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Il borsino del premier

Governo, Matteo Renzi sempre più solo: promossi solo i quattro fedelissimi, bocciato Delrio

Governo, Matteo Renzi sempre più solo: promossi solo i quattro fedelissimi, bocciato Delrio

Un uomo solo al comando, forse troppo. Per Matteo Renzi sta suonando il campanello d'allarme: il premier, che gode nell'essere sempre al centro dell'attenzione, che mal tollera le critiche della minoranza (o i "veti", come li ha chiamati domenica alla Festa dell'Unità di Bologna) e che alla "gestione unitaria" del partito preferisce sempre quella autonoma, starebbe ora iniziando a pentirsi. A Palazzo Chigi il sentimento è di ansia crescente, aleggia quasi una sindrome da accerchiamento. E il Giglio magico starebbe già appassendo.

Delrio in caduta - Ricordate i bracci destri di Renzi? Uno a uno, si stanno sfilando e non è chiaro se per iniziativa personale e per volontà del capo. Di sicuro, sottolinea anche Goffredo De Marchis su Repubblica, c'è che Graziano Delrio non è più lo stesso sottosegretario di inizio anno. L'ex ombra del premier (qualcuno lo chiamava anche premier ombra) sembra sempre più indeciso, insicuro, meno spavaldo. I dossier che passano dalle sue mani, anziché essere risolti autonomamente, devono finire sulla scrivania di Renzi creando un ingorgo preoccupante. Qualcuno lo vuole in uscita: non sarà il candidato governatore dell'Emilia Romagna, ma magari in un probabile rimpasto di governo gli toccherà un ministero che non richieda un rapporto gomito a gomito con Matteo.

I quattro dell'Ave Maria - E così, nella stanza del premier, c'è spazio per sempre meno fedelissimi. Secondo Repubblica sarebbero solo quattro i collaboratori di cui Renzi, per ora, si fida ciecamente: il sottosegretario ricciolo d'oro Luca Lotti, l'onnipresente ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, il portavoce Filippo Sensi ("L'unico genio seduto qua dentro", ama coccolarlo Matteo, presentandolo) e il vicesegretario generale di Palazzo Chigi Raffaele Tiscar. Tutto il resto della squadra non gode di stima incondizionata, forse perché su di loro aleggiano le ombre dei "tecnici" e dei funzionari dei vari dicasteri. Renzi finora si è mosso in maniera disorganica, spesso per iniziative individuali: secondo Repubblica lo schema è quello del "casino organizzato", con telefonate random a personalità extra-politica per chiedere di volta in volta consigli su riforme, crescita, tasse. Ora una chiamata all'ex ad di Luxottica Andrea Guerra (non a caso più volte indicato come possibile ministro in entrata), ora un colloquio con Vincenzo Visco.

Che casino a Palazzo Chigi - Anche i collaboratori scelti direttamente dal premier, fino ad oggi, non hanno convinto: Giovanni Palumbo, ex capo Gabinetto a Palazzo Vecchio e oggi capo della segreteria, a Palazzo Chigi non si è mai visto. E Antonella Manzione, ex capo dei vigili urbani fiorentini scelta a sorpresa come capo dell'ufficio legislativo del governo, non aiuta a distendere il clima nell'esecutivo: più impegnata a litigare via sms con i colleghi, si dice che la sua scrivania stia diventando un porto delle nebbie in cui si perdono dossier urgenti e appunti fondamentali, ingolfando il lavoro di quel mostro cinetico di Renzi. Uno che gli amici li promuove in fretta, e ancor più in fretta li allontana.

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Commenti all'articolo

  • aifide

    09 Settembre 2014 - 19:07

    Gli uomini "soli" al comando di solito fanno una brutta fine. E' bene che Renzi cominci a pensare alle dimissioni.................

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  • arwen

    08 Settembre 2014 - 13:01

    Mi rendo tristemente conto che c'è ancora gente che crede alla fate ! Coloro che solo ieri accusavano i sostenitori di B. dui essere dei Bananas e di bersi tutte le c...te che il vegliardo sparava a raffica, ora sono lì, tutti in fila a cantare le laudi del B. di sx. Sollecito tutti a informarsi, seriamente, invece di snocciolare come scolaretti l'elenco di cose che esistono solo sulla carta!

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  • Kallianos

    08 Settembre 2014 - 09:09

    E' proprio così a me Renzi sembra l'incarnazione di Pinocchio, un pò sbruffone, un pò bugiardo (tanto). Annunci a sensazione: continui, fatti, per ora, niente. PAROLE, PAROLE, PAROLE, soltanto parole e sistemazione di "Compagni di Merende". STOP

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    • bruno osti

      08 Settembre 2014 - 12:12

      già attuati: 80 euro a quasi 10 milioni di lavoratori (molto di più di qualsiasi aumento sindacale) e 10% sconto IRAP ad aziende; restauri nelle scuole, pagamento debiti PA, limite degli stipendi ad alti funzionari. Iniziate Riforma del Senato e delle Provincie, Legge elettrorale, riforma della PA, riforma del lavoro. Da Burlesque aspettiamo ancora l'eliminazione del bollo auto e delle tre "i"

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  • Boaprince

    08 Settembre 2014 - 09:09

    BISCHERO!

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