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Forza Italia, Renato Brunetta: "L’Italia rischia, pronti alla coesione nazionale"

Forza Italia, Renato Brunetta: "L’Italia rischia, pronti alla coesione nazionale"

"Noi non siamo come la sinistra. Nel 2011 Berlusconi si fece da parte e sostenne Monti. Nel 2013, pur pagando un costo elettorale, ha sostenuto le larghe intese e s’è messo a collaborare sulle riforme. Oggi è lo stesso. Di fronte a un allarme nazionale, Forza Italia cercherebbe la coesione. Ci sono momenti in cui l’interesse di parte va messo da parte". Renato Brunetta ha le idee chiare: il governo rischia grosso sul fronte economico e così Forza Italia prova a tendere una mano a Renzi per risolvere i problemi dell'esecutivo seguendo insieme una road map per proporre nuove ricette economiche che scaccino via la crisi. Insomma a quanto pare oltre al patto del Nazareno sulle riforme istituzionali, gli azzurri sarebbero pronti ad appoggiare l'esecutivo anche sul fronte economico.

Porte in faccia dal Pd - Ma a quanto pare l'offerta di Brunetta non entusiasma il Pd. E così arriva subito la chiusura da parte del governo sull'ipotesi di un'alleanza Pd-Fi. "Nel merito delle politiche economico-sociali e del lavoro siamo molto lontani". Il sottosegretario alla Pubblica Amministrazione, Angelo Rughetti, intervistato da Affaritaliani.it, chiude così all'ingresso di Forza Italia nel governo. Per chiarire ulteriormente il concetto, Rughetti punta il dito proprio contro Brunetta: "Ha già fatto molti danni da solo e non penso ce ne sia ancora bisogno. Non mi sembra un tema all'ordine del giorno e non mi sembra possibile perché nel merito delle politiche economico-sociali e del lavoro siamo molto lontani. Brunetta ha già fatto molti danni da solo e non penso ce ne sia ancora bisogno".

 

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Commenti all'articolo

  • marfax52

    25 Agosto 2014 - 14:02

    Questi beoti , sempre intellettuali però, di sinistra non sanno quello che dicono. I risultati delle loro politiche sociali sono sotto gli occhi di tutti: file alla caritas. Faccio sommessamente notare al Padoan di turno che misurare le file alla caritas può essere un ottimo modello per quantificare il benessere sociale. Tanto i modelli econometrici non li capisce mica.

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  • Vittoriese

    12 Agosto 2014 - 00:12

    Invece di tendere una mano fai restituire allo Stato tutti i soldi che i tuoi compagni socialisti ci hanno rubato con le tangenti! E dopo sparisci dalla faccia della Terra con De Michelis, Cirino Pomicino e compagnia bella.

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  • Vittoriese

    12 Agosto 2014 - 00:12

    Invece di tendere una mano fai restituire allo Stato tutti i soldi che i tuoi compagni socialisti ci hanno rubato con le tangenti! E dopo sparisci dalla faccia della Terra con De Michelis, Cirino Pomicino e compagnia bella.

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  • AG485151

    11 Agosto 2014 - 21:09

    Nel merito delle politiche economiche sociali e sul lavoro siamo molto lontani . Vale a dire ? Non si sa . E il giornalista non ci pensa nemmeno a chiedere dei contenuti e a farceli sapere , che sono la cosa che interessa Ma la ricetta è sempre una : tagliare del 30% la spesa pubblica che non è welfare . Cioè , , all'ingrosso : 800 meno 300 uguale 500 per 30 diviso 100 uguale 150 mld all'anno .

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