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Poltronificio

Addio rottamazione, Renzi piazza tutti gli amici

Trenta dei sessanta collaboratori assunti quando era sindaco con chiamata diretta, hanno trovato un nuovo posto tra Roma e Firenze

Addio rottamazione, Renzi piazza tutti gli amici

Lavoratori precari, collaboratori a progetto, interinali a oltranza, strappate le catene. Anche se il Jobs act è ancora lettera morta, a Firenze c’è un ufficio di collocamento che funziona a pieno regime. L’agenzia «Giglio magico» del premier Matteo Renzi dispensa contratti da 100 mila euro l’anno sull’asse Roma-Firenze, mica oboli da 80 euro. Unico requisito richiesto, totale adesione al verbo renziano. Stiamo parlando dei fedelissimi del premier, ai tempi in cui era sindaco, i cosiddetti «articoli 90 e 110» (del decreto legislativo 267 del 2000), ovvero i collaboratori esterni assunti a chiamata (senza concorso) per la durata del suo mandato. Renzi ne ingaggiò 60. Oggi la metà di loro sono stati ricollocati. Un bel successo se si pensa che a mettere i bastoni tra le ruote al premiato poltronificio ci si era messo l’ex ministro Renato Brunetta, contingentando per decreto questo tipo di assunzioni.

Ma secondo i consiglieri comunali dell’opposizione fiorentina i Renzi boys stanno trovando vie alternative di ricollocamento. Sull’argomento è particolarmente ferrato Francesco Torselli, capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, l’uomo che nel marzo 2013 mise in crisi l’allora sindaco Renzi presentando un’interrogazione sui contributi previdenziali che gli venivano erogati dalla pubblica amministrazione in quanto dirigente in aspettativa della società di famiglia. Dopo accese polemiche Matteo ha annunciato le dimissioni dal cda di casa propria, anche perché nel frattempo è diventato presidente del Consiglio. «Ma quando a dover pagare le marchette era la sua famiglia, Renzi era inquadrato come semplice co.co.co. Forse quegli anni di incertezza lo hanno reso sensibile al tema del precariato» dichiara Torselli, mentre scartabella fogli zeppi di numeri. Nel febbraio del 2010 i collaboratori assunti a chiamata dall’ufficio del sindaco Renzi erano 39 ex articolo 90 e 14 ex articolo 110 a fronte dei 36 (rispettivamente 26 e 10) della amministrazione precedente. Torselli ha calcolato che quei lavoratori costavano al Comune 3,8 milioni di euro l’anno, 645 mila in più di quanto speso dalla giunta di Leonardo Domenici.

A causa delle proteste dell’opposizione alcuni di loro vennero spostati di ruolo o di ufficio allo scopo di realizzare un risparmio almeno apparente. In realtà nei mesi successivi vennero assunti altri sette lavoratori a chiamata. A maggio di quest’anno, alla fine del mandato di Renzi, tutti questi signori avrebbero dovuto perdere il posto. Ma non è stato così. Per quasi il 50 per cento di loro è già stata trovata una nuova sistemazione (per 26 su 60). Per altri quattro sembra sia pronta una delibera ad hoc. il 23 luglio il capogruppo di «Firenze riparte a sinistra» Tommaso Grassi ha presentato tre interrogazioni al neo sindaco Dario Nardella su «incarichi e assunzioni a chiamata» per sapere «se il personale assunto nello scorso mandato (…) è stato riassunto in altre società, enti o associazioni partecipate dal Comune di Firenze». E in particolare ha puntato l’attenzione su due figure: «il portavoce del sindaco e capo ufficio stampa» e «l’ex dirigente dell’ufficio canali di comunicazione esterna». Il primo si chiama Marco Agnoletti, già alla ribalta delle cronache per avere ottenuto da Renzi un incarico dirigenziale nonostante fosse privo dell’indispensabile laurea.

Nel suo curriculum spiccavano la collaborazione giornalistica al quotidiano Il Tirreno e l’impegno profuso in diversi uffici stampa del Partito democratico. Da Matteo ottenne uno stipendio di 100 mila euro lordi l’anno. Nardella, l’ha riconfermato, ma gli ha tolto i gradi per la mancanza del titolo di studio. Per fortuna Agnoletti non dovrà campare con il magro salario previsto dal «contratto nazionale per il personale non dirigenziale del comparto regioni-autonomie locali», avendo ottenuto una cospicua «indennità aggiuntiva di 56 mila euro», per non dover rimpiangere i bei tempi andati. L’altro personaggio segnalato da Grassi, pure lui gratificato da Renzi con un contratto da 100 mila euro, avrebbe già in caldo la poltrona di una società partecipata dal Comune. Torselli precisa, però, che non esistono solo questi due casi. Il consigliere ha sulla scrivania un elenco con decine di nomi sottolineati con l’evidenziatore giallo e con piccole note a margine: «Trenta su 60 hanno già trovato un posto tra Roma e Firenze. Per gli altri, probabilmente, servirà solo ancora un po’ di tempo. Come in tutti gli uffici di collocamento che si rispettino anche qui c’è la coda e io incontro quasi ogni giorno a Palazzo Vecchio diversi di questi ex articolo 90 e 110». È in fila pure la figlia del presidente del Tribunale, ingaggiata da Renzi per «gestire la corrispondenza e i contatti del sindaco con la cittadinanza». Il tutto in cambio di 36 mila euro. Gli aspiranti lavoratori non perdono fiducia e lo dimostrano sui social network: «Saremo all’altezza dei sogni più belli #Renzi» ha retwittato una delle vecchie collaboratrici del premier in attesa di chiamata. Non sono certo meno entusiasti i diciassette dipendenti riconfermati nei loro vecchi incarichi.

Dodici sono dirigenti, la fascia più protetta dall’ufficio del personale renziano. Giacomo Parenti è diventato direttore generale del Comune, dopo essere stato presidente dell’azienda dei trasporti fiorentina Ataf. E non è il solo lavoratore a chiamata ad aver fatto carriera. Nove di loro sono partiti per Roma. L’ex capo di gabinetto Luca Lotti è diventato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, mentre sua moglie ha lasciato a qualcun altro, bontà sua, la scrivania che Renzi le aveva affidato a Palazzo Vecchio. Antonella Manzione, ex dirigente della polizia municipale fiorentina, è oggi capo dipartimento per gli affari giuridici e legislativi di Palazzo Chigi. Giovanni Palumbo è andato a guidare la segreteria romana del premier, Nicola Centrone quella di Lotti. La senatrice renziana Rosa Maria Di Giorgi ha trovato posto nel proprio ufficio stampa ad altri due «precari», compresa la figlia di un direttore di giornale. Per qualcuno si sono invece aperte le porte delle società in-house del Comune. Per esempio Simone Tani è diventato amministratore unico della Sas (si occupa di manutenzione e segnaletica stradale). Il suo predecessore era l’ex allenatore della squadra di calcio di Lotti. A Palazzo Vecchio, però, non vengono riciclati solo srenziani doc. Manuele Braghero, ex capo segreteria di Luciano Violante, è il nuovo capo di gabinetto di Nardella. Con tanti saluti alla rottamazione.

di Giacomo Amadori

 

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Commenti all'articolo

  • luigin54

    17 Settembre 2014 - 05:05

    il solito schifoso che fa tirare la cinghia alla povera gente,e lui sperpera i ns soldi.

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  • emdavid53

    19 Agosto 2014 - 10:10

    Nel frattempo si accinge a tagliare di nuovo le pensioni a chi ha lavorato e versato contributi per 40 anni e oltre. Oltre il blocco dell'indicizzazione . Mentre gli evasori fiscali se la ridono sotto i baffi. Bravo rottamatore ....

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    • MariaFrancy

      19 Agosto 2014 - 14:02

      Pensa emdavid53 che ci sono anche dei nostri concittadini che ritengono essere cosa buona e giusta un taglio alle pensioni considerate, da lor signori, alte e non guadagnate con una vita di lavoro e sacrifici... perché tanto se un pensionato ce la lo stesso a vivere se gli abbassi un pò la pensione, loro invece non rinunciano a niente a spese della collettività.

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  • gian65

    18 Agosto 2014 - 07:07

    e' un cinico menefreghista

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  • gpapasodero

    05 Agosto 2014 - 13:01

    e' il peggiore di tutti i presidenti del consiglio che abbiamo avuto..... perchè è il più chiacchierone di tutti...non ha fatto una sola cosa (a parte comprarsi con 80 euro i morti di fame che hanno dato un valore alla loro dignita)..... ma per il resto nulla...riforme zero.....rottamato nessuno.... auto blu, una truffa....!! però ha aumentato le tasse... un vero Genio !!!!

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    • bruno osti

      19 Agosto 2014 - 10:10

      "nulla...riforme zero.....rottamato nessuno.... auto blu, una truffa....!! però ha aumentato le tasse..." già realizzato: sblocco debiti PA; decreto sul lavoro; garanzia giovani: già 140.000 hanno aderito; edilizia scolastica 1 miliatrdo di euro, il lavori stanno partendo; decreto omnibus: ILVA, rifiuti Lazio, finanziamenti all'Ambiente, fondi all'agricoltura ed alle nuove attività giovani; segue

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    • civitella

      17 Agosto 2014 - 19:07

      hai ragione!

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