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Giudici costituzionali

Consulta, si vota per la sedicesima volta

Consulta, si vota per la sedicesima volta

Nuova votazione in corso del Parlamento in seduta comune, la 16esima, per l’elezione di due giudici costituzionali. Stavolta però sembra a portata di mano l’agognata, e più volte oggetto di richiami del Colle, elezione dopo che ieri il candidato FI, Donato Bruno, ha ufficializzato il suo passo indietro. È quello di Francesco Caramazza il nome alternativo, mentre l’altra metà del ’ticket’ votato da senatori e deputati FI-Pd resta Luciano Violante. Non si voterà invece, come annunciato ieri in tarda serata, per l’elezione del 'laico' Csm tornata in ballo dopo la dichiarazione di ineleggibilità per la candidata in quota Pd, Teresa Bene.

Il retroscena - In realtà anche Luciano Violante doveva essere sostituito per l’elezione di oggi alla Camera come candidato alla Corte Costituzionale. Secondo quanto riferiscono fonti parlamentari, già nel pomeriggio di ieri era circolata la voce che sia Pd che Forza Italia avrebbero cambiato cavallo per la seduta comune del Parlamento, convocata per oggi alle 9. La linea era quella di candidare due uomini delle istituzioni fuori dalla politica. In tarda serata invece la sorpresa: solo il senatore azzurro, Donato Bruno, esce di scena per far spazio a Ignazio Francesco Caramazza, avvocato generale dello Stato, lo stesso che ha rappresentato Giorgio Napolitano nel conflitto di attribuzione sollevato dal capo dello Stato contro la procura di Palermo sul caso delle telefonate intercettate nell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. Insomma questo ticket dell’ultima ora lo danno tutti per vincente, ma in Transatlantico sono in molti sia nel Pd che in Fi a non essere contenti.

Il calembour di Calderoli - Siccome questa elezione sta diventando una barzelletta, tanto che neppure il presunto alleato si fa sentire, a Caramazza preferisco l’autonomista siciliano Caraminchia...». Al di là del gusto della battuta colorita che, notoriamente, non gli manca, da Roberto Calderoli arriva un preciso segnale politico che potrebbe far virare la giornata verso una nuova, la sedicesima, fumata nera per l’elezione di due giudici della Consulta. Intanto l’esponente leghista, alla Camera per l’ennesima votazione, con la sua uscita ironica manifesta il dissenso della Lega che, anche questa volta, non sarebbe stata contattata da FI per la scelta del candidato alla Corte Costituzionale, appunto l’ex Avvocato generale dello Stato. Ma soprattutto quando Calderoli, dopo il calembour su Caramazza, aggiunge un secco «so di non essere il solo» ad avere il polemico intendimento, ci vuole poco, stando a ’radio Transatlantico', a verificare che anche altri parlamentari dell’opposizione, e forse non solo, sarebbero orientati a scrivere sulla scheda il suggestivo nome evocato dall’esponente leghista. O, comunque, non quello previsto nella nuova versione del ticket Pd-FI.

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Commenti all'articolo

  • Enzo47

    02 Ottobre 2014 - 13:01

    In una repubblica presidenziale possono votare solo gli onorevoli, e mentre il popolo bue sta a guardare, loro non riescono neppure ad eleggere due componenti del csm, in compenso ci hanno rifilato tre premier senza consultarci, ma la democrazia che fine ha fatto?

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