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Il patto del Nazareno

Berlusconi pronto al patto sull'economia

«Matteo, stai attento a non fare la fine che ho fatto io nell’autunno 2011». Per un attimo le mani del presidente del Consiglio scompaiono dalla scrivania. Si inabissano e riemergono quando Silvio Berlusconi termina il ragionamento. Che non voleva essere un’anatema, anzi. «Questo ragazzo», il Renzi, al Cavaliere sta parecchio simpatico. Vuole aiutarlo. A parti invertite, tre anni fa, la sinistra brigò per affossare l’esecutivo e agevolare l’ascesa dei tecnici. Ma Berlusconi non è uno che porta rancore: «Se la situazione precipita, noi siamo pronti a supportare il tuo governo, ma», ha tenuto a precisare Silvio, «lo faremo su singoli provvedimenti». Berlusconi ipotizza una sorta di “cabina di regìa” ombra: «Facci vedere le carte prima di portarle in Parlamento, a partire dalla legge di stabilità, e ne discutiamo». Ciò non significa l’ingresso di Forza Italia in maggioranza, né prefigura un appoggio esterno al governo o il sostegno a misure contrarie alla filosofia di «noi vecchi liberali». Niente tasse o spesa pubblica. Proprio ieri il Mattinale, rassegna ragionata del gruppo di Forza Italia alla Camera, suggeriva a Renzi un piano “B” (come Berlusconi) per restituire il segno più alla crescita. Cura da cavallo per il debito pubblico (riduzione strutturale di 400 miliardi in 5 anni) e riduzione del carico fiscale di un punto all’anno. «Matteo osa di più», ha insistito il Cav, «e soprattutto fai la voce grossa in Europa. Arriva anche a violare il patto di stabilità», lo ha incitato il leader azzurro, «noi ti sosterremo».


È primo mattino, a Palazzo Chigi. Berlusconi, accompagnato da Denis Verdini e Gianni Letta, ha appuntamento con il premier per discutere di legge elettorale. L’argomento viene liquidato in poco tempo. Al presidente di Forza Italia andava bene l’Italicum nella sua prima stesura. Ora è disponibile a rivedere la soglia di sbarramento del 4 per cento. Ma non subito. Vuole prima chiudere l’accordo di coalizione con il Nuovo centrodestra per le Amministrative: dare moneta, vedere cammello. Il timore è che, incassato il 4 per cento, «poi Alfano si senta libero di allearsi con chi gli pare», anche col Pd. «Si sa come ragionano questi», replica Silvio a Matteo, mentre Renzi lo informa che adesso i “piccoli” vorrebbero la soglia al 3%, non più al 4. E, taglia corto il Cav, «non esiste neanche l’accordo a tre», Berlusconi-Alfano-Renzi, «il patto del Nazareno rimane a due». C’è scetticismo diffuso (anche nel Pd) sulle preferenze. E resta la chiusura netta di Silvio sull’uninominale. Così la pratica Italicum viene velocemente smaltita. Berlusconi non ha alcuna fretta di chiudere: «Su questo argomento ci aggiorneremo a settembre, nel frattempo faremo le nostre valutazioni».


L’incontro dura circa tre ore. Di cosa si è parlato nelle restanti due ore e mezza? Della crisi economica, appunto. Del Milan («La nuova squadra mi preoccupa molto»). Di riforme. Ma anche molto di politica estera. Renzi e Berlusconi si sono soffermati soprattutto sui rapporti tra l’Italia e la Russia, tra Roma e Tripoli e sulla crisi israelo-palestinese. Tutti scenari su cui l’ex premier si ritiene molto competente e sui quali ha voluto dare consigli al suo successore.  La simpatia con Renzi è evidente. Ma Berlusconi ha offerto una mano a Matteo anche per motivi di interesse personale. Vuole che il governo duri. Almeno fin quando la Corte europea dei Diritti «non mi avrà dato ragione sulla legge Severino» e Berlusconi è sicuro che «andrà così». A quel punto, tornato nel pieno dei diritti politici, il Cavaliere confessa ai suoi di avere un sogno: «Potrei chiedere la fiducia agli italiani per l’ultima volta....». Berlusconi, di nuovo in campo alle prossime elezioni.

Salvatore Dama

 

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Commenti all'articolo

  • numetutelare

    12 Agosto 2014 - 16:04

    Ho pronta poltrona, birra, popcorn e vettovagliamento vario... a Settembre con la stangate che arriveranno e le riforme toste, mi immagino già di essere a Place de la Concorde in attesa delle carrette della rivoluzione...

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  • alejob

    09 Agosto 2014 - 13:01

    Berlusca, inutile che dici al Grullo che lo faranno fuori, SIETE da eliminare tutti e DUE. Andiamo a VOTARE !.

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  • marcolelli3000

    08 Agosto 2014 - 00:12

    i burocrati statali non lasceranno MAI . le riforme vanno bene ma solo quelle che non toccano i privilegi statali. lo hanno capito tutti, anche i gatti lo hanno capito.

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  • Yossi

    07 Agosto 2014 - 15:03

    Aspettate che Renzi affronti la riforma della giustizia, vediamo quanto durerà

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