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Lo stop

Riforma P.A., pensioni: no al tetto dei 68 anni per professori e medici

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Riforma P.A., pensioni: no al tetto dei 68 anni  per professori e medici

Un emendamento del governo al decreto legge Pa rivede i limiti d’età per il pensionamento d’ufficio, eliminando il tetto dei 68 anni inserito per professori universitari e medici. Ad annunciarlo è il ministro della pubblica amministrazione Marianna Madia. Restano invece le soglie previste per il resto dei dipendenti pubblici (62 anni e 65 per i medici). Il primo stop era già arrivato sabato pomeriggio sulla norma 'Quota 96', che per i tecnici del Tesoro risulterebbe priva di coperture. Con questa provvedimento si permette agli insegnati e al personale Ata di accedere alla pensione, se si raggiungono i 61 anni d'età e i 35 anni di servizio o i 60 anni d'età e i 36 anni di servizio. La somma di queste cifre dà appunto 96.La Ragioneria aveva rilevato che la norma risulta "scoperta in termini di fabbisogno e indebitamento netto ai sensi delle norme di contabilità". Quindi per assicurare "la neutralità degli effetti per il 2014 - si legge nei pareri del Mef - la riduzione da apportare si deve attestare a 45 milioni". E non a 34 milioni come indica la relazione tecnica del provvedimento. I dubbi della ragioneria erano stati anticipati, come racconta l'Huffingtonpost, dallo stesso Cottarelli: “Si sta diffondendo la pratica di autorizzare nuove spese indicando che la copertura sarà trovata attraverso future operazioni di revisione della spesa o, in assenza di queste, attraverso tagli lineari delle spese ministeriali”.

A rischio il prepensionamento - Ma i colpi bassi per il governo non finisco qui. I tecnici hanno messo in dubbio pure la riforma Pa del ministro Madia che prevede il prepensionamento d'ufficio a 68 anni dei professori universitari rispetto ai 70 previsti attualmente dalla legge Gelmini. L'anticipazione di due anni costerebbe 34,2 milioni nel 2015 e dal 2015 al 2021 il costo è di circa 113 milioni. Per la cancellazione delle penalizzazioni introdotte dalla legge Fornero per le uscite anticipate dal lavoro, la relazione tecnica al decreto legge Madia ha stimato un esborso di un milione per 2014, tre milioni per il 2015 e 7 milioni per il 2016. I conti della Ragioneria prevedono 5 milioni per il 2014, 15 mln per il 2015 e 35 mln per il 2016. Infine secondo i tecnici del Tesoro la quantificazione di un milione di euro dal 2014 per i benefici alle vittime di atti di terrorismo sarebbe "sottostimata". Insomma a quanti pare la riforma della Madia sembra destinata a naufragare. 

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Commenti all'articolo

  • arwen

    05 Agosto 2014 - 09:09

    Ma che vi aspettavate?

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  • giorgio_collarin

    05 Agosto 2014 - 03:03

    nessun tetto!!!

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  • gregio52

    04 Agosto 2014 - 19:07

    La Riforma della P.A. altro dramma di questo Governo. Una dilettante come la Madia è la giusta continuazione dello sfascio della Fornero. Insieme valgono il crollo del mondo del lavoro.

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