un nome che vada bene a Silvio e Renzi per il dopo-Re Giorgio. Il tema della successione di Napolitano sta tornando sempre più attuale e tutto fa pensare che il 2015 sarà l'anno che chiuderà il secondo mandato del presidente.

No a "Mortadella" - Secondo i rumors raccontati dal Fatto il Cav avrebbe ottenuto una precisa garanzia da Renzi: "In nessun caso, durante le trattative dovrà essere fatto il nome di Romano Prodi". "E' certo che i due si sono accordati per un nome condiviso e questo nome non potrà mai essere quello di Romano Prodi", dicono alcuni forzisti vicini al Cav al Fatto. E in questo retroscena spunta pure una frase del Cav di aprile 2013 che disse durante le trattative per la rielezione di Napolitano: "Meglio D'Alema che Prodi".

I punti dell'accordo - Insomma a quanto pare il destino di "Mortadella" sarebbe segnato, potrà godersi la sua Bologna senza spostarsi a Roma. Intanto sarebbero emersi i punti fissati dal patto: Senato non elettivo, abolizione del bicameralismo, riforma della giustizia, accordo sul Quirinale. Insomma sarebbe questa l'agenda del Nazareno. Ma la strada per realizzare questi punti è ancora lunga. Un'altra grana riguarda la legge elettorale.

Italicum e Toscanum - Dall'Italicum si potrebbe passare al Toscanum con l'introduzione delle preferenze. La nuova intesa dovrebbe essere firmata in settimana. Ma sulle soglie di sbarramento è guerra. Silvio e Renzi volevano mantenerle alte, all'8 per cento per chi corre non in coalizione, mentre i forndisti ma soprattutto dalle parti di Sel si spinge per abbassarle almeno al 5 per cento. Su questo punto si gioca anche il futuro del prossimo turno elettorale e la composizione del prossimo Parlamento. Un nodo fondamentale quello delle soglie perché influisce sulla tensione a palazzo Madama. Se Renzi e Cav dovessero accordarsi per le soglie al rialzo allora a palazzo Madama sarà guerriglia, se invece dovessero scegliere uno sbarramento più morbido è probabile che sulla riforma di palazzo Madama possa esserci una tregua...

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • ENYATZ

    01 Agosto 2014 - 20:08

    SIGNOR CIANNOSECCO: scusi la spudoratezza,ma quanti anni ha???? e perchè, si sbilancia solo sull'argomento Berlusconi????? troppo vago, non crede?????

    Report

    Rispondi

  • ENYATZ

    01 Agosto 2014 - 19:07

    @CIANNOSECCO:per me può andare, o aspirare a ciò che più l'aggrada: ma, personalmente, mi ha deluso e non mi sento...........co@@@one.

    Report

    Rispondi

  • soleados

    01 Agosto 2014 - 19:07

    Nel commento che non mi hanno pubblicato, dicevo che e' una vergogna che si faccia un patto con UN PREGIUDICATO...E questo berlusconi lo e', piaccia o non piaccia. Un pregiudicato che vuole scrivere la costituzione...vergogna italiana!

    Report

    Rispondi

  • fiorgio

    01 Agosto 2014 - 17:05

    Hanno fatto bene ad accordarsi sul no a Prodi, tutti meglio di lui, e per la soglia di sbarramento, devono tenerla più alta possibile, l' 8 potrebbe anche andare, altrimenti non governeranno più, favorendo ricattatori come Casini, il Ncd, e comunisti vari.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog