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La casta non molla

Vietato tagliare i super stipendi della Camera

Vietato tagliare i super stipendi della Camera

La diffida è arrivata nelle ultime ore al presidente della Camera, Laura Boldrini, al collegio dei questori e ai membri dell'ufficio di presidenza di Montecitorio. A inviarla è stata l'Osa, uno dei sindacati autonomi dei dipendenti degli organi costituzionali (ha un responsabile alla Camera e uno al Senato). Nel testo della diffida si intima ai membri dell'ufficio di presidenza di non procedere all’approvazione del documento attraverso cui si accoglie sia pure in forma diversa-anche dentro i palazzi della politica quel tetto massimo di 240 mila euro lordi annui che il governo di Matteo Renzi ha inserito nella pubblica amministrazione.

Da mesi infatti Camera e Senato si stavano accapigliando sulla necessità di inserire quel tetto anche all’interno delle loro amministrazioni. Le prime ipotesi erano state fatte a inizio estate. Quando stavano per essere approvate, è andata in scena la protesta dei dipendenti che avevano assediato con grande scalpore la Boldrini e i suoi collaboratori con ironici battimano. Una sorta di atipica manifestazione sindacale (i dipendenti degli organi costituzionali non hanno il diritto di sciopero). 

Certo ha facilitato questo imprevisto la lentezza delle istituzioni: l’ufficio di presidenza della Camera doveva varare quel tetto da 240 mila euro (che in realtà è di oltre 300 mila euro lordi) lo scorso 18 settembre. Ma non l’ha fatto, rinviando tutto a fine mese e ora rischiando uno scontro istituzionale molto delicato con la magistratura del lavoro. Anche se il tetto in sé riguarda solo qualche decina di dirigenti o funzionari avanti nella carriera, nella bozza di delibera che doveva andare in ufficio di presidenza si faceva riferimento anche a una rimodulazione degli emolumenti di tutte le altre categorie di personale. È evidente che se scendono gli stipendi apicali, anche quelli immediatamente sotto debbono essere adeguati per non avere livellamenti salariali a funzioni diverse.

In ogni caso il progetto allo studio nelle Camere è ben diverso da quello applicato al resto dei pubblici dipendenti. Innanzitutto perchè al tetto ci si arriverebbe gradualmente da qui al 2018. Poi perchè il livellamento è stato pensato come una sorta di contributo di solidarietà provvisorio: nella sostanza una volta raggiunto, l’anno successivo si tornerebbe agli attuali livelli retributivi. Terza differenza: dal tetto di 240 mila euro sarebbero esclusi i contributi previdenziali che verrebbero versati come se lo stipendio continuasse ad essere quello attuale, e quindi non mettendo a rischio gli importi pensionistici previsti anche con il regime contributivo. Quarta differenza: dal tetto vengono escluse le indennità di funzione- legate all'incarico ricoperto-che possono arrivare al massimo a 60 mila euro l’anno, e che continuerebbero ad essere cumulate. Quindi non esisterebbe un tetto per tutti, e lo stipendio più alto comunque potrebbe essere ancora di 370 mila euro lordi annui (240 mila di base, più 70 mila euro di contributi previdenziali, più 60 mila euro di indennità di funzione), e quella cifra si arriverebbe progressivamente solo nell'arco di un triennio.

Non certo una tragedia (dopo un anno il segretario generale della Camera passerebbe da 478 mila a 453 mila euro lordi annui) , ma il semplice allineamento degli organi costituzionali a una moderazione salariale che nel pubblico impiego ormai è legge, e che comunque si è fatta sempre più strada anche nelle imprese private.

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Commenti all'articolo

  • lucky52

    30 Settembre 2014 - 14:02

    Licenziare tutti i dipendenti di camera e senato ed assumere i precari a 1500 euro al mese no? Per spostare foglietti da un banco all'altro non ci vuole studio ma raccomandazioni. Tanto di costituzionale in Italia non è rimasto niente,. Le ns. pensioni spostate di colpo da 55 anni ( 15 + 40 di contributi) a 67, diritto acquisito manco x sogno x i cittadini. Province e Senato eletti senza elezioni.

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  • encol

    25 Settembre 2014 - 16:04

    VIA questa miracolata buona solo per se stessa.

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  • arwen

    25 Settembre 2014 - 15:03

    Nessun problema, tanto i loro lauti stipendi saranno pagati dalle tasse estorte a una massa informe di giovani semi occupati, costretti a lavorare 12 ore al giorno e cacciati via a calci in c..o ogniqualvolta il datore di lavoro lo ritenga "utile". Giovani che, dopo 45/50 anni di contributi, ammesso che ce la facciano, avranno una pensione da fame, mentre i figli della casta subentreranno ai padri

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    • bruscoloni

      bruscoloni

      26 Settembre 2014 - 09:09

      E per rendere più efficace il quadro c'è anche chi vuole abolire l'art 18

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  • alvit

    25 Settembre 2014 - 14:02

    @woody. non hai mai capito un c@@@o, certo ero pasquino e allora, terroncello komunista? Io avrò votato Berlusconi e me ne vanto. Tu hai votato la peggio ideologia komunista e ora se ne vedono i risultati. Se non vi avessero fatto il lavaggio del neurone,(uno) avreste già spaccato il partito e sareste fuori dall'Italia vera. Vai a lavorare pirlotto, sei il solito mantenuto. Vergognati komunista.

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