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Le storie di una giornata folle

Jobs act, i protagonisti: dalla grillina dei 30 centesimi al Pd che vota la fiducia e si dimette

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Jobs act, i protagonisti: dalla grillina dei 30 centesimi al Pd che vota la fiducia e si dimette

Una battaglia, al Senato, chiusa a notte fonda con la fiducia incassata dal jobs act di Matteo Renzi. Una battaglia senza esclusione di colpi: nelle ore precedenti al voto, infatti, il Parlamento si è trasformato in una sorta di ring. Botte, insulti, grida, lancio di oggetti. Insomma, di tutto e di più. Parecchi i protagonisti di questa infuocata giornata, a partire del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che in mattinata è stato protagonista di un goffo e balbettante intervento, continuamente interrotto dalle proteste grilline dell'aula e dagli strali del presidente di Palazzo Madama, Pietro Grasso.

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Grilloidi e citazionisti - Tra le proteste grilloidi anche il lancio di monetine. Tra i lanciatori anche tal Rosetta Enza Blundo, che dopo essere stata bloccata dai commessi ha trovato un altro modo d'agire: "Ho poggiato sul banco del ministro Poletti 30 centesimi. 30 centesimi come i 30 denari. Il messaggio è che con quei soldi ci si paga le tutele crescenti per i miei figli, che tanto non le avranno", ha spiegato. Sempre tra i grillini, campionario vivente di pagliacciate parlamentari, non si può non citare la performance di Vito Petroncelli, attualmente capogruppo, che dopo essere stato espulso dal Senato ha deciso di "barricarsi" dentro Palazzo Madama per protesta.

Sinistri, fabbriche e regolamenti - A sinistra, invece, si registrano le dimissioni di Walter Tocci, che ha prima votato la fiducia, così come chiesto dalla ditta, ma ha poi rassegnato le dimissioni da Senatori. "Ho semplicemente agito conseguentemente a un problema di coscienza", ha spiegato a L'Espresso. Sempre a sinistra, suo malgrado, bisogna segnalare Emma Fattorini, vittima per errore della furia della vendoliana Loredana De Petris, che si scaglia contro i banchi dem. E a pagarne le conseguenze, appunto, è stata la Fattorini, travolta: contusione al polso e medicamenti infermeria del Senato. Infine, l'altro grande protagonista, è stato Maurizio Landini, che seppur fuori dal Parlamento ha fatto risuonare quella frase dal sapore antico che ha fatto sorridere un po' tutti: "Siamo pronti a occupare le fabbriche". Ah, e tra i protagonisti, poi, ci sarebbe anche chi ha lanciato - e qui torniamo in aula - il regolamento contro Grasso. Ma per ora si tratta di un anonimo/a.

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Commenti all'articolo

  • ghinoditacco2

    09 Ottobre 2014 - 15:03

    Le dimissioni delle persone serie sono irrevocabili per definizione!! Non c'è nessun bisogno di essere preveggenti, per affermare che il Senato, per una questione di cortesia istituzionale, respingerà le dimissioni del sen. Tocci e che quest'ultimo, per senso delle Istituzioni, per spirito di sacrificio, per amore della Patria, per rispetto ai suoi elettori (che non esistono) le revocherà!!!!!

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  • gillette

    09 Ottobre 2014 - 13:01

    Stavo cercando di capire come avessero votato la fiducia sul Jobs Act i gruppi parlamentari me vedo che devo rivolgermi ad altro sito, visto che qui non riesco a trovarlo. E si che mi sembra importante sapere e capire come votano i nostri rappresentanti !!!

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  • Bolinastretta

    09 Ottobre 2014 - 10:10

    e gli italiani pagano sti beoti idioti strpagati e nullafacenti!!! che vergogna ogni giorno dei buffoni in parlamento strapagati per fare il circo... PAGLIACCI! qualcuno prima a boi sbrocca e spara... non vedo l'ora!!!

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